29 giugno 2026
Furosemide Teva
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Cos'è Furosemide Teva (furosemide)
Furosemide Teva è un farmaco a base di furosemide, appartenente al gruppo terapeutico Diuretici, dell'ansa. E' commercializzato in Italia da Teva Italia S.r.l. - Sede legale:
Confezioni e formulazioni di Furosemide Teva disponibili in commercio
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A cosa serve Furosemide Teva e perchè si usa
Furosemide Teva 500 mg compresse è destinato esclusivamente per l’uso uso in pazienti con filtrazione glomerulare gravemente ridotta (velocità di filtrazione glomerulare [VFG] < 20 ml/min.).
Furosemide Teva 500 mg compresse è indicato come diuretico nella gestione dell’oliguria nell’insufficienza renale cronica (vedere paragrafo 4.4).
Indicazioni: come usare Furosemide Teva, posologia, dosi e modo d'uso
Posologia
Somministrazione orale.
La dose deve essere regolata individualmente, prevalentemente in base alla risposta al trattamento. Va sempre usata la dose minima efficace.
Adulti
La dose iniziale è di 250 mg di furosemide (mezza compressa).
La dose deve essere regolata con attenzione nei pazienti con insufficienza renale cronica al fine di risolvere gradualmente l’edema: se non si ottiene una diuresi soddisfacente, la dose può essere aumentata con incrementi di 250 mg, ad intervalli di 4-6 ore, fino ad una dose massima di 2 compresse (1000 mg).
Devono essere monitorati lo stato di idratazione e gli elettroliti sierici del paziente e deve essere valutata periodicamente la risposta al trattamento.
La durata del trattamento dipende dalla natura e dalla gravità della malattia.
Popolazione pediatrica
La dose da 500 mg non è raccomandata nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni a causa della scarsità di dati disponibili sulla sicurezza e l’efficacia del prodotto. Altre forme farmaceutiche, o dosaggi, potrebbero essere maggiormente appropriati per la somministrazione a questa popolazione di pazienti.
Compromissione epatica
Si raccomanda di eseguire una cauta titolazione fino a quando non si ottiene la risposta richiesta (vedere anche paragrafi 4.3 e 4.4).
Anziani
Si raccomanda di eseguire una cauta titolazione fino a quando non si ottiene la risposta richiesta.
Modo di somministrazione
Somministrazione orale: la compressa va ingerita intera, senza masticarla, senza cibo e con una quantità adeguata di liquidi (ad es. un bicchiere d’acqua).
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Furosemide Teva
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
- I pazienti con allergia ai sulfamidici (ad esempio antibiotici sulfamidici o sulfaniluree) possono manifestare sensibilità crociata alla furosemide.
- Clearance renale normale e funzionalità renale ridotta con VFG > 20 ml/min., a causa del rischio di grave perdita di fluidi ed elettroliti in tali casi,
- Insufficienza renale con anuria che non risponde alla furosemide,
- Coma e precoma associati ad encefalopatia epatica,
- Ipopotassiemia.
- Iponatremia.
- Ipovolemia o disidratazione.
- Allattamento.
- Intossicazione da glicosidi cardiaci.
Furosemide Teva può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
In gravidanza, furosemide deve essere utilizzata soltanto per brevi periodi se assolutamente necessario, poiché attraversa la placenta.
I diuretici non sono normalmente indicati per il trattamento dell’ipertensione e dell’edema nella gravidanza dal momento che riducono la perfusione placentare e, di conseguenza, la crescita intrauterina.
Nel caso in cui sia necessario somministrare furosemide per trattare l’insufficienza cardiaca, o renale, in gravidanza, i livelli elettrolitici, l’ematocrito e la crescita fetale devono essere attentamente monitorati. Con furosemide sono stati segnalati lo spiazzamento della bilirubina dal legame con l’albumina e il conseguente aumento del rischio di ittero nucleare nell’iperbilirubinemia.
La furosemide attraversa la placenta e raggiunge il 100% delle concentrazioni sieriche materne nel sangue ombelicale. Ad oggi, non sono state riferite malformazioni nell’uomo che potrebbero essere collegate all’esposizione a furosemide. Non esistono dati sufficienti a determinare in modo definitivo i potenziali effetti nocivi del farmaco sull’embrione e sul feto. È possibile che venga stimolata la produzione di urina fetale in utero. In neonati prematuri trattati con furosemide è stata segnalata urolitiasi.
