Epirubicina Teva

27 novembre 2020

Epirubicina Teva



Epirubicina Teva: a cosa serve , come si usa, controindicazioni. Confezioni e formulazioni di Epirubicina Teva disponibili in commercio.


Epirubicina Teva è un farmaco a base di epirubicina cloridrato, appartenente al gruppo terapeutico Antineoplastici antibiotici citotossici. E' commercializzato in Italia da Teva Italia S.r.l. - Sede legale



Confezioni e formulazioni di Epirubicina Teva (epirubicina cloridrato) disponibili e foglietto illustrativo


Seleziona una delle seguenti confezioni di Epirubicina Teva (epirubicina cloridrato) per accedere alla scheda relativa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):


A cosa serve Epirubicina Teva (epirubicina cloridrato) e perchè si usa


Epirubicina Teva è utilizzata nel trattamento di un ampio spettro di patologie neoplastiche, incluse:

  • carcinoma mammario
  • carcinoma gastrico
Se somministrata per via endovescicale, l'epirubicina ha evidenziato effetti benefici nel trattamento di:

  • carcinoma papillare a cellule transizionali della vescica
  • carcinoma in situ
  • profilassi endovescicale delle recidive del carcinoma superficiale della vescica in seguito a resezione transuretrale.
Per l'uso endovescicale un rapporto rischio/beneficio positivo può essere stabilito solo in pazienti nei quali il BCG vivo attenuato è controindicato o inappropriato.

Epirubicina Teva può essere utilizzato nell'ambito di schemi polichemioterapici.



Controindicazioni: quando non dev'essere usato Epirubicina Teva (epirubicina cloridrato)


  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad altre antracicline o antracenedioni.
  • Allattamento
Uso endovenoso

  • mielosoppressione persistente
  • insufficienza epatica grave
  • insufficienza miocardica grave (compresa insufficienza del miocardio di 4° grado, attacco cardiaco acuto e precedente attacco cardiaco che abbia determinato insufficienza del miocardio di 3° e 4° grado, cardiopatie infiammatorie acute)
  • infarto miocardico recente
  • angina pectoris instabile
  • cardiomiopatia
  • aritmie gravi
  • pazienti con infezioni sistemiche acute
  • precedenti trattamenti con dosi cumulative massime di epirubicina cloridrato e/o altre antracline e antracenedioni (vedere il paragrafo 4.4)
Uso endovescicale

  • infezioni delle vie urinarie
  • infiammazione della vescica
  • ematuria
  • tumori invasivi penetranti la vescica
  • problemi di cateterizzazione
  • ampio volume di urina residua
  • vescica contratta



Epirubicina Teva (epirubicina cloridrato) può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


(Vedere il paragrafo 5.3).

Fertilità

L'epirubicina può indurre un danno cromosomico negli spermatozoi umani. Gli uomini sottoposti a trattamento con epirubicina devono adottare metodi contraccettivi efficaci e, data la possibilità di infertilità irreversibile causata dalla terapia, informarsi in merito alla conservazione dello sperma, se idonea e disponibile. Ai pazienti di sesso maschile trattati con epirubicina deve essere consigliato di non concepire durante e fino a 6 mesi dopo il trattamento.

L'epirubicina può causare amenorrea o menopausa prematura nelle donne premenopausali.

Durante il trattamento e per i 6 mesi successivi uomini e donne devono adottare un metodo contraccettivo efficace.

Gravidanza

Le donne in età fertile devono essere avvertite della necessità di evitare l'inizio di una gravidanza durante il trattamento e devono utilizzare un metodo contraccettivo efficace.

Dati sperimentali sugli animali indicano che l'epirubicina può provocare danni fetali se somministrata a donne in gravidanza. Se l'epirubicina è usata durante la gravidanza (in particolare nel primo trimestre) o se la paziente rimane incinta durante l'assunzione di questo farmaco, deve essere informata circa il rischio potenziale per il feto e i medicinali citostatici devono essere usati solo su stretta indicazione e dopo che il potenziale beneficio per la madre è stato soppesato rispetto ai possibili rischi di effetti avversi sulla riproduzione.

Non sono disponibili studi su donne in gravidanza. L'epirubicina deve essere utilizzata durante la gravidanza solo se il beneficio potenziale giustifica il rischio potenziale per il feto.

Allattamento

Non è noto se l'epirubicina venga escreta nel latte materno. Dato che molti medicinali, incluse altre antracicline, vengono escreti nel latte umano e date le potenziali reazioni avverse gravi da epirubicina nei neonati allattati al seno, le madri dovrebbero interrompere l'allattamento al seno prima di assumere questo medicinale.



Vedi patologie correlate:



Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

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