Al tempo delle caverne

01 luglio 2005
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Al tempo delle caverne


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La comparsa del diabete di tipo 1 potrebbe essere spiegata, almeno in parte, come conseguenza dell'avere un fenotipo che in origine conferiva un vantaggio evolutivo, perchè protetto dagli improvvisi sbalzi climatici. Quindi il diabete di tipo 1 potrebbe essere un esempio di condizione patologica negativa per l'uomo di oggi, risultante da una mutazione genetica che è stata selezionata, però, per i vantaggi che determinava. Lo sostengono gli scienziati della Mount Sinai School of Medicine (New York) in uno studio pubblicato su Medical Hypothesis. Alti livelli di glucosio e dei suoi derivati nel sangue abbasserebbero il punto di congelamento dei fluidi corporei, preservando quindi dalla formazione di cristalli di ghiaccio nelle cellule ed evitando la loro rottura, un po' come un "antigelo" naturale. Sembrerebbe, quindi, che il diabete giovanile si sia sviluppato come un adattamento evolutivo per permettere ai nostri antenati di proteggersi dal congelamento durante il Dryas recente, il periodo di improvviso gelo occorso tra i 12.600 e gli 11.000 anni fa. Studi epidemiologici hanno mostrato una prevalenza di diabete di tipo 1 nel nord Europa, specialmente nei paesi scandinavi, e in Sardegna, meta di migrazioni dal Nord Ovest dell'Europa dopo il Dryas recente. Inoltre alcuni studi evidenziano un incremento nella diagnosi della forma giovanile di diabete nei mesi invernali, e questo incremento stagionale sottolineerebbe una relazione di attivazione tra il freddo e una o più vie metaboliche coinvolte nella genesi del diabete di tipo 1. Si può muovere l'obiezione che una forma di diabete giovanile, non compensata da iniezioni d'insulina, avrebbe determinato una situazione metabolica tanto disastrosa da portare precocemente a morte. I ricercatori rispondono però che le conseguenze negative di una malattia come il diabete giovanile sono diventate un problema solo nei tempi moderni, quando l'aspettativa di vita è cresciuta ben oltre i 25 anni dei nostri antenati. Sebbene l'ipotesi che il diabete di tipo 1 sia veramente collegato ad un adattamento alle temperature gelide debba essere ancora del tutto dimostrata, sicuramente apre la strada a nuovi studi e nuove teorie.

Laura Alessandrini
Miranda Capano

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