Allattamento
La furosemide viene escreta nel latte materno e inibisce l’allattamento. Pertanto, non deve essere somministrata alle donne che allattano. In caso contrario, è necessario interrompere l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).
Quali sono gli effetti indesiderati di Furosemide Teva
Gli eventi avversi sono classificati in base alla frequenza secondo le seguenti categorie.
Molto comuni ≥1/10
Comuni ≥1/100 e <1/10
Non comuni ≥1/1000 e <1/100
Rari ≥1/10.000 e <1/1000
Molto rari <1/10.000
Frequenza non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comuni: emoconcentrazione
Non comuni: trombocitopenia
Rare: eosinofilia, leucopenia
Molto rare: anemia emolitica, anemia aplastica, granulocitopenia
Disturbi del sistema immunitario:
Non comuni: prurito, reazioni cutanee e delle membrane mucose (vedere Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo)
Rari: febbre, vasculite, nefrite interstiziale, gravi reazioni anafilattiche e anafilattoidi quali shock anafilattico (vedere paragrafo 4.9)
Patologie endocrine
Frequenza non nota: ridotta tolleranza al glucosio
A seguito della somministrazione di furosemide, la tolleranza al glucosio può subire un peggioramento e può svilupparsi iperglicemia. Nei pazienti con diabete mellito manifesto, questo può condurre ad un peggioramento della situazione metabolica. Il diabete mellito latente può divenire manifesto.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto Comuni: i disturbi elettrolitici e dei fluidi si osservano frequentemente durante il trattamento con furosemide, a causa della maggiore escrezione di elettroliti. Si raccomanda, pertanto, il regolare monitoraggio degli elettroliti sierici (in particolare potassio, sodio e calcio).
Disidratazione e ipovolemia, soprattutto nei pazienti anziani.
Comuni: Iponatremia, ipocloremia, ipokaliemia, attacchi di gotta.
Non nota: Ipocalcemia, ipomagnesiemia, alcalosi metabolica, sindrome di Pseudo-Bartter.
La possibilità di disturbi elettrolitici dipende dalle co-morbidità (ad es. cirrosi epatica, insufficienza cardiaca), dalla terapia concomitante (vedere paragrafo 4.5) e dalla nutrizione.
A causa della maggiore perdita renale di sodio, soprattutto in presenza di un apporto ridotto di sodio, possono insorgere iponatremia e relativi sintomi. I sintomi più comuni della deplezione di sodio sono apatia, crampi alle gambe, inappetenza, sensazione di debolezza, capogiro, sonnolenza, vomito e confusione.
A causa della maggiore perdita renale di potassio, può insorgere ipopotassiemia, che può essere associata a sintomi neuromuscolari (debolezza muscolare, parestesia, paresi), intestinali (vomito, stipsi, timpanite), renali (poliuria, polidipsia) e cardiaci (disturbi di conduzione e del pacemaker), specialmente in caso di concomitante apporto ridotto di potassio e/o aumento della perdita di potassio extra-renale (ad es. con vomito o diarrea cronici). Una grave perdita di potassio può condurre a paralisi dell’ileo o perdita di conoscenza e coma.
Una maggiore perdita di calcio può determinare ipocalcemia che, in rari casi, può causare tetania.
Una maggiore perdita di magnesio renale può condurre a ipomagnesiemia e, in rari casi, causare tetania o alterazioni del ritmo cardiaco.
L’alcalosi metabolica può insorgere, o peggiorare, a seguito della perdita di fluidi ed elettroliti durante il trattamento con furosemide.
Durante il trattamento con furosemide, si sviluppa comunemente iperuricemia, che può condurre alla gotta nei pazienti predisposti.
I livelli di colesterolo e trigliceridi sierici possono aumentare durante il trattamento con furosemide.
