La scienza diventa arte. Intervista al Professor Gelardi

02 marzo 2021
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La scienza diventa arte. Intervista al Professor Gelardi


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Dica33 ha intervistato il Professor Matteo Gelardi, Responsabile Centro rino-allergologico e citologia nasale dell'Università di Foggia


La citologia nasale è fondamentale per fare diagnosi accurate in ambito otorinolaringoiatrico ma può diventare anche spunto per la creazione di immagini e tessuti. Dica33 ha intervistato il Professor Matteo Gelardi, Responsabile Centro rino-allergologico e citologia nasale dell'Università di Foggia.

Professore, come nasce il suo interesse per la citologia nasale?

Sono un otorinolaringoiatra e dei tre organi di nostra competenza, il naso è sicuramente "la cenerentola". Basti pensare che a differenza dell'orecchio e della gola, ritenute degne di avere una scuola di specializzazione (Audiologia e Foniatria), il naso non è mai stato degno di simili attenzioni. Inoltre, se ogni parte dell'organismo viene studiato a livello cellulare, il naso non lo è mai stato, come se le sue mucose di rivestimento non fossero costituite da cellule. Siccome le "minoranze" vanno sempre tutelate, vent'anni fa decisi di approfondire gli studi in ambito rino-citologico e, fortunatamente, possiamo affermare che oggi il naso ha la dignità che si merita, sia sul piano clinico, sia su quello diagnostico-terapeutico, alla pari delle altre specialità.

La buona funzione nasale è importante per il nostro benessere?

Dell'importanza di questa parte anatomica ci accorgiamo soltanto quando vengono meno le sue funzioni: la ventilazione, l'umidificazione, il riscaldamento, la filtrazione e sterilizzazione dell'aria inspirata, la risonanza della nostra voce e la percezione degli odori. In caso di malfunzionamento, come in presenza di una disfunzione nasale di tipo ostruttivo, la qualità della vita viene compromessa, sia di giorno che di notte. Per questo motivo occorre giungere a una precisa diagnosi, grazie anche agli strumenti diagnostici oggi a disposizione del Rinologo, quali gli endoscopi a fibre ottiche rigide e flessibili, la rinomanometria, la citologia nasale e tante altre diagnostiche.

Come la citologia nasale aiuta la diagnosi e la terapia?

Faccio un esempio. Molte persone pensando di soffrire di una forma allergica di rinite, vengono sottoposte ai test allergologici (Prick test e/o RAST) ma, come accade nel 15% di questi pazienti, tali test risultano essere negativi. Prima che la citologia nasale entrasse nella diagnostica rinologica queste forme venivano etichettate come riniti vasomotorie "aspecifiche", "idiopatiche" o "criptogenetiche", tutti termini che il medico utilizza ogniqualvolta non giunge a una diagnosi certa. Oggi, grazie alla citologia nasale, possiamo verificare se nel naso di questi pazienti sono presenti particolari tipi di cellule responsabili della sintomatologia. Trattasi di forme di riniti croniche non allergiche, nosologicamente riconosciute dalla comunità scientifica con gli acronomi di NARES (Non Allergic Rhinitis with Eosinophils), NARMA (Non Allergic Rhinitis with Mast-cells) e NARESMA (Non Allergic Rhinitis with Eosinophils and Mast-cells). In base al tipo di cellula riscontrata al microscopio, la rinite avrà il suo nome. Dal punto di vista clinico, tali rinopatie sono molto simili alle forme allergiche, con la differenza che non sono IgE mediate e non hanno una stagionalità. Il paziente, di fatto, sta sempre male. Pertanto è fondamentale diagnosticare e trattare precocemente tali rinopatie al fine di evitare la progressione verso la poliposi nasale.

Oggi la citologia nasale è quindi diventata una diagnostica riconosciuta?

Certamente! L'Italia è caposcuola in questa diagnostica, grazie anche agli oltre 70 master realizzati negli ultimi vent'anni in Italia e all'estero. La maggior parte dei citologi nasali sono in Italia e in Italia è nata la prima Accademia di Citologia Nasale (AICNA).

