Quando il disturbo dell'alimentazione coesiste con l'obesità: come comportarsi?

05 febbraio 2019

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Quando il disturbo dell'alimentazione coesiste con l'obesità: come comportarsi?



L'obesità è la più frequente condizione medica osservata nelle persone con disturbi dell'alimentazione. Coesiste frequentemente con il disturbo da binge-eating e con alcuni casi di bulimia nervosa. L' obesità può precedere la comparsa di un disturbo dell'alimentazione, rappresentando a volte un fattore di rischio per il suo sviluppo o essere la conseguenza degli episodi ricorrenti di abbuffata. I disturbi dell'alimentazione e l'obesità, quando coesistono, tendono a interagire negativamente tra loro e a rendere più difficile il trattamento.

La perdita di peso è sempre controindicata quando l'obesità coesiste con la bulimia nervosa, perché la dieta mantiene la psicopatologia del disturbo dell'alimentazione aumentando le preoccupazioni per l'alimentazione, la frequenza degli episodi di abbuffata e l'intensità dell'eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo. Le persone con bulimia nervosa hanno, infatti, la tendenza a reagire in modo negativo ed estremo, spesso dicotomico, alla quasi inevitabile rottura delle regole dietetiche adottate per perdere peso ed anche una piccola trasgressione tende ad essere interpretata come la prova di scarso autocontrollo e debolezza personale. La risposta a questa percepita mancanza di autocontrollo porta ad un temporaneo abbandono dello sforzo di restringere l'alimentazione che sfocia nell'episodio di abbuffata. Quest'ultimo mantiene la psicopatologia specifica e nucleare intensificando le preoccupazioni di essere incapaci di controllare il peso, la forma del corpo e l'alimentazione, e incoraggia un'ulteriore restrizione dietetica, aumentando così il rischio di altri episodi di abbuffata. La perdita di peso può essere considerata solo dopo un periodo prolungato di remissione dalla bulimia nervosa (almeno un anno), ma deve essere realistica e strutturata con un piano alimentare moderatamente ipocalorico e "flessibile" in modo tale da non favorire la ricaduta.

Nel caso della coesistenza dell'obesità con il disturbo da binge-eating per decidere se sia possibile cercare di superare il disturbo dell'alimentazione e nello stesso tempo perdere peso oppure se questi due obiettivi siano incompatibili tra loro va valutata la presenza dell'eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo. L'eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo va distinta dall'insoddisfazione corporea che è molto diffusa tra le persone e non rappresenta un problema clinico. Una persona ha un'eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo quando, invece, giudica il suo valore personale largamente, e in alcuni casi esclusivamente, in termini di peso e di forma del corpo.

Se l'eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo è presente, la perdita di peso è consigliabile adottare la stessa strategia descritta sopra per la bulimia nervosa. In questi casi, infatti, l'eccessiva valutazione si associa a una maggiore frequenza di episodi di abbuffata, ad un più grave disagio psicologico e danno psicosociale. Inoltre, l'adozione della dieta può, con gli stessi meccanismi descritti per la bulimia nervosa, mantenere la psicopatologia del disturbo dell'alimentazione.

Se l'eccessiva valutazione del peso, della forma del corpo e del loro controllo non è presente, può essere indicato affrontare il disturbo dell'alimentazione e contemporaneamente la perdita di peso con un piano alimentare moderatamente ipocalorico e "flessibile". In questi casi, infatti, la perdita di controllo sull'alimentazione sembra essere mantenuta dall'uso del cibo per modulare gli eventi e i cambiamenti emotivi associati e non dall'adozione di regole dietetiche estreme e rigide. Le ricerche più recenti hanno confermato che in questa forma del disturbo da binge-eating, non solo una moderata restrizione dietetica cognitiva non aumenta la frequenza degli episodi di abbuffata, ma al contrario produce in media una loro diminuzione.

Riccardo Dalle Grave

Fonte: Nutrizione33



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