Glaucoma, il killer silenzioso della vista

14 marzo 2018

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Glaucoma, il killer silenzioso della vista


Che cos'è il glaucoma

Definito 'ladro silente della vista' perché spesso non dà sintomi, il glaucoma è una malattia cronica degenerativa, quasi sempre bilaterale, che colpisce il nervo ottico.

Quanti ne soffrono

È una patologia molto frequente, nonché una delle cause più frequenti di cecità e ipovisione. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) colpisce circa 55 milioni di individui nel mondo, di cui oltre un milione in Italia (anche se la metà non ne è a conoscenza), mentre 25 milioni hanno già perso le proprie capacità visive, del tutto o in parte, per via del glaucoma.

Qual è la causa

Nella maggior parte dei casi il glaucoma è dovuto a un aumento della pressione interna dell'occhio, a sua volta imputabile a un accumulo di umor acqueo (o umore acqueo), un liquido salino che si trova tra la cornea e il cristallino e contribuisce a dare volume al bulbo oculare. In un occhio sano, la produzione e il deflusso di questo liquido sono in equilibrio perfetto. Quando, invece, l'umor acqueo viene prodotto in eccesso, oppure se c'è un ostacolo al suo deflusso (la condizione più frequente) si ha un aumento della pressione oculare, che a lungo andare danneggia il nervo ottico: il campo visivo si restringe a partire dalla periferia (non si riesce più a vedere con la coda dell'occhio) fino a giungere a una visione 'a cannocchiale' (o 'tubulare') e, nei casi peggiori, alla cecità assoluta.

Come può essere scoperto

Una semplice visita oculistica è sufficiente a diagnosticare un glaucoma in fase iniziale o ancora non grave. Il consiglio è quindi di sottoporsi a controlli regolari, specialmente in presenza di fattori di rischio, come età (dopo i 40 anni è buona norma effettuare un check-up oculistico comprensivo di tonometria, la misurazione della pressione interna all'occhio), familiarità (il glaucoma presenta, infatti, forti caratteri di ereditarietà), miopia elevata, terapie protratte con farmaci cortisonici.

Come si cura

Esistono varie terapie che hanno l'obiettivo di preservare la funzione visiva: la terapia medica, a base di colliri specifici (tra i principi attivi più usati, betabloccanti e prostaglandine), la procedura laser (utile a far defluire l'umore acqueo) e il trattamento chirurgico (allo scopo di creare nuove vie di deflusso).

Claudio Buono



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