12 luglio 2026
Cistite e sibo
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11 luglio 2026
Cistite e sibo
Salve, ho 34 anni. Da Qualche mese ho scoperto di avere disbiosi intestinale da indicano + sibo (fatto BT lattulosio). Sto seguendo dieta lowfodmap e Ho fatto terapia con fermenti e mesalazina (ora terminata). Da 2 giorni ho cistite che è stata emorragica per qualche ora. Poi dopo Monuril è migliorata, ho preso entrambe le bustine a distanza di 24h, ma avverto ancora dei bruciori anche se non più alla minzione e pancia costantemente In movimento con un episodio di diarrea. Vorrei sapere se potrebbe essere tutto collegato, sapevo che la sibo veniva curata con antibiotici specifici, ma il mio GE non me li ha prescritti. Per le urine sono in attesa dei risultati dell'urinocoltura. Non so più a chi rivolgermi, ho cambiato già diversi GE ma nessuno sembra venirne a capo. Sono molto ansiosa e questo problema mi porta a non vivere bene nel quotidiano.Risposta del 12 luglio 2026
Risposta a cura di:
Dott.ssa DANIELA PELOTTI
L'asse intestino-vescica è oggi riconosciuto come una via chiave nella cistite. La permeabilità intestinale permette ai batteri di migrare dall'intestino alle vie urinarie. Curare l'origine dello squilibrio è fondamentale per evitare recidive, ma un'infezione acuta va trattata tempestivamente, identificando il patogeno specifico. Monitorare l'alimentazione nelle 72 ore precedenti aiuta a identificare cibi infiammatori o intolleranze che alterano il microbiota e aumentano la permeabilità. Esame colturale (Urinocultura) è lo standard per identificare il batterio responsabile e testare a quali antibiotici è sensibile (antibiogramma), utile soprattutto se l'infezione è recidivante. La cistite è spesso un campanello d'allarme. Curare solo l'infezione in vescica risolve il sintomo immediato, ma per evitare recidive occorre ripristinare la barriera intestinale e riequilibrare il microbiota (disbiosi). Il glutine può aumentare la permeabilità intestinale stimolando la produzione di zonulina, una proteina che apre le giunzioni strette tra le cellule. Questo indebolimento della barriera permette il passaggio di tossine e batteri, alterando il microbiota. I patogeni intestinali nocivi come l’Escherichia coli possono così migrare verso le vie urinarie, scatenando cistiti ricorrenti.

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