Che relazione c'è tra arte e scienza?

Sono fortemente correlate. Anche fare il medico è un'arte, tanto che si parla di "arte medica" Mi piace citare le parole di Philippe Daverio, un grandissimo storico dell'arte e amico, recentemente scomparso. "I medici sono persone bizzarre: siccome si occupano degli esseri umani, sono umanisti tendenzialmente per definizione. Siccome praticano la diagnosi quotidianamente, sono curiosi per pratica e prassi. Praticano, anche qui per definizione, un mestiere che è la contempo cerebrale e manuale. E ben si sa che la sanzione medievale nell'uso industrioso degli arti ha generato quella parola nuova, potente e innovativa, ignota ai greci antichi, che è la parola "arte". I medici sono tutti, per via della pratica semeiotica dell'indagine, esperti nelle mani e quindi tendenzialmente artisti. Ma pochi sanno di esserlo."

Come nasce il progetto Art&Science?

Alcuni anni fa decisi di iniziare ad approfondire lo studio della citologia del naso. Studiando le cellule al microscopio mi sono accorto che alcuni quadri microscopici, oltre a essere diagnostici per determinate patologie, avevano un alto impatto dal punto di vista artistico. In fondo, la citologia è morfologia e cromatismo, proprio come lo è un'opera d'arte. Quindi, il passo verso l'arte è stato immediato e diretto.

Pertanto, osservando le immagini ho pensato che sarebbero potute diventare dei quadri, e non solo. E così è stato! L'immagine microscopica si è trasformata in un quadro, poi in abito, successivamente in una danza, ed infine in musica, i cui brani musicali sono oggi realizzati dal gruppo musicale "Il Complesso di Golgi", composto da medici, nel quale gruppo ricopro il ruolo di batterista.

Il progetto è diventato uno spettacolo teatrale...

Esattamente. Art&Science nasce nel 2014. È uno spettacolo composto da una prima parte scientifico-culturale, seguita da una parte artistico-musicale. Ogni spettacolo porta un messaggio. Partendo da una immagine di citologia, essa diventa il filo conduttore dell'intero spettacolo.

Ecco che dall'immagine citologica di pollini di cipresso all'interno della mucosa nasale, nasce il messaggio dei parchi anallergici. Sappiamo che la rinite allergica colpisce circa il 30% della popolazione mondiale. L'età pediatrica è la più colpita. Si pensa che tra non molti anni il 50% dei bambini sarà allergico. Pertanto bisogna attrezzarsi in fretta. I parchi pubblici realizzati con piante anallergiche potrebbero essere uno dei tanti interventi mirati alla prevenzione primaria. Non dimentichiamoci che la rinite allergica non curata apre la strada a patologie più importanti come l'asma bronchiale.

Prima della pandemia "Art&Science" è andata in scena in importanti teatri nazionali e all'estero, riscuotendo grande successo di pubblico. Per ritornare nei teatri attendiamo che passi questo tragico momento che l'intera umanità sta vivendo da poco più di un anno.

Oltre agli spettacoli, sino a dove può arrivare Art&Science?

Il mio sogno è vedere "Art&Science" diventare una materia di insegnamento universitario. L'ho proposto al Rettore del mio Ateneo (Foggia), il Prof. Pierpaolo Limone, che sin dal primo istante, assieme al Dipartimento di Lettere, hanno mostrato grandissimo interesse. Sarebbe una materia "a scelta" dello studente, interdipartimentale, con l'obiettivo di coniugare i linguaggi dell'arte e della scienza, quali momenti salienti della creatività umana e di promuovere la divulgazione scientifica attraverso le sette arti (Architettura, Pittura, Scultura, Musica, Poesia, Danza e Cinema). Un insegnamento "trasversale", una vera "contaminazione". Penso che sarebbe accolta favorevolmente dai nostri studenti. Vedremo!

Stefania Cifani

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