20 luglio 2026
Sandimmun
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Cos'è Sandimmun (ciclosporina)
Sandimmun è un farmaco a base di ciclosporina, appartenente al gruppo terapeutico Immunosoppressori. E' commercializzato in Italia da Novartis Farma S.p.A.
Confezioni e formulazioni di Sandimmun disponibili in commercio
Selezionare una delle seguenti confezioni di Sandimmun disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):
A cosa serve Sandimmun e perchè si usa
Indicazioni per il trapianto
Trapianto d’organo
Prevenzione del rigetto del trapianto solido.
Trattamento del rigetto cellulare di trapianto in pazienti che hanno ricevuto precedentemente altre terapie immunosoppressive.
Trapianto di midollo osseo
Prevenzione del rigetto del trapianto allogenico di midollo osseo e di cellule staminali.
Profilassi o trattamento della malattia da trapianto verso ospite ("graft versus host-disease", GVHD).
Indicazioni: come usare Sandimmun, posologia, dosi e modo d'uso
Posologia
Gli intervalli posologici riportati per la somministrazione devono essere intesi solo come indicazioni di riferimento.
Sandimmun deve essere prescritto solo da o in stretta collaborazione con un medico esperto in terapia immunosoppressiva e/o trapianto d’organo.
Trapianto
Trapianto d’organo solido
La dose raccomandata di Sandimmun concentrato per soluzione per infusione è circa un terzo della corrispondente dose orale e si raccomanda che i pazienti siano trasferiti alla terapia orale non appena possibile.
Per riferimento la dose orale iniziale di Sandimmun o di Sandimmun Neoral è 10-15 mg/kg somministrata in 2 dosi refratte e deve essere iniziata entro 12 ore prima dell’intervento chirurgico. Questa dose deve essere mantenuta come dose giornaliera per 1-2 settimane dopo l’intervento ed essere ridotta gradualmente secondo i protocolli di immunosoppressione locali sulla base dei livelli ematici, fino al raggiungimento di una dose di mantenimento raccomandata di circa 2-6 mg/kg somministrata in 2 dosi refratte.
Quando Sandimmun orale o Sandimmun Neoral è somministrato con altri immunosoppressori (es., con corticosteroidi o come parte di una terapia triplice o quadruplice), possono essere impiegate dosi più basse (es., 3-6 mg/kg suddivisi in 2 dosi refratte per il trattamento iniziale).
Trapianto di midollo osseo
La dose iniziale deve essere somministrata il giorno precedente il trapianto. Nella maggior parte dei casi, per questo scopo si preferisce usare Sandimmun concentrato per soluzione per infusione. La dose raccomandata per via endovenosa è 3-5 mg/Kg/die. L’infusione è mantenuta allo stesso livello di dose nel periodo immediatamente successivo al trapianto per una durata non superiore a 2 settimane, prima di passare alla terapia di mantenimento per via orale con Sandimmun o Sandimmun Neoral alla dose orale giornaliera di circa 12,5 mg/Kg/die in 2 somministrazioni refratte.
Il trattamento di mantenimento deve essere protratto per almeno 3 mesi (e preferibilmente per 6 mesi) prima di ridurre la dose gradualmente a zero entro 1 anno dopo il trapianto.
Qualora la terapia iniziale sia effettuata con Sandimmun orale o con Sandimmun Neoral, la dose giornaliera raccomandata è 12,5-15 mg/kg suddivisa in 2 somministrazioni refratte, a partire dal giorno prima del trapianto.
In presenza di disturbi gastrointestinali che potrebbero ridurre l'assorbimento del farmaco, possono essere necessarie dosi maggiori di Sandimmun orale o con Sandimmun Neoral o l’uso di Sandimmun per via endovenosa.
In alcuni pazienti, dopo la sospensione del trattamento con ciclosporina può instaurarsi GVHD, ma di solito si ottiene una risposta favorevole con la ripresa della terapia. In questi casi si deve somministrare una dose di carico iniziale di 10-12,5 mg/kg, seguita dalla somministrazione giornaliera per via orale della dose di mantenimento che è risultata adeguata in precedenza. Basse dosi di Sandimmun devono essere impiegate per il trattamento di una lieve GVHD di tipo cronico.
