29 giugno 2026
Furosemide Noridem
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Cos'è Furosemide Noridem (furosemide)
Furosemide Noridem è un farmaco a base di furosemide, appartenente al gruppo terapeutico Diuretici, dell'ansa. E' commercializzato in Italia da Noridem Enterprises Ltd
Confezioni e formulazioni di Furosemide Noridem disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Furosemide Noridem disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Furosemide Noridem e perchè si usa
L’uso della formulazione endovenosa è appropriato qualora sia necessaria una diuresi tempestiva, o qualora la somministrazione orale sia impossibile.
Insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi epatica o malattia renale accompagnata da ritenzione di liquidi. Come mono-terapia per l’ipertensione o in combinazione con altri medicinali antipertensivi in pazienti con insufficienza cardiaca o malattia renale cronica, o ipertensione persistente o quando i medicinali di prima linea non risultano sufficienti o tollerati.
La somministrazione endovenosa è raccomandata qualora sia necessaria una diuresi immediata, come in caso di edema polmonare.
Indicazioni: come usare Furosemide Noridem, posologia, dosi e modo d'uso
La dose utilizzata deve essere la più bassa sufficiente a raggiungere l’effetto desiderato.. Il dosaggio appropriato deve essere determinato individualmente sulla base della risposta del paziente.
Per ottenere la migliore risposta possibile e reprimere la controregolazione, è preferibile generalmente una infusione continua di furosemide rispetto a ripetute iniezioni in bolo.
Prima di iniziare la somministrazione di furosemide vanno corrette l’ipovolemia, l’ipotensione e le alterazioni dell’equilibro acido-base ed elettrolitico.
Adulti e adolescenti sopra i 15 anni di età:
In assenza di patologie che richiedano un dosaggio specifico, il dosaggio iniziale raccomandato è tra i 20 mg e i 40 mg di Furosemide Noridem per via parenterale. Se la risposta diuretica a seguito della somministrazione tra 20 mg e 40 mg di Furosemide Noridem è insoddisfacente, un’ulteriore dose da 20 mg può essere ripetuta ogni 2 ore finché non viene raggiunto l’effetto desiderato. Questa dose calcolata individualmente può essere somministrata una o due volte al dì.
• Edema polmonare acuto: La dose iniziale da somministrare lentamente per via endovenosa è pari a 40 mg di Furosemide Noridem. Se non viene ottenuto un risultato soddisfacente entro un’ora, la dose di Furosemide Noridem per via endovenosa deve essere aumentata a 80 mg.
• Trattamento dell’insufficienza cardiaca congestizia, cirrosi epatica o malattia renale, accompagnata da ritenzione di liquidi qualora la somministrazione orale non sia possibile: 20 - 40 mg di Furosemide Noridem intramuscolare o per via endovenosa. La dose deve aumentare a 20 mg ad intervalli di due ore, finché il livello di diuresi desiderato è stato raggiunto. Successivamente, questa dose verrà somministrata singolarmente o suddivisa in due somministrazioni giornaliere.
Negli adulti, la massima dose giornaliera consigliata di furosemide è di 1.500 mg.
Alti dosaggi vanno somministrati con una velocità di infusione che non ecceda i 4 mg/min.
La continuazione del trattamento dipende dall’escrezione e sostituzione dei liquidi nonchè dalle perdite di elettroliti.
In caso di avvelenamento acido o basico, l’alcalinizzazione o l’acidificazione delle urine può incrementare la minzione.
Neonati, bambini e adolescenti sotto i 15 anni di età
Generalmente, furosemide deve essere somministrata oralmente.
La somministrazione parenterale (infusione goccia a goccia) è consentita solo in caso di pericolo di vita.
Per la somministrazione parenterale di Furosemide Noridem si applica la regola di dosaggio di 1 mg/kg di peso corporeo fino a un dosaggio massimo giornaliero pari a 20 mg. Il passaggio alla terapia orale deve essere effettuato il prima possibile.
