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17 giugno 2006

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13 giugno 2006

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Buongiorno. . . chiedevo cortesemente un parere sui miei esami del sangue. Ho fatto esami di controllo (compresi tutti i marcher tumorali) in quanto e' da gennaio 2006 che ho sempre una fabbricola che va dai 37 ai 37, 5°. Il mio medico dice che potrebbe essere stress ma ho voluto cmq fare degli accertamenti. Lo stress e' anche dovuto al fatto che mi hanno asportato un nodulo di natura benigna (lesione scleroelastotica) al seno in aprile dopo molteplici accertamenti (risonanza magnetica a contrasto, eco con contrasto, ago-aspirato e core-biopsy) in quanto l'aspetto e la durezza della massa superiore ai 2 cm faceva sospettare una natura maligna. Gli esami del sangue appena ritirati vanno bene. Solo in due voci ci sono gli asterischi: LDH 227 U/I e il C. E. A. 3, 44 ng/ml. Cosa significa? grazie x la Vostra cortesia e cordiali saluti.

Risposta del 17 giugno 2006

Risposta a cura di:
Dott. ROBERTO BERTONCELLI


La lattato deidrogenasi (LDH) è l' enzima che promuove la conversione tra lattato e piruvato, sostanze che vengono prodotte nei muscoli quando si utilizza il glucosio. La lattato deidrogenasi è presente in molti tessuti e liquidi corporei. La misura dell' LDH è un test poco specifico: considerato isolatamente non ha un importante valore diagnostico. Può essere misurato per valutare la presenza di un danno a livello tissutale. L' LDH aumenta in tutte le condizioni di necrosi tissutale e di malattie a carico del cuore, fegato, polmone, rene, muscoli (es. distrofie muscolari e traumi) e in alcuni tipi di anemie e di tumore (metastasi epatiche). Si conoscono 5 diversi isoenzimi della lattato deidrogenasi, che vengono analizzati quando i valori di LDH sono elevati: essi permettono infatti di interpretare in modo più accurato e specifico l' eventuale danno tissutale subito dal paziente.
L' antigene carcinoembrionario (CEA) è una glicoproteina circolante nel sangue. Questa proteina è espressa in grandi quantità nell' intestino durante la vita embrionale, mentre dopo la nascita è molto ridotta. L' antigene carcinoembrionario è considerato un marker tumorale di carcinomi che colpiscono prevalentemente l' apparato digerente. La concentrazione sanguigna dell' antigene carcinoembrionario risulta aumentata in presenza di carcinomi, in particolare del colon-retto, dello stomaco, del pancreas, ma anche del polmone, della mammella, dell' ovaio e dell' utero. Ma questo antigene può essere aumentato anche in numerose condizioni che non hanno nulla a che vedere con i tumori, come in seguito a Morbo di Crohn, Cirrosi, epatiti e pancreatiti. Un aumento dell' antigene carcinoembrionario si riscontra, inoltre, nei fumatori cronici.
I valori da Lei segnalati sono di poco fuori norma, non mi preoccuperei eccessivamente; li ripeta fra 3 mesi. La febbre però meriterebbe di essere ulteriormente studiata.

Dott. Roberto Bertoncelli
Medico Ospedaliero
Specialista in Geriatria
Specialista in Medicina interna
Specialista in Psicologia
BOLOGNA (BO)

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