Hpv e tumore al seno: troppi falsi positivi negli screening

21 ottobre 2011
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Hpv e tumore al seno: troppi falsi positivi negli screening


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Sono in via di definizione le modalità corrette per eseguire lo screening di prevenzione per l'infezione da Hpv e le patologie al seno. Un primo studio, pubblicato da Annals of Internal Medicine e condotto dal Group health research institute di Seattle, analizzando i dati di oltre 169 mila donne tra i 40 e i 59 anni, ha riscontrato che la mammografia eseguita ogni anno aumenta il rischio di falsi positivi. Con lo screening annuale, in 10 anni, il 61,3% delle donne è stato richiamato perchè la prima lettura era stata inconcludente e circa 1 donna su 12 ha ottenuto dal secondo esame, in molti casi una biopsia, un esito di falso positivo. Con lo screening biennale, la percentuale delle pazienti richiamate è scesa al 42%. Inoltre, secondo i dati, fare la mammografia ogni due anni non ha inciso significativamente sulla gravità dei casi di tumore del seno. Con il rischio di falsi positivi si deve misurare anche lo screening per l'Hpv nella prevenzione e diagnosi precoce del tumore cervicale. Sulla stessa rivista americana, infatti, un secondo studio ha verificato che inserire l'Hpv Test nei programmi può intercettare più donne a rischio ma allo stesso tempo creare un eccesso di falsi positivi con conseguenti esami non necessari, ansia e costi sanitari per molte pazienti. Gli autori concludono che l'Hpv test è più sensibile ma meno specifico del Pap test.




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