Il cervello dei teenager ama i “like”

20 giugno 2016
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Il cervello dei teenager ama i “like”



È il sistema della ricompensa che si "accende" nel cervello quando si compiono azioni che danno piacere come per esempio mangiare un determinato alimento, fare sesso o vincere al gioco e che negli adolescenti si attiva quando i ragazzi vedono like ottenuti da foto pubblicate sui social.

«Di fronte a una foto che riceve un gran numero di like i teenager reagiscono attivando numerose aree cerebrali, incluse quelle della ricompensa, della socialità e dell'attenzione visiva» esordisce Lauren Sherman, ricercatrice presso la University of California di Los Angeles e autrice di una ricerca che ha coinvolto 32 adolescenti di età compresa tra 13 e 18 anni. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre guardavano foto pubblicate su Instagram - un social network che permette di condividere immagini - e i like che tali foto ricevevano, per comprendere meglio l'effetto di questa nuova forma di approvazione sociale sul loro cervello.

«Abbiamo notato che durante il test la regione del cervello più attiva era quella della ricompensa, molto sensibile in questa fase della vita» spiegano gli autori aggiungendo che il numero di like che una foto riceve influenza anche la scelta di aggiungere o meno la propria approvazione, sempre sotto forma di like. In pratica, se una foto aveva molti like era più probabile che l'adolescente aggiungesse anche il proprio "pollice in su".

«Lo studio dimostra quanto sia forte l'influenza degli amici, anche di quelli che sono solo virtuali» commenta Mirella Dapretto, professoressa di psichiatria e scienze comportamentali al Ucla's semel institute of neuroscience and human behavior, sottolineando che questa influenza è probabilmente ancora più forte nella vita reale, con gli amici "veri" ai quali gli adolescenti sono molto legati. «I dati raccolti dimostrano anche come, almeno in linea teorica, i teenager potrebbero essere influenzati nelle loro scelte da persone estranee conosciute solo a livello virtuale e che potrebbero spingerli verso comportamenti rischiosi» dice Dapretto. «I genitori devono sempre tenere gli occhi ben aperti» conclude la professoressa.




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