Asma grave, perché in Italia si usano ancora troppi corticosteroidi orali

12 novembre 2025
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Asma grave, perché in Italia si usano ancora troppi corticosteroidi orali



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In Italia, l'asma colpisce circa 4 milioni di persone, di cui 200.000 con una forma grave. In questi pazienti, la gestione della malattia si basa su broncodilatatori a lunga durata, corticosteroidi orali e antagonisti muscarinici. Nonostante le linee guida internazionali raccomandino di usare i corticosteroidi orali (OCS) solo nei casi più gravi, in Italia questi farmaci continuano a essere prescritti troppo spesso. Un nuovo studio, condotto su oltre 1.100 persone tra operatori sanitari e pazienti, mostra un uso eccessivo degli OCS, scarsa informazione sugli effetti collaterali e poca consapevolezza delle alternative come le terapie biologiche.


L'uso dei corticosteroidi orali

I corticosteroidi orali rappresentano un'arma importante contro l'asma grave, ma dovrebbero essere usati solo quando davvero necessario, perché nel tempo possono causare effetti collaterali rilevanti. Eppure, in Italia continuano a essere prescritti troppo spesso, anche nei casi che non richiederebbero un trattamento così intenso. A segnalarlo è uno studio pubblicato su Frontiers in Allergy e realizzato dall'associazione Respiriamo Insieme in collaborazione con Sanofi, che ha analizzato le abitudini prescrittive dei medici (366 operatori sanitari) e il comportamento dei pazienti (829, di cui 468 con asma grave).


Quanti pazienti li utilizzano?

Dall'indagine emerge che molti operatori sanitari non seguono pienamente le raccomandazioni internazionali, che indicano gli OCS come "ultima risorsa". L'82% dei medici preferisce una durata di trattamento di 10 giorni, ma il 14% arriva oltre le tre settimane. Il 28% non controlla la dose cumulativa annuale, fondamentale per valutare il rischio di effetti collaterali, e solo il 40% lo fa regolarmente. Quasi tutti i pazienti con asma grave (95%) hanno ricevuto almeno una prescrizione di corticosteroidi orali, e molti li assumono più volte all'anno.


Poca informazione sugli effetti collaterali

La ricerca mostra anche un problema di comunicazione medico-paziente. Solo il 71% dei pazienti con asma grave afferma di aver partecipato alle decisioni terapeutiche. Meno della metà è stata informata sulle possibili alternative agli OCS. Il 41% dichiara di non aver ricevuto indicazioni sugli effetti collaterali, che nel tempo possono includere osteoporosi, aumento di peso, pressione alta e problemi metabolici. Preoccupa inoltre che il 47% dei pazienti li abbia assunti senza prescrizione: un comportamento rischioso che riflette paura delle riacutizzazioni e difficoltà di accesso alle cure.


Quali sono le soluzioni?

Gli autori dello studio sottolineano la necessità di ridurre l'uso improprio degli OCS grazie a:
● un miglior monitoraggio clinico (anche digitale) delle dosi cumulative;
● maggiore informazione sugli effetti collaterali;
● più accesso alle terapie biologiche, che in molti casi permettono di controllare la malattia senza ricorrere ai corticosteroidi;
● un team multidisciplinare che includa pneumologo, allergologo, psicologo e farmacista clinico.

Rendere più consapevole il paziente e personalizzare la terapia significa evitare esposizioni inutili ai corticosteroidi e migliorare la qualità di vita, oltre a ridurre l'impatto sul sistema sanitario.

Fonte: MedicinaInterna33




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