Endometriosi da inquinamento chimico: ipotesi da Torino

02 marzo 2012
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Endometriosi da inquinamento chimico: ipotesi da Torino


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L'esposizione a fattori ambientali (in particolare a inquinanti chimici) potrebbe associarsi allo sviluppo di endometriosi, secondo un gruppo di ricercatori dell'università di Torino, guidati da Giuseppe Migliaretti, che hanno valutato l'incidenza della patologia nel Nord-Ovest d'Italia e che, tramite un'analisi della sua distribuzione spaziale, hanno studiato le potenziali motivazioni della variazione geografica. I ricercatori hanno selezionato dai registri ufficiali di dimissione ospedaliera 3.929 donne di età compresa tra i 18 e i 45 anni, nate e residenti in Piemonte, sottoposte a intervento medico o chirurgico per endometriosi tra il 2000 e il 2005. Il tasso di incidenza della patologia per classi di età è stato di 81,8 ogni 100.000 anni-persona. La distribuzione dei rischi ha evidenziato, in alcune aree nel Piemonte centrale e meridionale, un tasso aumentato del 30%. In queste zone in effetti sono stati riscontrati grandi rischi ambientali correlati alla presenza di inquinanti chimici. In altri settori, invece, il rischio di malattia appariva inferiore (Piemonte sud-occidentale). I dati osservati, secondo gli stessi autori, devono però essere interpretati in modo cauto nella possibilità che possano essere inficiati da criticità.

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