Corhum

02 luglio 2026

Corhum


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Cos'è Corhum (sodio cloruro + potassio cloruro + magnesio cloruro + calcio cloruro + istidina + istidina cloridrato + triptofano + mannitolo + acido alfa chetoglutarico)


Corhum è un farmaco a base di sodio cloruro + potassio cloruro + magnesio cloruro + calcio cloruro + istidina + istidina cloridrato + triptofano + mannitolo + acido alfa chetoglutarico, appartenente al gruppo terapeutico Soluzioni cardioplegiche. E' commercializzato in Italia da Salf S.p.A. Laboratorio Farmacologico

Confezioni e formulazioni di Corhum disponibili in commercio


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A cosa serve Corhum e perchè si usa


• Cardioplegia negli interventi di cardiochirurgia

• protezione degli organi durante interventi in campo esangue (cuore, rene, fegato),

• conservazione dei trapianti d’organo: perfusione e conservazione a freddo (cuore, rene, fegato, pancreas).

Indicazioni: come usare Corhum, posologia, dosi e modo d'uso


Adulti

A. Cardioplegia

Le seguenti linee guida si applicano al cuore:

Volume di perfusione

La velocità di perfusione è 1 ml / minuto / grammo di peso cardiaco. Il peso normale del cuore corrisponde allo 0,5% circa del peso corporeo di un adulto, per un volume totale di Corhum compreso tra 1,5 e 2 litri.

Temperatura della soluzione 6 °C - 10 °C nelle procedure a cuore aperto.

- Pressione di perfusione (= pressione nella radice aortica): negli adulti si utilizzano inizialmente 110 - 140 cm di pressione idrostatica, equivalenti a 80-10 mmHg. Il chirurgo deve accertarsi che la valvola aortica si chiuda correttamente.. Dopo l’arresto cardiaco, ridurre la pressione a 50-70 cm di pressione idrostatica, equivalenti a 40 - 50 mmHg. In caso di severa stenosi coronarica, utilizzare una pressione maggiore (circa 50 mmHg).

- Tempo di perfusione: Con questo regime di dosaggio e pressione, il tempo di perfusione deve essere di 6 - 8 minuti per un’equilibrazione miocardica omogenea e non deve essere ridotto per nessuna ragione ..

- Tecnica di perfusione:

Dopo il clampaggio dell’aorta e il simultaneo “drenaggio” del ventricolo sinistro, somministrare la soluzione per via anterograda. La perfusione cardioplegica può essere effettuata tramite pompa a rulli con volume costante o per gravità (dopo l’arresto cardiaco, la sacca della soluzione deve essere tenuta 40-50 mmHg sopra il livello del cuore).

Linee guida per un’ulteriore perfusione cardioplegica:

Se si rendono necessarie ulteriori perfusioni cardioplegiche, il tempo di perfusione deve essere di 1 - 2 minuti (equivalenti a 200 - 400 ml); la pressione di perfusione deve corrispondere alla pressione utilizzata nell’ultimo minuto della prima perfusione coronarica cardioplegica.

Nella maggior parte dei casi va indotta una moderata ipotermia sistemica.

Normalmente, Corhum viene somministrato attraverso la radice aortica. In caso di insufficienza aortica e di intervento di dissezione dell’aorta toracica, la soluzione deve essere somministrata tramite perfusione coronarica selettiva negli osti coronarici.

A causa della quantità limitata di dati clinici, non è ancora stato confermato un rapporto beneficio/rischio positivo per l’uso di Corhum nelle procedure chirurgiche brevi (<90 minuti).

Linee guida per la perfusione retrograda nel seno coronarico:

Non superare una pressione di infusione di 30 mmHg (normalmente circa 250 ml/min) per un’infusione retrograda della stessa durata di un’infusione anterograda (almeno 6-8 minuti).

B. Trapianto cardiaco

Dopo il cross-clampaggio dell’aorta ascendente, perfondere il cuore per almeno 6 minuti. Questo corrisponde a una velocità di perfusione di 1 ml/minuto per grammo di peso cardiaco, fino a un totale di 3,5 litri o più negli adulti.

Pressione di perfusione (= pressione nella radice aortica):

Negli adulti si utilizzano inizialmente 110-140 cm di pressione idrostatica, equivalenti a 80-110 mmHg. Il chirurgo deve accertarsi che la valvola aortica si chiuda correttamente. Dopo l’arresto cardiaco, dimezzare la pressione a 50-70 cm di pressione idrostatica, equivalenti a 40-50 mmHg. In caso di severa stenosi coronarica, utilizzare una pressione maggiore (circa 50 mmHg).

Tempo di perfusione:

Con questo regime di dosaggio e pressione, per un’equilibrazione miocardica omogenea è necessario un tempo di perfusione di 6-8 minuti, che non deve essere ridotto per nessuna ragione.

Tecnica di perfusione:

Dopo il clampaggio dell’aorta e il simultaneo “drenaggio” del ventricolo sinistro, somministrare la soluzione per via anterograda. La perfusione cardioplegica può essere effettuata tramite pompa a rulli con volume costante o per gravità (dopo l’arresto cardiaco, la sacca della soluzione deve essere tenuta 40-50 mmHg).

Se il cuore perfuso con Corhum è destinato al trapianto, per mantenerne la protezione, deve essere conservato e trasportato in Corhum fredda a 2°C - 4°C. In tal modo si ottiene un efficace effetto protettivo per almeno cinque ore.

C. Trapianto di rene

Per il rene si raccomandano le seguenti norme d’uso generali:

Temperatura della soluzione: 5°C - 8°C

Volume di perfusione:

Perfusione con 1,5 ml di Corhum per minuto e grammo di peso stimato del rene (il peso normale del rene in un adulto è di circa 150 grammi). Inclusi 500 ml di soluzione di conservazione, si ottiene un volume totale di circa 2,5 litri di Corhum per organo.

