Atenololo Ahcl

26 gennaio 2021

Atenololo Ahcl


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Cos'è Atenololo Ahcl (atenololo)


Atenololo Ahcl è un farmaco a base di atenololo, appartenente al gruppo terapeutico Betabloccanti selettivi. E' commercializzato in Italia da Accord Healthcare Italia S.r.l.

Confezioni e formulazioni di Atenololo Ahcl disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Atenololo Ahcl disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Atenololo Ahcl e perchè si usa


  • Ipertensione
  • Angina pectoris cronica stabile
  • Prevenzione secondaria dopo infarto miocardico acuto: intervento precoce entro 12 ore
  • Aritmie sopraventricolari:
    • Tachicardia sopraventricolare parossistica (nel trattamento terapeutico o nella profilassi).
    • Fibrillazione atriale e flutter atriale: in caso di risposta inadeguata a dosi massime di glicosidi cardioattivi; nel caso in cui i glicosidi cardioattivi fossero controindicati o fossero associati ad un rapporto rischio/beneficio sfavorevole.
  • Aritmie ventricolari:
    • Extrasistole ventricolare (come trattamento profilattico o terapeutico), se la extrasistole è il risultato di un'accresciuta attività simpatica.
    • Tachicardie ventricolari e fibrillazione ventricolare (come trattamento profilattico), soprattutto quando l'anomalia ventricolare è il risultato di una elevata attività simpatica.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Atenololo Ahcl


Ipersensibilità al principio attivo atenololo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

  • Shock cardiogeno
  • Insufficienza cardiaca non controllata
  • Sindrome del nodo del seno (incluso il blocco seno-atriale)
  • Blocco cardiaco di secondo e terzo grado
  • Feocromocitoma non trattato
  • Acidosi metabolica
  • Bradicardia (< 50 bpm prima dell'inizio del trattamento)
  • Ipotensione
  • Gravi disturbi della circolazione periferica
  • Floctafenina
  • Asma grave e gravi disturbi cronici ostruttivi polmonari quali ostruzioni delle vie aree
  • La somministrazione endovenosa di calcio-antagonisti (tipo verapamil o diltiazem) è controindicata in pazienti che usano atenololo (eccetto nelle unità di terapia intensiva)

Atenololo Ahcl può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza e allattamento

Gravidanza

I beta-bloccanti, riducendo la perfusione placentare, possono causare la morte intrauterina del feto e provocare parti immaturi e prematuri. Inoltre, possono verificarsi effetti negativi sul feto e sul neonato (soprattutto ipoglicemia e bradicardia). Nel periodo postnatale vi è un maggior rischio di complicazioni cardiache e polmonari. Pertanto il neonato deve essere attentamente monitorato.

L'atenololo attraversa la placenta. Se durante la gravidanza si assume atenololo regolarmente, si deve consultare il medico.

L'atenololo è stato usato, sotto stretto controllo medico, con buoni risultati per il trattamento dell'ipertensione gravidica. Non si sono verificate anomalie fetali; occorre tuttavia precisare che l'atenololo è stato usato solo dopo la 20a settimana di gravidanza. Inoltre, non vi sono indicazioni di effetti avversi durante il parto o durante il periodo dell'allattamento. Tuttavia, non si può escludere un effetto pericoloso per il feto.

Allattamento

La concentrazione nel latte materno è tre volte superiore a quella nel sangue. Durante l'allattamento si sono rilevate solo basse concentrazioni di atenololo nel bambino. Comunque, nella terapia a lungo termine non si può escludere il manifestarsi di effetti beta-bloccanti nel bambino. Se possibile, si consiglia di rispettare un intervallo di sei ore tra l'assunzione di atenololo e l'allattamento al seno. Durante questo periodo di tempo il bambino può essere allattato artificialmente.

Durante la gravidanza e l'allattamento, si devono soppesare attentamente i vantaggi e gli svantaggi dell'uso del farmaco.

Quali sono gli effetti indesiderati di Atenololo Ahcl


Per classificare la frequenza degli effetti indesiderati è stata usata la seguente terminologia.

Molto comune: ≥1/10

Comune: ≥1/100 e <1/10

Non comune: ≥1/1000 e <1/100

Raro: ≥1/10.000 e <1/1000

Molto raro: <1/10.000, non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Patologie del sistema emolinfopoietico
Raro: trombocitopenia, leucopenia.
Patologie endocrine
I beta-bloccanti possono mascherare i sintomi della tireotossicosi e dell'ipoglicemia.
Disturbi psichiatrici
Non comune: disturbi del sonno
Raro: allucinazioni, psicosi, confusione, depressione, incubi, ansia.
Patologie del sistema nervoso
Raro: cefalea, capogiri, parestesia delle estremità.
Patologie dell'occhio
Raro: visione ridotta, disturbi visivi, secchezza agli occhi.
Patologie cardiache
Comune: bradicardia.
Raro: rallentata conduzione atrio-ventricolare o aumento di un blocco atrio-ventricolare già esistente, peggioramento dell'insufficienza cardiaca.
Patologie vascolari
Comune: estremità fredde e cianotiche.
Raro: ipotensione (talvolta associata a sincope), fenomeno di Raynaud, aumento di una claudicazione intermittente già esistente.
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche
Raro: broncospasmo in pazienti con asma bronchiale o con anamnesi di affezioni asmatiche.
Patologie gastrointestinali
Comune: problemi gastrointestinali, nausea, vomito, diarrea e stipsi.
Raro: secchezza delle fauci
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Raro: rash cutaneo, alopecia, reazioni cutanee di tipo psoriasico, aggravamento della psoriasi, porpora.
Frequenza non nota: reazioni di ipersensibilità, compresi angioedema e orticaria.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Comune: affaticamento, sudorazione.
Esami diagnostici
Molto raro: è stato osservato un aumento degli anticorpi antinucleari, tuttavia non è chiara la rilevanza clinica.
Patologie epatobiliari:
Non comune: aumento dei livelli delle transaminasi.
Raro: tossicità epatica, compresa colestasi intraepatica.
Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella
Raro: impotenza.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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