RMN (Risonanza Magnetica Nucleare)

06 dicembre 2019

Esami diagnostici

RMN (Risonanza Magnetica Nucleare)


Che cos'è?


La RMN è una tecnica diagnostica basata sull'utilizzo di un campo magnetico e onde elettromagnetiche a radiofrequenza. Tramite la RMN sono ben visibili i tessuti molli ed è possibile distinguere in maniera precisa le diversità tra un tessuto e l'altro anche in base al contenuto di acqua.

Perché si fa?


La RMN è la più attuale e la più sviluppata metodica di diagnostica per immagini oggi disponibile. È utile per la diagnosi delle malattie che colpiscono i tessuti molli (cervello, colonna vertebrale, fegato e utero, grossi vasi [aorta]), ma funziona bene anche per il sistema muscolo-scheletrico (articolazioni, osso, cartilagine).

In pratica

Il paziente viene fatto sdraiare supino su un lettino e viene poi introdotto all'interno della macchina RMN (un tubo abbastanza largo, chiuso alle due estremità, o un arco aperto) dove viene irradiato da un campo magnetico a elevata intensità. All'interno della macchina, le forze generate nel campo magnetico fanno sì che i movimenti magnetici delle molecole del paziente si allineino alla direzione del campo esterno, provocando temporanee alterazioni dei nuclei che, quando le onde radio vengono interrotte, tornano alla normalità, dando luogo a segnali. I segnali vengono raccolti ed elaborati da un computer che li trasforma in immagini.

Come prepararsi
Non sono necessarie preparazioni particolari nei giorni che precedono l'esame.
Poco prima dell'esame il paziente deve togliersi eventuali accessori metallici (orologio, occhiali, forcine, gioielli), indumenti intimi che possono contenere parti in metallo (corsetti, reggiseni, body), il trucco, le lenti a contatto e le protesi dentarie. Il paziente deve restare immobile e a occhi chiusi per tutta la durata dell'esame.

E dopo?
La RMN è un esame innocuo, ma per le donne in gravidanza è considerata potenzialmente dannosa.
Non possono eseguire l'esame i pazienti portatori di pace-maker o di protesi metalliche.
L'esame dura 20-30 minuti e il paziente può subito riprendere le normali attività quotidiane.
L'esito è in genere disponibile dopo 4-5 giorni.



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