Pressione di perfusione (arteria renale):

120 - 140 cm di colonna d’acqua sopra il livello del rene, equivalenti a circa 90 - 110 mmHg all’apice del catetere di perfusione nell’arteria renale.

Tempo di perfusione:

Utilizzando questo regime di dosaggio e pressione, il tempo di perfusione è di 8 - 10 minuti. Questo tempo è necessario per garantire un’equilibrazione omogenea dello spazio extracellulare del rene (compresi i tessuti interstiziali e il sistema dei tubuli renali), e non deve essere ridotto per nessuna ragione.

Misure concomitanti:

Per ottenere il massimo beneficio dall’effetto protettivo di Corhum nel rene, è importante garantire una diuresi marcata prima dell’inizio della perfusione (per via farmacologica e/o idratazione del paziente).

Corhum viene somministrato attraverso l’arteria renale.

Se il rene perfuso con Corhum è destinato al trapianto, deve essere conservato e trasportato in soluzione fredda di Corhum a 2°C - 4°C per mantenere l’effetto protettivo. In tal modo, si ottiene un efficace effetto protettivo per 48 ore.

D. Trapianto di fegato

Per il fegato si raccomandano le seguenti norme d’uso generali:

Temperatura della soluzione: 5°C - 8°C

Tempo di perfusione:

Con questo regime di dosaggio e pressione, il tempo di perfusione è di 8 minuti (10 - 15 minuti).

Volume di perfusione:

Se si intende proteggere contemporaneamente fegato, pancreas e rene in un cosiddetto organismo donatore, è necessario un volume di perfusione di 150 - 200 ml di Corhum/kg peso corporeo. Con questa “protezione generale", ciò equivale a un volume di perfusione di soluzione fredda di Corhum pari a 8 - 12 l in pazienti che pesano approssimativamente 70 - 80 kg.

Per l’espianto del fegato o di parte del fegato (ad es. in caso di donatore vivente) senza altri organi, il volume di perfusione va ridotto di conseguenza.

Pressione di perfusione:

100 cm di colonna d’acqua sopra il livello del fegato.

Misure concomitanti:

Nel donatore d’organo, il sangue deve essere eparinizzato prima dell’inizio della perfusione.

I dotti biliari devono essere abbondantemente irrigati con almeno 100 ml di soluzione fredda di Corhum all’interno o all’esterno del corpo - in genere con l’ausilio di un catetere di piccolo calibro.

Il fegato espiantato chirurgicamente viene confezionato o inviato per il trapianto immerso in soluzione fredda di Corhum. L’organo deve essere interamente ricoperto di soluzione fredda di Corhum. Si consiglia un tempo di ischemia fredda <10 ore.

E. Pancreas

Il volume e la durata della perfusione utilizzati per il fegato devono essere adattati per il pancreas, un organo molto più piccolo. La perfusione ottimale dipende da un accurato raffreddamento e dissanguamento dell’organo, che si ottiene utilizzando circa 3-4 litri di Corhum. Evitare un trattamento eccessivo e un’ulteriore irrigazione dell’organo.

I dati di ricerche precedenti suggeriscono che occorre prestare attenzione a non irrigare eccessivamente l’allotrapianto di pancreas con qualsiasi soluzione di conservazione, poiché questo può indurre edema e pancreatite dell’allotrapianto; sembra inoltre esservi un evidente beneficio nel mantenere il tempo di ischemia fredda il più breve possibile. Si consiglia un tempo di ischemia fredda <10 ore.

Con volumi di irrigazione maggiori (>5 l) e tempi di ischemia più lunghi (>12 h) può sussistere il rischio di pancreatite dell’allotrapianto.

Popolazione pediatrica

Esistono soltanto dati limitati riguardo all’uso nei bambini e negli adolescenti.

Cuore

Pressione di perfusione: Nei neonati e nei lattanti, inizialmente 110 - 120 cm di colonna d’acqua sopra il livello del cuore, equivalenti a 80 - 90 mmHg; dopo l’arresto cardiaco, ridurre la pressione a 40 - 50 cm di colonna d’acqua, equivalenti a 30 - 40 mmHg. In pazienti con severa sclerosi coronarica, mantenere una pressione superiore per un periodo di tempo maggiore. Aprire l’atrio destro e aspirare completamente la soluzione per cardioplegia dal circuito di bypass per evitare l’emodiluizione.

Il volume di perfusione dipende dall’età del bambino: 50 ml/kg (primo mese di vita), 30 ml/kg (2° mese-1° anno), 20 ml/kg (>1° anno), con un tempo di perfusione di 4 - 6 minuti in tutti i casi

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Corhum


Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Corhum può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza e allattamento

Corhum deve essere utilizzata durante la gravidanza e l’allattamento solo dopo attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio. (vedere sezione 4.4).

Per sicurezza, in caso di intervento di emergenza durante la gravidanza, la soluzione cardioplegica deve essere aspirata dall’atrio e dal ventricolo destro del cuore dopo il termine dell’intervento.

Fertilità

Non è noto se i principi attivi di Corhum o i metaboliti abbiano effetti sulla fertilità.

Quali sono gli effetti indesiderati di Corhum


Patologie cardiovascolari

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili):

L’uso terapeutico di Corhum per la perfusione può portare a una riduzione della pressione sanguigna, poiché durante la conservazione della soluzione la L-istidina e l’acido 2-ossoglutarico possono formare un prodotto di reazione (micimopina) che blocca i recettori dell'angiotensina II del sottotipo 1, che può ridurre la pressione sanguigna mediante il blocco dei recettori dell’angiotensina II di sottotipo 1.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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