27 gennaio 2013
Disturbi stomaco e xanax
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24 gennaio 2013
Disturbi stomaco e xanax
Gentile dottore, a dicembre scorso, per circa quindici giorni, ho avuto disturbi con epicentro nello stomaco; senso di dilatazione, pesantezza, fremiti negli organi addominali, passeggere cefalee, nausee, soprattutto lente e profonde contrazioni allo stomaco stesso. Tali disturbi si caratterizzavano per un'incredibile "volatilità": ore/giorni tranquilli su alternavano a ore/giorni disturbati; gli stessi fastidi si alternavano tra loro senza una logica apparente. Importante: niente dolore vero e proprio, niente bruciori, feci normali, niente vomito, appetito sufficiente.(Premetto che, contemporaneamente ma forse come pura coincidenza, ho registrato disturbi renali (renella) confermati da ecografia e (per quel che vedo) scomparsi da tempo con cura d'acqua).
Reduce da qualche problema emotivo, ho pensato allora di assumere (con l'ok del medico) Xanax in dosi modiche. I disturbi sono passati quasi subito con le prime assunzioni e lo stomaco ha ripreso a funzionare come niente fosse. Ho lasciato Xanax 7-8 gg dopo la prima assunzione.
Ora, a circa 20 gg dall'ultima goccia di xanax, mi è sembrato di avvertire quache sintomo di ritorno dei disturbi citati ma molto più debole (praticamente si tratta solo di pesantezza e leggere contrazioni). Riassunta qualche goccia di xanax la cosa sembra tornare a migliorare. Mi piacerebbe avere un suo cortese parere ed interpretazioni di quanto ho descritto. E' possibile che tutto sia riconducibile a uno stato ansioso o depressivo (in effetti tra settembre e dicembre ho avuto due ansie intense e brevi (legate a mio figlio) e un permanente stato di malinconia per la morte del mio migliore amico)?.
Grazie per la sua cortese attenzione.
Risposta del 27 gennaio 2013
Risposta a cura di:
Prof. ALBERTO TITTOBELLO
Complimenti per la descrizione dettagliata dei sintomi. Credo che la sua ipotesi sia quella corretta : è noto come la funzionalità del tubo digerente ( in particolare lo stomaco e il colon ) siano strettamente collegati allo stato psicologico. La conferma, per lei, è data dalla scomparsa dei disturbi con una dose modesta di un comune tranquillante. Nulla in contrario a proseguire la cura, fino alla scomparsa definitiva dei sintomi.
Prof. Alberto Tittobello
Casa di cura privata
Specialista attività privata
Universitario
Specialista in Gastroenterologia
Milano (MI)

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