Modo di somministrazione
La somministrazione parenterale di Furosemide Noridem è indicata in casi di ridotto assorbimento intestinale o in cui sia necessaria una rapida escrezione di liquidi.
Furosemide Noridem per via endovenosa deve essere iniettato lentamente, senza superare la velocità di 4 mg al minuto. In pazienti con significativa perdita di funzionalità renale (creatinina sierica > 5 mg/dl) è raccomandato che non venga superata una velocità di infusione di furosemide di 2.5 mg al minuto.
La somministrazione intramuscolare è da riservare per casi eccezionali in cui né la via orale né quella endovenosa sono possibili. Va sottolineato che le iniezioni intramuscolari non sono adeguate per il trattamento di patologie acute come l’edema polmonare.
La durata della terapia è determinata dal medico in base al tipo e alla gravità della patologia.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Furosemide Noridem
Furosemide non deve essere somministrata a:
- Pazienti con ipersensibilità a furosemide o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Pazienti allergici ai sulfamidici (per es. antibiotici del gruppo dei sulfamidici o sulfaniluree) e ai diuretici tiazidici in generale, possono manifestare sensibilità crociata a furosemide,
- Pazienti con ipovolemia o disidratazione,
- Pazienti con anuria dovuta a insufficienza renale che non risponde a furosemide,
- Pazienti con severa ipokaliemia (vedere paragrafo 4.8),
- Pazienti con severa iponatremia,
- Pazienti in stato comatoso o precomatoso associato ad encefalopatia epatica,
- Pazienti con insufficienza renale dovuta ad avvelenamento da medicinali nefrotossici o epatotossici,
- Donne in allattamento.
Furosemide Noridem può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Furosemide attraversa la barriera placentare. L’uso di furosemide deve essere evitato nel trattamento di edema fisiologico durante la gravidanza, dato che può causare ischemia feto-placentare con rischio di ipotrofia fetale. Non deve essere somministrato durante la gravidanza a meno che non ci siano motivi medici urgenti e per brevi periodi di tempo. Il trattamento durante la gravidanza richiede il monitoraggio della crescita fetale.
Allattamento
Furosemide passa nel latte materno e inibisce la lattazione le donne non devono allattare al seno se stanno seguendo una terapia a base di furosemide
Quali sono gli effetti indesiderati di Furosemide Noridem
Le frequenze sono ricavate dai dati in letteratura riferiti a studi in cui furosemide è stata utilizzata su un totale di 1.387 pazienti, a qualsiasi dose e per qualsiasi patologia. Quando le categorie di frequenza per lo stesso effetto indesiderato risultavano differenti è stata selezionata quella a frequenza maggiore.
È stato utilizzato il seguente sistema di rating CIOMS, ove applicabile: molto comune: ≥1/10; comune: da ≥1/100 a <1/10; non comune: da ≥1/1.000 a <1/100; raro: da ≥1/10.000 a <1/1.000; molto raro <1/10.000; non nota: la frequenza non può essere stimata sulla base dei dati disponibili.
Metabolismo e disordini nutrizionali
Molto comune: alterazioni elettrolitiche (incluso sintomatico), disidratazione e ipovolemia, specialmente in pazienti anziani, aumento della creatinina nel sangue e dei livelli di trigliceridi.
Comune: iponatremia, ipocloremia, ipokaliemia, aumento del colesterolo nel sangue, incremento dei livelli sierici di acido urico e attacchi di gotta.
Non comune: ridotta tolleranza al glucosio. Manifestazione di diabete mellito latente. Vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”.
Non nota: ipocalcemia, ipomagnesiemia, aumento dell’urea nel sangue, alcalosi metabolica, sindrome pseudo-Bartter in circostanze di uso improprio e/o prolungato di furosemide.
Patologie Vascolari
Molto comune (per infusioni endovenose): ipotensione, inclusa ipotensione ortostatica (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”).
Raro: vasculite.
Non nota: trombosi.
Patologie renali e urinarie
Comune: aumento della produzione di urina.
