Morsi di zecca, come comportarsi

17 agosto 2018

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Morsi di zecca, come comportarsi



Viaggi, escursioni, gite in montagna e attività all'aria aperta. Situazioni che in alcune zone espongono al rischio di essere morsi da una zecca, con conseguenze talvolta gravi.
La zecca è un parassita, attivo nei mesi estivi, che vive preferibilmente in ambienti ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, con clima fresco e umido, ma possono trovarsi anche in zone a clima caldo e asciutto o dove la vegetazione è più rada. La loro presenza sul territorio è legata a quella di ospiti da parassitare: stalle, cucce di animali e pascoli sono tra gli habitat preferiti dalle zecche.
In Italia, le principali zone a rischio sono il Friuli Venezia Giulia, il Veneto ed il Trentino Alto Adige. Sono molto diffuse inoltre in Austria, Germania, Svizzera, nei paesi scandinavi e nella regione balcanica. 

 


Le conseguenze


Il morso della zecca in sé non è pericoloso, a meno che il parassita non sia infetto e in grado quindi di trasmettere infezioni.  
Le principali e più note patologie infettive veicolate dalle zecche sono l'encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus) e la malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia.
L'encefalite da zecca si può manifestare con febbre, stanchezza, mal di testa, dolore muscolare e nausea. Nei casi più gravi, la malattia può coinvolgere il sistema nervoso centrale e provocare sintomi neurologici a lungo termine e, in alcuni casi, anche la morte. Altre infezioni sono la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani), la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche e l'ehrlichiosi.


Come prevenire


Alcune precauzioni possono ridurre la possibilità di venire a contatto con le zecche, o perlomeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia.
 
• indossare abiti chiari (rendono più facile l'individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
• evitare di toccare l'erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l'erba è alta
• al termine dell'escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi
• trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell'escursione
• spazzolare gli indumenti prima di portarli all'interno delle abitazioni.
• utilizzare repellenti sulla pelle e sui vestiti (i repellenti specifici per abiti non devono essere usati anche sulla pelle)
• La TBE si può prevenire attraverso una vaccinazione, consigliata ai villeggianti delle zone boschive e naturali, a chi pratica professioni a contatto con la natura, agli amanti del trekking e della campagna. È raccomandata a tutti coloro che si recano in molti paesi dell'Europa centrale ed orientale e nelle regioni del Nord-Est del nostro Paese dove l'encefalite è la più comune malattia trasmessa dalle zecche.

Rimozione della zecca (fonte: Istituto Superiore di Sanità)

Una immediata e corretta asportazione della zecca riduce fortemente il rischio di sviluppare una malattia, ma nel caso specifico dell'encefalite da zecca il virus si trasmette appena il parassita aderisce alla cute. In ogni caso è opportuno tenere presente alcune regole di comportamento.

Cosa non fare:
• Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Cosa fare:
• la zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio
• durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
• disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l'estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio)
• evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette (con guanti) e poi lavate
• spesso il rostro rimane all'interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile
• distruggere la zecca, possibilmente bruciandola
• dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica
• annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione
• rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.



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