Popolazioni speciali
Pazienti con insufficienza renale
Tutte le indicazioni
La ciclosporina va incontro a una minima eliminazione renale e la sua farmacocinetica non è ampiamente influenzata dall’insufficienza renale (vedere paragrafo 5.2). Tuttavia, per il suo potenziale nefrotossico (vedere paragrafo 4.8), si raccomanda di monitorare attentamente la funzionalità renale (vedere paragrafo 4.4).
Pazienti con compromissione epatica
La ciclosporina è ampiamente metabolizzata dal fegato. Nei pazienti con compromissione epatica può essere osservato un aumento di circa 2-3 volte dell’esposizione alla ciclosporina. Può essere necessario ridurre il dosaggio nei pazienti con grave compromissione epatica per mantenere i livelli ematici entro l’intervallo target raccomandato (vedere paragrafi 4.4 e 5.2) e si raccomanda di monitorare i livelli ematici di ciclosporina fino al raggiungimento di livelli stabili.
Popolazione pediatrica
Studi clinici hanno incluso bambini a partire da 1 anno di età in poi. In diversi studi, i pazienti pediatrici hanno richiesto e tollerato dosi di ciclosporina per kg di peso corporeo più elevate di quelle usate negli adulti.
L’uso di Sandimmun nei bambini in indicazioni diverse dal trapianto non è raccomandato ad eccezione della sindrome nefrosica (vedere paragrafo 4.4).
Anziani (65 anni e oltre)
L’esperienza con Sandimmun negli anziani è limitata.
Negli studi clinici con ciclosporina nell’artrite reumatoide, i pazienti a partire da 65 anni di età avevano una maggiore probabilità di sviluppare ipertensione sistolica durante il trattamento e di mostrare un aumento della creatinina sierica ≥50% rispetto al basale dopo 3-4 mesi di terapia.
Nel paziente anziano la dose deve essere individuata con attenzione, iniziando di solito con il livello più basso dell’intervallo terapeutico, considerata la maggiore frequenza di una riduzione della funzionalità epatica, renale o cardiaca, di patologie o terapie concomitanti e di un aumento della suscettibilità per le infezioni.
Modo di somministrazione
Somministrazione endovenosa.
I tipi di contenitori adatti alla soluzione per infusione sono citati al paragrafo 6.2.
A causa del rischio di anafilassi (vedere paragrafo 4.4), l’uso di Sandimmun concentrato per soluzione per infusione deve essere riservato ai pazienti trapiantati che non sono capaci di assumere il farmaco per via orale (ad es., appena dopo l’intervento chirurgico) o per i quali, in presenza di episodi di disturbi gastrointestinali, l’assorbimento delle forme orali potrebbe essere insufficiente. In questi casi si raccomanda di passare alla somministrazione orale non appena possibile. Un altro uso consolidato del concentrato per soluzione per infusione è il trattamento iniziale di pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo.
Il concentrato per soluzione per infusione deve essere diluito in rapporto da 1:20 a 1:100 con soluzione fisiologica o con soluzione glucosata al 5% utilizzando un'appropriata tecnica asettica e somministrato per infusione lenta in 2-6 ore.
Precauzioni da seguire prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale
Per istruzioni sulla preparazione e manipolazione del medicinale, vedere paragrafo 6.6.
Controindicazioni: quando non dev'essere usato Sandimmun
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Associazione con prodotti contenenti Hypericum perforatum (erba di San Giovanni) (vedere paragrafo 4.5).
Associazione con medicinali che sono substrati per la pompa di efflusso multifarmaco, glicoproteina-P (P-gp) o per i peptidi di trasporto degli anioni organici (OATP) e per i quali le elevate concentrazioni plasmatiche sono associate ad eventi avversi gravi e/o minacciosi per la vita, ad es., bosentan, dabigatran etexilato e aliskiren (vedere paragrafo 4.5).
Sandimmun può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?
Gravidanza
Non sono disponibili studi clinici adeguati o ben controllati in donne in gravidanza che utilizzano ciclosporina. Esiste una quantità moderata di dati dall'esperienza post-marketing sull'uso della ciclosporina in pazienti in gravidanza, compresi i registri dei trapianti e la letteratura pubblicata con la maggior parte dei casi disponibili da pazienti trapiantati. Le donne gravide sottoposte a trapianto in trattamento con terapie immunosoppressive, ciclosporina e regimi contenenti ciclosporina compresi, sono a rischio di parto prematuro (<37 settimane).
