Talassemia: cause, sintomi e cure

27 maggio 2019

Talassemia: cause, sintomi e cure



Indice


Definizione di talassemia


La talassemia è una malattia genetica dovuta all'alterata produzione di una o più delle quattro catene proteiche (globine) che costituiscono l'emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell'ossigeno da parte dei globuli rossi. Nelle talassemie, l'emoglobina anomala precipita all'interno dei globuli rossi, determinandone la distruzione precoce. A seconda del tipo di catena globinica interessata (alfa o beta), si distinguono un'alfa-talassemia e una beta-talassemia, che a sua volta, nella forma meno grave, prende anche il nome di anemia mediterranea o microcitemia.
La talassemia è diffusa in tutto il mondo, in particolare nel Sud Est asiatico, in Medio Oriente e nelle zone del Mediterraneo. L'Italia è inclusa tra le zone ad alta prevalenza, in particolare le isole e e le aree costiere, a cui si aggiunge la Grecia e in parte minore la Spagna. Lo scenario epidemiologico sta però cambiando a causa delle recenti migrazioni: anche Paesi del Centro e del Nord Europa, in passato non direttamente coinvolti dalla diffusione di questa patologia, ora si trovano a doverla affrontare.

Approfondimenti:

Cause della talassemia


Le talassemie sono anemie ereditarie. In particolare le sindromi talassemiche si dividono in due gruppi: Alfa e Beta talassemie, dal nome delle due catene proteiche dell'emoglobina che possono essere affette dall'errore genetico: nel Sud Est asiatico è più diffusa l'alfa talassemia, mentre nel bacino del Mediterraneo è più diffusa la beta talassemia. L'emoglobina, prodotta dal nostro organismo per trasportare ossigeno nel sangue, è costituita da due catene Alfa e da due catene Beta; ecco perché si parla di queste due forme. Tra queste, le forme clinicamente più rilevanti, sono le Beta-talassemie, soprattutto nei Paesi occidentali. La produzione di catene globiniche, che si combinano a formare l'emoglobina, è essenziale per la vita umana. Nel caso in cui i geni che regolano la produzione delle catene globiniche per qualche motivo siano difettosi e presentino anche solo una semplice mutazione nella sequenza di DNA che costituisce il gene Beta globinico, si verifica o una ridotta attività, o addirittura - a seconda del tipo di mutazione - una totale assenza di produzione delle catene globiniche. Questo spiega il fatto che si possono manifestare forme molto diverse tra loro in funzione del difetto genetico sottostante.
I difetti genetici responsabili di beta-talassemia sono autosomici recessivi: ciò significa che essere portatori di un singolo difetto su un cromosoma di per sé non causa la patologia; in questo caso si parla quindi di portatori "sani" con lieve anemia microcitica (che presentano, cioè, globuli rossi un po' più piccoli della norma). È fondamentale in ogni caso riconoscere i portatori 'sani', perché da due portatori potrebbero nascere figli con la malattia più severa. Nel caso in cui i figli ereditano i due geni difettosi, si possono infatti verificare casi di talassemia clinicamente espressa.

Sintomi della talassemia

In genere le forme più severe sono quelli "trasfusione - dipendenti", per cui i soggetti devono essere trasfusi per poter sopravvivere, a volte già dal primo anno di vita, quando manifestano una grave anemia. Tra i soggetti eterozigoti e quelli malati vi è un ampio spettro di forme cliniche rilevanti ma non trasfusione-dipendenti.  Sono soggetti che ereditano da entrambi i genitori il difetto, ma in ogni caso la severità del quadro può essere molto variabile. Questo perché nell'ambito del genere Beta globinico oggi conosciamo più di 400 mutazioni diverse, alcune definite Beta+ (possono ridurre la funzione del gene, ma lasciano attività residua), altre definite Beta Zero (bloccano completamente la funzione del gene e sono le più severe). Ci sono pertanto soggetti con talassemia non trasfusione dipendente, lieve o moderata con emoglobina tra i 7 e i 10 grammi e che sono in grado di sopravvivere anche senza un regolare fabbisogno trasfusionale.
La manifestazioni più gravi si osservano nelle forme omozigoti. L'alfa-talassemia omozigote provoca la morte già prima della nascita. La beta-talassemia maior (morbo di Cooley), invece, si manifesta nella primissima infanzia (entro 1-2 anni) con anemia, che tende rapidamente ad aggravarsi, pallore, ittero e crescita inferiore alla norma. Altri segni importanti sono le deformazioni ossee, l'ingrossamento di fegato e milza, la comparsa di calcoli biliari e l'accumulo di ferro, che può portare allo scompenso cardiaco (morbo di Cooley). La beta-talassemia minor prende anche il nome di anemia mediterranea o microcitemia.


Diagnosi di talassemia

La diagnosi si basa sull'anamnesi, anche familiare, e sui sintomi e segni tipici della malattia. Per scoprire la talassemia sarebbe sufficiente guardare con attenzione l'esame emocromo citometrico: i globuli rossi generalmente appaiono più piccoli della norma. Nel caso dei bambini è importante conoscere lo stato di portatori dei genitori, che si caratterizza per una lieve anemia microcitica. La conferma diagnostica si ottiene con un''analisi elettroforetica su sangue periferico con cui si determinano le varie frazioni emoglobiniche (HbA, HbA2, HbF). Nelle forme classiche di beta talassemia, la diagnosi è confermata da un aumento della HbA2 (3.5-6%). Attraverso poi l'analisi del DNA è possibile identificare il difetto genetico specifico. L'esame genetico è importante quando si vuole procedere all'indagine prenatale attraverso l'analisi sui villi coriali del feto.

Cure della talassemia

Le forme più gravi di talassemia richiedono trasfusioni di sangue che però comportano un accumulo di ferro negli organi (es. fegato e cuore) e ciò comporta la necessità di una terapia ferrochelante attraverso la quale si può rimuovere il ferro in eccesso accumulato negli organi.
Fino a 15 anni fa c'era un solo farmaco ferrochelante disponibile e che per essere efficace doveva essere somministrato con una pompa sottocute per otto/dieci ore al giorno tutti i giorni: risultava molto pesante, l'aderenza dei pazienti alla terapia veniva a mancare soprattutto in alcuni periodi della vita (adolescenza, età giovane-adulta) nei quali la mortalità rimaneva elevata.
Negli ultimi dieci anni sono stati introdotti i chelanti orali e questo ha migliorato l'aderenza alla terapia. La terapia convenzionale è sicuramente migliorata enormemente negli ultimi trenta anni.
Un aspetto innovativo è rappresentato dal trapianto di midollo, introdotto dalla fine anni '80 e grazie al quale molti pazienti sono stati trattati avendo un donatore compatibile che di solito è un fratello.

Approfondimenti:

Principi attivi

Di seguito è riportato l'elenco dei principi attivi maggiormente utilizzati nella cura di questa patologia. E' sempre necessario consultare il proprio medico per la scelta del principio attivo e la posologia più indicati per il paziente.



Vedi anche:


Ultimi articoli