Raro: nefrite tubulo-interstiziale
Non nota:
-incremento nei livelli di sodio nelle urine, incremento dei livelli di cloruro nelle urine, ritenzione urinaria (in pazienti con parziale ostruzione del flusso urinario, vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”)
-nefrocalcinosi/nefrolitiasi in neonati prematuri (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego”)
-insufficienza renale (vedere paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”).
Patologie gastrointestinali
Non comune: nausea.
Raro: Vomito, diarrea.
Molto raro: pancreatite acuta.
Patologie epatobiliari
Molto raro: colestasi, alti livelli di transaminasi.
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comune: disturbi uditivi, sebbene solitamente transitori, specialmente in pazienti con compromissione renale, ipoproteinemia (per es. sindrome nefrosica) e/o quando furosemide viene somministrata per via endovenosa molto rapidamente. Sono stati riportati casi di sordità, a volte irreversibile, a seguito di somministrazione orale o endovenosa di furosemide.
Raro: tinnito.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune: prurito, orticaria, irritazioni, dermatite bollosa, eritema multiforme, pemfigoide, dermatite esfoliativa, porpora, reazioni di fotosensibilità.
Non nota: Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata (Cute Generalized Exanthematous Pustulosis AGEP) ed eruzione da farmacicon eosinofilia e sintomi sistemici (Drug Rash with Eosinophilia and Systemic Symptoms, DRESS).
Disturbi del sistema immunitario
Raro: reazioni anafilattiche o anafilattoidi severe (per es. shock).
Non nota: esacerbazione o attivazione di lupus eritematoso sistemico.
Patologie del sistema nervoso
Comune: encefalopatia epatica in pazienti con insufficienza epatocellulare. (vedere paragrafo 4.3 “Controindicazioni”).
Raro: parestesia
Pertanto è necessario un regolare monitoraggio della diuresi e degli elettrolitie così come una appropriata correzione di qualsiasi disturbo.
Non nota: capogiro, mancamento o perdita di coscienza, cefalea.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: emoconcentrazione
Non comune: trombocitopenia
Raro: leucopenia, eosinofilia
Molto raro: agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica
Disordini tissutali connettivi e muscoloscheletrici
Non nota: Sono stati riportati casi di rabdomiolisi, spesso in quadri clinici di severa ipokaliemia (vedere paragrafo 4.3).
Disordini congeniti e familiari/genetici
Non nota: aumentato rischio della persistenza della pervietà del dotto arterioso pervio quando furosemide è stata somministrata ad un neonato prematuro nelle le prime settimane.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Raro: febbre.
Non nota: in seguito ad iniezione intramuscolare, reazioni localizzate come dolore.
Xantopsia, tromboflebite, iperuricemia, azotemia. Anche la disidratazione è comune, specialmente negli anziani e durante i mesi estivi.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione Agenzia Italiana del Farmaco, Sito web: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse.
Patologie correlate:
- Insufficienza renale acuta
L’insufficienza renale acuta è dovuta alla riduzione della filtrazione glomerulare, che insorge rapidamente, con conseguente compromissione delle attività metaboliche ed endocrine del rene ma, se trattata in tempo è potenzialmente reversibile - Insufficienza renale cronica
Quando si verifica un danno più o meno esteso ai nefroni, che sono le unità funzionali del rene, l’organo perde progressivamente e irrimediabilmente le sue funzioni depurative, fino all’insufficienza renale cronica - Ipertensione
L'ipertensione è uno dei più comuni fattori di rischio cardiovascolare, eppure il 17% degli intervistati in una recente indagine lo ignora. Meglio non sottovalutarla e tenere sotto controllo la propria pressione arteriosa - Lupus eritematoso sistemico
Malattia infiammatoria cronica del tessuto connettivo, che può colpire articolazioni, reni, mucose e pareti dei vasi sanguigni. - Malattia di Ménière
La malattia di Ménière è un disturbo dell'orecchio interno caratterizzato da attacchi ricorrenti di vertigine, perdita dell'udito e acufeni.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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