Diabete: aumentare la visibilità della malattia. Intervista a Stefano Nervo, Diabete Italia

10 novembre 2020
Video, #appuntidisalute

Diabete: aumentare la "visibilità" della malattia. Intervista a Stefano Nervo, Diabete Italia


In Italia si stima siano oltre 3 milioni i pazienti con diagnosi di diabete cui si aggiunge un sommerso di circa un milione e mezzo di persone affette dalla malattia senza saperlo. Numeri impressionanti che non si possono sottovalutare, il diabete continua ad essere una malattia ancora molto diffusa e spesso troppo ignorata.

Il diabete di tipo 2 è la forma più diffusa, riguarda oltre il 90% dei casi, ed è una patologia cronica caratterizzata da un eccesso di zuccheri nel sangue, iperglicemia, che può causare frequenti complicanze cardiovascolari e renali, precoci e spesso fatali, come lo scompenso cardiaco e l'insufficienza renale. Lo scompenso cardiaco è una delle complicanze più precoci nei soggetti con diabete di tipo 2, per i quali rappresenta la prima causa di ospedalizzazione nel nostro Paese, associata purtroppo ad una elevata mortalità a 5 anni dalla diagnosi. Inoltre circa il 40% dei pazienti diabetici sviluppa nefropatia che quando si manifesta è spesso in una fase troppo avanzata per poter agire.

Le persone con diabete e i loro familiari durante il lockdown a causa della malattia Covid-19 si sono trovati in grandi difficoltà sia nelle attività quotidiane, sia nella gestione del piano terapeutico. Per conoscere l'attuale situazione dei pazienti, Dica33 ha intervistato per Appunti di salute il dottor Stefano Nervo, presidente Diabete Italia, l'associazione che raggruppa le società scientifiche e le associazioni dei pazienti.




Quali i dati sui pazienti diabetici?

Il 30% dei pazienti deceduti per Covid era diabetico. In pandemia si è parlato molto di questa patologia, molte vittime soffrivano infatti di diabete. Certo. Il diabete non aumenta il rischio di ammalarsi ma può rappresentare un fattore di rischio in caso di contagio. Dai primi dati emerge che il 30% dei deceduti Covid soffriva di diabete (non distinguono però se tipo 2 o tipo 1 ma si pensa più tipo 2 vista l'età avanzata dei deceduti). Il 90% dei morti è risultato invece in sovrappeso/obeso. Si evince perciò che probabilmente è fondamentale la comorbilità piuttosto che la sola patologia diabetica.

Come opera Diabete Italia?

Diabete Italia lavora per il miglioramento della qualità della vita e dell'assistenza alle persone con diabete su tutto il territorio nazionale, la difesa e la promozione di una organizzazione assistenziale in grado di garantire efficacemente la prevenzione e la cura del diabete e delle malattie metaboliche, la rappresentanza del 'mondo del diabete' verso le istituzioni e l'opinione pubblica. Per raggiungere queste finalità, Diabete Italia agisce attraverso la cooperazione tra i soci, promuovendo e sostenendo iniziative per la sensibilizzazione e il coinvolgimento dell'opinione pubblica, di associazioni professionali e di categoria, di istituzioni pubbliche e private, di organismi regionali, nazionali e internazionali, in relazione a problematiche sanitarie e sociali connesse al diabete e alle malattie metaboliche.

Fanno parte di Diabete Italia: AGD Italia - Coordinamento Associazioni Italiane Giovani con Diabete; AMD - Associazione Medici Diabetologi; ANIAD - Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici; Diabete Forum - Giovani e adulti uniti per il diabete; OSDI - Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani; SIEDP - Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica; SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie. Diabete Italia è quindi un'Associazione molto ben rappresentativa del mondo del diabete nella sua globalità.

#appuntidisalute

Mercedes Bradaschia

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