Patologie del sistema nervoso
Comuni: Encefalopatia epatica in pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.3)
Rare: parestesia, coma iperosmolare
Non nota: capogiri, svenimenti e perdita della coscienza (dovuti a ipotensione sintomatica), cefalea
Patologie dell’orecchio e del labirinto
Non comuni: Disturbi dell'udito, sordità (talvolta irreversibile)
Rare: Tinnito
A causa dell’ototossicità di furosemide, possono insorgere raramente disturbi uditivi e/o tinnito prevalentemente reversibili. Questa possibilità deve essere presa in considerazione soprattutto per l’iniezione endovenosa rapida, in particolare nei pazienti con insufficienza renale o ipoproteinemia (ad es. nella sindrome nefrosica).
Patologie vascolari
Rare: Vasculite
Non nota: Trombosi
L’eccessiva diuresi può condurre a disturbi circolatori, specialmente negli anziani e nei bambini, che si manifestano principalmente come cefalea, leggera confusione mentale, sensazione di pressione sulla testa, capogiri, sensazione di debolezza, disturbi visivi, secchezza del cavo orale e sete, ipotensione e disturbi della regolazione ortostatica. Si possono verificare disidratazione, collasso circolatorio dovuto a ipovolemia ed emoconcentrazione. Quest’ultima può aumentare il rischio di trombosi, soprattutto negli anziani.
Patologie gastrointestinali
Comuni: Nausea
Rare: patologie gastrointestinali (ad es. vomito, diarrea).
Patologie epatobiliari
Molto rare: pancreatite acuta, colestasi intraepatica, aumento dei livelli di transaminasi epatiche
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comuni: prurito, reazioni cutanee e delle membrane mucose (ad es. esantema bolloso, orticaria, eruzione cutanea, porpora, eritema multiforme, pemfigoide bollosa, dermatite esfoliativa, fotosensibilità).
Rare: vasculite, sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica
Non nota: pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), reazione lichenoide
Patologie renali e urinarie
Si può osservare un aumento transitorio dei livelli sierici di creatinina e urea. Con furosemide possono insorgere, o peggiorare, i sintomi delle occlusioni delle vie urinarie (ad es. nell’iperplasia prostatica, idronefrosi, stenosi uretrale). Si può verificare ritenzione urinaria con complicazione secondaria.
Rare: nefrite interstiziale
Non nota: Ritenzione urinaria acuta in pazienti con ostruzione parziale delle vie urinarie, insufficienza renale
Gravidanza, puerperio e condizioni perinatali
Non nota: nefrolitiasi e/o nefrocalcinosi nei neonati prematuri.
Nei bambini prematuri con sindrome da distress respiratorio, il trattamento diuretico con furosemide, nelle prime settimane di vita, può aumentare il rischio di dotto arterioso pervio.
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Rare: febbre
Esami diagnostici
Molto comuni: Creatinina ematica aumentata, trigliceridi ematici aumentati
Comuni: Colesterolo ematico aumentato, acido urico ematico aumentato, volume urinario aumentato
Non comuni: Urea ematica aumentata
La furosemide porta ad un aumento dell'escrezione di sodio e cloruro con conseguente aumento dell'escrezione di acqua e di altri elettroliti (principalmente potassio, magnesio e calcio).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
Patologie correlate:
- Insufficienza renale acuta
L’insufficienza renale acuta è dovuta alla riduzione della filtrazione glomerulare, che insorge rapidamente, con conseguente compromissione delle attività metaboliche ed endocrine del rene ma, se trattata in tempo è potenzialmente reversibile - Insufficienza renale cronica
Quando si verifica un danno più o meno esteso ai nefroni, che sono le unità funzionali del rene, l’organo perde progressivamente e irrimediabilmente le sue funzioni depurative, fino all’insufficienza renale cronica - Ipertensione
L'ipertensione è uno dei più comuni fattori di rischio cardiovascolare, eppure il 17% degli intervistati in una recente indagine lo ignora. Meglio non sottovalutarla e tenere sotto controllo la propria pressione arteriosa - Lupus eritematoso sistemico
Malattia infiammatoria cronica del tessuto connettivo, che può colpire articolazioni, reni, mucose e pareti dei vasi sanguigni. - Malattia di Ménière
La malattia di Ménière è un disturbo dell'orecchio interno caratterizzato da attacchi ricorrenti di vertigine, perdita dell'udito e acufeni.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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