Nei e sole, le 10 regole dei dermatologi per proteggere la pelle

30 giugno 2026
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Nei e sole, le 10 regole dei dermatologi per proteggere la pelle



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Il sole non fa male solo in spiaggia. La pelle è esposta ai raggi ultravioletti molto più spesso di quanto si pensi, e la protezione dovrebbe essere un'abitudine quotidiana, non un gesto riservato alle vacanze. È uno dei messaggi centrali della Giornata nazionale della prevenzione dermatologica, promossa dalla Società Italiana di Dermatologia (SIDeMaST). «La salute della pelle è parte integrante della salute della persona», sottolinea il presidente Giovanni Pellacani. Per l'occasione, gli specialisti hanno elaborato 10 regole pratiche per proteggere la pelle dal sole e riconoscere i segnali da non ignorare.


Proteggere la pelle non è solo questione di vacanze

1. Il primo messaggio dei dermatologi è il più sottovalutato: la pelle va protetta ogni giorno, non solo al mare. I raggi solari raggiungono la pelle anche in città, durante le attività quotidiane, lo sport all'aperto, gli spostamenti. La prevenzione dermatologica comincia dalla consapevolezza che il sole incide sulla salute cutanea in qualsiasi contesto, non solo in spiaggia.

2. Nelle ore centrali della giornata, quando i raggi UV sono più intensi, evitare l'esposizione. È consigliabile limitare l'esposizione diretta, cercare l'ombra e organizzare le attività all'aperto in fasce orarie meno rischiose. Un'avvertenza importante: ombra, alberi e ombrelloni non garantiscono una protezione completa dai raggi UV, che si riflettono anche su superfici come sabbia e acqua.


Come scegliere e usare correttamente la protezione solare

3. La crema solare va scelta in base al proprio fototipo, all'età, alla durata dell'esposizione e alle condizioni ambientali. Non basta sceglierla bene; va anche applicata in quantità adeguata, prima dell'esposizione, e rinnovata più volte durante la giornata, soprattutto dopo il bagno, la sudorazione o l'asciugatura.

4. Bambini e adolescenti meritano un'attenzione particolare: le scottature in età infantile e adolescenziale rappresentano un fattore di rischio importante per la salute della pelle nel lungo periodo. Vanno protetti con creme ad alta protezione, cappello, occhiali da sole, indumenti adeguati e permanenza all'ombra nelle ore più intense.


Controllare i nei: cosa osservare

5. Uno dei punti centrali della prevenzione dermatologica riguarda l'autocontrollo periodico della pelle. È utile osservare i propri nei prestando attenzione a cambiamenti di forma, colore, dimensione o margini, così come alla comparsa di nuove lesioni, macchie, noduli o ferite che non guariscono in tempi ragionevoli. In caso di dubbio, la regola è semplice: rivolgersi al dermatologo. L'autocontrollo non sostituisce la valutazione specialistica, ma è uno strumento utile per individuare segnali precoci da segnalare.


Non solo tumori cutanei: anche dermatiti, psoriasi e altre condizioni

6. La prevenzione dermatologica non riguarda solo il melanoma e i tumori della pelle. Arrossamenti, prurito, desquamazioni o lesioni persistenti non vanno mai sottovalutati: dermatiti, psoriasi, infezioni cutanee, malattie infiammatorie della pelle e malattie sessualmente trasmesse richiedono attenzione specialistica, soprattutto quando i sintomi persistono o peggiorano nel tempo.


Chi è più a rischio

7. Alcune categorie meritano un'attenzione preventiva ancora più rigorosa: anziani, bambini, soggetti immunodepresse, chi ha la pelle chiara, numerosi nei, familiarità per tumori cutanei o precedenti lesioni dermatologiche. Per queste persone i controlli specialistici periodici dovrebbero diventare parte della routine di salute, non un'eccezione.


Lampade abbronzanti: un rischio spesso sottovalutato

8. L'abbronzatura artificiale non è una pratica priva di rischi. Le radiazioni UV emesse dai lettini e dalle lampade abbronzanti possono danneggiare la pelle e aumentare il rischio di tumori cutanei. L'Istituto Superiore di Sanità considera l'esposizione a queste radiazioni un tema rilevante di sanità pubblica, al pari dell'esposizione solare non protetta.


Diagnosi precoce: la differenza che conta davvero

9. Melanoma, tumori cutanei non melanoma e lesioni pigmentate sospette possono beneficiare di una diagnosi tempestiva. L'esposizione solare è uno dei principali fattori di rischio del melanoma, insieme ad altri fattori individuali e genetici.

Identificare precocemente una lesione sospetta è il fattore che più influenza la prognosi: un melanoma diagnosticato nelle fasi iniziali ha possibilità di guarigione molto più alte rispetto a una diagnosi tardiva.


Quando rivolgersi al dermatologo

10. Internet può aiutare a informarsi, ma non sostituisce mai la valutazione medica. In presenza di dubbi su un neo, sintomi cutanei persistenti o nuove lesioni, la raccomandazione dei dermatologi è chiara: rivolgersi allo specialista senza aspettare.




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