Malati di Sla in piazza per rivendicare diritti

21 giugno 2010
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Malati di Sla in piazza per rivendicare diritti


In piazza per rivendicare i propri diritti, a partire dall'urgente approvazione, da parte del Governo, dei Livelli essenziali di assistenza, passaggio fondamentale per avere cure adeguate. I malati di Sclerosi laterale amiotrofica si sono dati appuntamento a Roma, a piazza Montecitorio, per far sentire la loro voce. Una data scelta non a caso, poiché il 21 giugno ricorre, dal 1997, la Giornata mondiale per la lotta alla Sla. «La Sclerosi laterale amiotrofica - sottolinea in una nota la Aisla, l'Associazione punto di riferimento nazionale per chi soffre di questa malattia e per i loro cari - è una malattia grave, ancora inguaribile, che comporta la progressiva e completa paralisi dei muscoli: chi ne è colpito col passare del tempo non può più muoversi, comunicare, nutrirsi e respirare autonomamente pur mantenendo, nella maggior parte dei casi, intatte le proprie capacità cognitive». Chi ne è colpito deve «poter contare su un percorso di continuità assistenziale efficace e adeguato ai loro bisogni quotidiani, e ciò - sottolinea Aisla - sarebbe possibile se entrasse in vigore il Decreto sui Lea, uno strumento di supporto vitale che riguarda i percorsi di cura e che comprende anche il "Nomenclatore Tariffario" per le protesi e gli ausili, annunciato e più volte promesso negli ultimi tre anni ma mai applicato». Nelle lettere inviate al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al sottosegretario Gianni Letta, Aisla Onlus ha già evidenziato che «la comunità di tutte le persone disabili e delle loro famiglie non possono più aspettare e richiesto che il Governo affronti subito l'emergenza della cronicità e delle fragilità: la manifestazione è voluta per avere risposte indispensabili e sollecite».




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