Alzheimer, possibili effetti benefici dalla spirulina

15 maggio 2023
Aggiornamenti e focus

Alzheimer, possibili effetti benefici dalla spirulina



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Arthrospira platensis, un cianobatterio, comunemente chiamata spirulina, è un tipo di alga blu-verde che contiene proteine (ficocianina), vitamine del gruppo B, coloranti naturali (clorofilla e carotenoidi) e importanti acidi grassi. È utilizzata come nutraceutico per l'alto contenuto di proteine (fino al 65% in peso secco) e di composti bioattivi tra cui molti fitonutrienti che hanno una potente attività antiossidante. Molti studi riportano che migliora l'attività del sistema immunitario migliorandone la capacità di contrastare agenti infettivi e tossine. Le potenziali applicazioni terapeutiche basate sulle attività immunomodulatorie e antinfiammatorie sono già state esaminate da diversi autori, ma solo di recente è stata adoperata in pazienti con malattia di Alzheimer.



La malattia di Alzheimer


La malattia di Alzheimer è una condizione neurodegenerativa che compromette progressivamente la funzione cognitiva. È la causa più comune di demenza nella tarda età e nessuna cura è attualmente disponibile. È caratterizzata da un'anomala aggregazione dei peptidi beta-amiloidi in placche e della proteina tau neuronale iperfosforilata nei grovigli neurofibrillari, con conseguente danno sinaptico e perdita neuronale, insieme a risposte immunitarie innate mediate dalle cellule gliali.
In condizioni fisiologiche i macrofagi associati al SNC, localizzati nel plesso coroideo, negli spazi leptomeningei e perivascolari, così come i monociti e i linfociti circolanti, sorvegliano costantemente l'interfaccia tra sangue o fluido cerebrospinale e parenchima cerebrale; le malattie neurologiche infiammatorie sono spesso associate alla rottura della barriera emato-encefalica e all'infiltrazione delle cellule immunitarie periferiche. Esempi tipici sono l'infiltrazione di linfociti e cellule derivate da monociti nella sclerosi multipla e nella sclerosi laterale amiotrofica che sembrano svolgere un ruolo importante nello sviluppo.

Di recente, l'infiammazione è diventata l'obiettivo principale nella ricerca sulla malattia di Alzheimer: è stato dimostrato che è uno dei principali motori della patologia. Questa evidenza introduce un interessante quesito, ovvero se l'infiammazione cronica dovuta a patologie come la malattia infiammatoria intestinale e l'artrite reumatoide possa portare a un rischio più elevato di sviluppare la demenza. In entrambe queste patologie è possibile evidenziare un aumento dei livelli della proteina C-reattiva, quest'ultima direttamente coinvolta nella neuroinfiammazione e nell'Alzheimer.

Alzheimer e spirulina


Un recentissimo studio ha mirato a determinare gli effetti della spirulina sulla funzione cognitiva e sullo stato metabolico in pazienti con malattia di Alzheimer. Questo studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato è stato condotto su 60 persone soggette a tale patologia. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 500 mg/giorno di spirulina o un placebo due volte al giorno per 12 settimane.

I risultati sono stati davvero sorprendenti: rispetto al placebo, l'assunzione di spirulina ha comportato un significativo miglioramento del punteggio MMSE (Il punteggio minimo dell'esame dello stato mentale), l'assunzione di spirulina ha ridotto la proteina C-reattiva ad alta sensibilità, il glucosio a digiuno, l'insulina e l'insulino resistenza, aumentando inoltre la sensibilità all'insulina rispetto con il placebo. Nel complesso, lo studio ha dimostrato che l'assunzione di spirulina per 12 settimane in pazienti con malattia di Alzheimer ha migliorato la funzione cognitiva, i parametri dell'omeostasi del glucosio e i livelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità. Si auspicano nuovi studi al fine di definire e perfezionare l'utilizzo clinico.


Fabio Milardo




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