Ipercolesterolemia-lovastatina

27 febbraio 2006

Ipercolesterolemia-lovastatina




23 febbraio 2006

Ipercolesterolemia-lovastatina

Gentile dottore,
mia mamma ha 53 anni e da quattro anni è in terapia per Ipertensione arteriosa lieve, dapprima con Prelectal 1 c x 1 e da circa 6 mesi con Blopress 16 mg 1 c x 1 in sostituzione del Prelectal. La pressione presso il medico è di circa 140/90 stabile, mentre a casa è sui 110/65-70.
Da tre mesi assume anche Lovastatina a 20 mg al giorno, per il rilievo due volte di seguito a distanza di sei mesi dei seguenti valori: colesterolo totale 315, LDL 230, HDL 61, TG 85
Dopo tre mesi di lovastatina i valori sono i seguenti:
colesterolo totale 250, LDL 178, HDL 58.
Il medico ha detto di proseguire con la terapia in atto e, anche se i valori di colesterolo non sono ottimali, ha giudicato soddisfacente la risposta al farmaco.
A Suo avviso è opportuno ridurre ulteriormente il colesterolo?

Grazie.

Risposta del 26 febbraio 2006

Risposta a cura di:
Dott. TONINO GRASSO


Il risultato ottenuto è già un buon traguardo, anche se un ulteriore piccolo sforzo andrebbe fatto o con le restrizioni dietetiche o con l'uso di capsule di olio di pesce. Ciò per non aumentare la dose di statine, cosa che potrebbe essere sfavorevole per eventuali effetti collaterali. in relazione alle dimensioni dell'ulteriore obiettivo fissato.
Cordiali saluti.

Dott. Tonino Grasso
Medicina Territoriale
MARTANO (LE)

Risposta del 27 febbraio 2006

Risposta a cura di:
Dott. RAFFAELE CANALI


Le linee guida circa il trattamento delle Dislipidemie dovrebbero non creare piu' dubbi. . . . I valori ottimali di ch. Tot. Sono inf. A 200 mentre per ldl, nel caso di sua madre, sono inf. A 130. Ergo la terapia in atto non permettendo di raggiungere il target, va modificata, usando altre statine, in primis pravastatina, simvastatina, atorvastatina, il cui uso è supportato da importanti studi, che hanno efficacia maggiore, e che presentano l'importante caratteristica di diminuire gli eventi cardiovascolari maggiori o le recidive. . . Inoltre hanno dimostrato di essere molto ben tollerate anche a dosaggi elevati. In conclusione. Quindi non ha senso proseguire con una terapia che non da risultati, e con una molecola ormai decisamente "sorpassata". Cordiali saluti.

Dott. Raffaele Canali
Medicina generale convenz.
Specialista attività privata
Specialista in Endocrinologia e malattie ricambio
DESIO (MI)

Risposta del 27 febbraio 2006

Risposta a cura di:
Dott. TONINO GRASSO


Per completare la mia risposta precedente, desidero metterla in guardia dal credere che i farmaci derivati da capostipiti di una certa classe, le statine nel caso in questione, possano essere caratterizzati da effetti indesiderati minori per quantità e gravità. Infatti è stata distribuita a tutti i medici, dal Ministero della Sanità, una fonte autorevole che è la "Guida all'uso dei farmaci - sulla base del British National Formulary". Ebbene, su di essa, ad ogni farmaco successivo della stessa classe, alla voce "effetti indesiderati" si legge: "Vedi note precedenti, ed inoltre. . . . . ". Da notare che, ovviamente, la guida non è sponsorizzata da alcuna azienda farmaceutica, essendo un documento governativo.

Dott. Tonino Grasso
Medicina Territoriale
MARTANO (LE)

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