Vitamina B3, l’integrazione riduce il rischio di tumori della pelle
Assumere nicotinamide, una delle due forme della vitamina B3, potrebbe ridurre il rischio di sviluppare un tumore della pelle. È quanto emerge da uno studio pubblicato su JAMA Dermatology, che ha analizzato i dati di oltre 33.000 pazienti mostrando una riduzione del rischio del 14%, con un beneficio ancora più marcato - fino al 54% - nei soggetti che iniziavano l'integrazione dopo un primo carcinoma cutaneo.
Cos'è la nicotinamide e perché è importante
La vitamina B3 comprende due composti: la niacina e la nicotinamide. È essenziale per la produzione di energia, la salute del sistema nervoso, il buon funzionamento dell'apparato digerente e la protezione della pelle. È idrosolubile e non viene immagazzinata dall'organismo, motivo per cui deve essere assunta quotidianamente attraverso l'alimentazione.
Si trova in abbondanza in:
● legumi,
● frattaglie e carni,
● pesce,
● prodotti da forno a base di cereali integrali,
● latticini (grazie al triptofano, precursore della niacina).
Una dieta equilibrata è generalmente sufficiente a garantire il fabbisogno giornaliero; gli integratori vengono utilizzati in caso di carenza o per specifiche indicazioni cliniche.
Lo studio: come l'integrazione influisce sul rischio di tumore cutaneo
La ricerca ha preso in esame 33.822 pazienti, di cui 12.287 trattati con nicotinamide orale (500 mg due volte al giorno per oltre 30 giorni) e 21.479 non esposti. I risultati principali osservati dall'integrazione sono stati:
● -14% di rischio complessivo di tumore della pelle nei soggetti che assumevano nicotinamide;
● Riduzione trainata soprattutto dal carcinoma squamocellulare cutaneo (cSCC): -22%.
● Nessuna riduzione statisticamente significativa per il carcinoma basocellulare (BCC).
● Il beneficio massimo si osserva quando l'assunzione inizia dopo un primo tumore cutaneo: -54%.
L'effetto protettivo tende invece a diminuire quando l'integrazione viene avviata dopo il secondo tumore della pelle.
Cosa ci dicono questi dati: un'opzione per la prevenzione precoce
Secondo gli autori, il vantaggio principale dell'integrazione riguarda soprattutto chi ha già avuto un primo tumore della pelle e si trova quindi in una condizione di rischio più elevato. Pur essendo un beneficio complessivo moderato, l'intervento precoce sembra offrire una protezione significativa e facilmente implementabile.
Lo studio rafforza dunque l'interesse della comunità scientifica verso strategie di chemioprevenzione cutanea, soprattutto in un contesto in cui i tumori non melanoma (cSCC, BCC) sono in aumento.
Fonte: MedicinaInterna33
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