Studi sullo sviluppo embrio-fetale (EFD) nei ratti e nei conigli con ciclosporina hanno mostrato tossicità embrio-fetale a livelli di dose inferiori alla dose massima raccomandata nell'uomo (Maximum Recommended Human Dose, MRHD) in base alla superficie corporea (body surface area, BSA) (vedere paragrafo 5.3).
Sandimmun non deve essere utilizzato in gravidanza a meno che il potenziale beneficio per la madre superi il potenziale rischio fetale. Anche il contenuto di etanolo delle formulazioni di Sandimmun deve essere tenuto in considerazione nelle donne in gravidanza (vedere paragrafo 4.4).
I dati pubblicati dal National Transplantation Pregnancy Registry (NTPR), hanno descritto gli esiti della gravidanza nelle pazienti trapiantate di rene (482), fegato (97) e cuore (43) che ricevevano ciclosporina. I dati hanno indicato gravidanze riuscite con un tasso di nati vivi del 76% e del 76,9% e del 64% nelle pazienti trapiantate rispettivamente di rene, fegato e cuore. Il parto prematuro (< 37 settimane) è stato riportato nel 52%, 35% e 35% delle pazienti trapiantate rispettivamente di rene, fegato e cuore.
I tassi di aborti spontanei e gravi difetti alla nascita sono risultati essere paragonabili ai tassi osservati nella popolazione generale. Non è stato possibile escludere un potenziale effetto diretto della ciclosporina su ipertensione materna, preeclampsia, infezioni o diabete date le limitazioni inerenti ai registri e alle segnalazioni di sicurezza post-marketing.
È disponibile un numero limitato di osservazioni in bambini esposti a ciclosporina in utero, fino a un'età di circa 7 anni. La funzione renale e la pressione sanguigna in questi bambini erano normali.
Allattamento
La ciclosporina è trasferita nel latte materno. La ciclosporina entra nel latte materno solitamente in piccole quantità, ma i livelli nel latte materno possono essere variabili. Con i livelli tipici di ciclosporina nel sangue materno, un lattante esclusivamente allattato al seno riceverebbe di norma non più del 2% circa del dosaggio materno aggiustato per il peso. Nella maggior parte dei lattanti al seno, la ciclosporina non è stata rilevabile nel sangue, tuttavia in alcuni casi sono stati misurati livelli ematici che variavano da rilevabili a terapeutici, anche quando i livelli di ciclosporina nel latte erano bassi. Il follow-up dei lattanti allattati al seno non ha individuato effetti avversi; tuttavia, i rischi a lungo termine associati anche a piccole quantità di esposizione non sono ancora noti.
La ciclosporina non è raccomandata durante l’allattamento al seno a causa delle potenziali reazioni avverse nel lattante.
Anche il contenuto di etanolo delle formulazioni di Sandimmun deve essere tenuto in considerazione nelle donne che allattano al seno (vedere paragrafo 4.4).
Fertilità
Vi sono dati limitati in merito all’effetto di Sandimmun sulla fertilità umana (vedere paragrafo 5.3). Non sono stati osservati effetti avversi sulla fertilità nei ratti maschi e femmine fino a 15 mg/kg/die (al di sotto della MRHD basata sulla BSA) (vedere paragrafo 5.3).
Patologie correlate:
- Artrite reumatoide
Tra le malattie reumatiche l’artrite reumatoide è una di quelle con più forte impatto sociale in termini di incidenza, riduzione della qualità di vita, in soggetti spesso giovani, e costi economici. Cruciale è la diagnosi precoce - Miastenia grave
Malattia autoimmune caratterizzata da un progressivo indebolimento dei muscoli volontari, fino alla perdita della capacità di contrarsi normalmente. - Morbo di Crohn
Malattia infiammatoria cronica intestinale caratterizzata dall'infiammazione di tutti gli strati della parete intestinale, a volte fino a raggiungere gli organi vicini. - Psoriasi
Malattia cronica ricorrente della pelle caratterizzata dalla comparsa di placche cutanee rilevate. La malattia non è contagiosa. - Uveite
Patologia caratterizzata dall'infiammazione dell'uvea, la regione anatomica dell'occhio costituita dall'iride, dal corpo ciliare e dalla coroide.
Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico
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