Recidiva ernia inguinale

10 giugno 2006

Recidiva ernia inguinale




07 giugno 2006

Recidiva ernia inguinale

1997 sottoposto a trattamento chirurgico di ernia inguinale sx: (applicazione di rete in prolene e plug). Decorso ottimo, nessuna conseguenza post operatoria; ripresa attività fisica "normale" (tennis, ginnastica sforzi fisici modesti, ecc). Mi è stata diagnosticata una recidiva dell'ernia inguinale (". . . punta d'ernia"), con indicazione di nuovo trattamento chirurgico: indicazione di trattamento in laparoscopia per via posteriore per le difficoltà connesse ad intervento su rete preesistente. Nessuna indicazione fornita circa le NON ESCLUDIBLI COMPLICAZIONI (aderenze, etc. ). Con sottolineata cortesia si vorrebbe conoscere Suo parere circa la metodica di approccio chirurgico (nuovo plug anteriore o a nuova rete con inserimento posteriore-laparoscopia?), stante la consapevolezza del necessario ricorso ad un Chirurgo esperto nelle applicazioni in argomento. Un sincero ringraziamento

Risposta del 10 giugno 2006

Risposta a cura di:
Dott. LUCIO PISCITELLI


Io personalmente per le recidive inguinali su rete preferisco la riparazione posteriore con accesso properitoneale NON laparoscopico (tipo Wantz): ritengo che questa tecnica sia meno invasiva (non necessità di pneumoperitoneo, possibile anestesia spinale) e gravata da minor rischio di complicazioni o incidenti. Una piccola recidiva in soggetto magro può essere agevolmente riparata anche per via anteriore. MA OVVIAMENTE E' SOLO LA MIA PERSONALE OPINIONE e sicuramente altri chirurghi fautori della "laparoscopia ad ogni costo" aggiungeranno risposte diverse.

Dott. Lucio Piscitelli
Medico Ospedaliero
Specialista attività privata
Specialista in Chirurgia generale
Specialista in Chirurgia vascolare, angiologia
NAPOLI (NA)

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