Allergie e intolleranze alimentari, i medici fanno chiarezza

15 ottobre 2015
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Allergie e intolleranze alimentari, i medici fanno chiarezza



«Una "buona pratica" da condividere tra specialisti e medici di famiglia per distinguere allergie e intolleranze alimentari e per evitare che si prescrivano test senza validità scientifica, quasi tutti a carico del paziente, o test sull'allergia in presenza di semplici intolleranze», Maria Beatrice Bilò, presidente dell'Associazione italiana immunologi territoriali e ospedalieri (Aaito) presenta il documento varato sotto l'egida della Federazione degli Ordini insieme alle Società degli allergologi pediatrici (Siaip) e alla Società italiana allergologia asma e immunologia clinica (Siaaic).

L'obiettivo è di dare punti fermi nella distinzione tra allergie alimentari, morbo celiaco e gastroenteriti eosinofile, che sono tutte manifestazioni mediate da reazioni immunitarie, dalle intolleranze metaboliche (come quella al lattosio),farmacologiche (all'istamina e alla tiramina presenti in vari cibi) e dalle intossicazioni da alimenti avariati.
«Le intolleranze hanno per lo più sintomi gastrointestinali e nessuna mediazione immunologica. Invece le allergie implicano l'intervento del sistema immunitario e la produzione di anticorpi specifici, detti immunoglobuline di tipo IgE, e possono provocare sintomi gravi di tutto l'organismo: orticaria generalizzata, difficoltà respiratoria grave, fino allo shock anafilattico.
Purtroppo si fa spesso confusione; sotto il termine di allergia ed intolleranza alimentare vengono inclusi i sintomi più disparati, che vanno dalla difficoltà di dimagrire a sintomi come vomito, dolori gastrici o addominali che possono essere espressione di sindrome da intestino irritabile, diverticolite, gastrite, reflusso gastroesofageo ed altre situazioni patologiche, fino ad una avversione psicologica nei confronti di un particolare cibo» spiega Bilò.




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