Plasma iperimmune: serve per curare il Coronavirus?

07 maggio 2020

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Plasma iperimmune: serve per curare il Coronavirus?


La plasmaterapia sta guarendo decine di pazienti Covid-19 al San Matteo di Pavia che ha avviato una sperimentazione approvata dal Comitato Etico provinciale e dal Centro Nazionale Sangue, sulla base delle le linee guida predisposte dai ricercatori padovani. Il protocollo si starebbe rivelando una risorsa terapeutica efficace nella lotta contro il coronavirus.

Cesare Perotti, direttore del servizio di Immunoematologia e Medicina trasfusionale del San Matteo, afferma che lo studio sarà pubblicato a breve e si prepara a un'altra sperimentazione con una base più ampia. "Quello che sappiamo è che un donatore può guarire due malati" - dichiara a La Provincia Pavese - "si prelevano 600 ml di plasma da pazienti Covid-19 guariti, che hanno sviluppato anticorpi neutralizzanti il virus. Da quel prelievo si ricavano 2 dosi da 300 ml ciascuna. Il protocollo prevede 3 somministrazioni. Dopo la prima c'è un monitoraggio clinico di laboratorio e, nel caso di mancata risposta, si passa alla seconda somministrazione e così di seguito. A distanza di 48 ore l'una dall'altra. La compatibilità per il plasma viene fatta sul gruppo sanguigno".


Cosa si intende per plasma iperimmune?


Per plasma iperimmune si intende il plasma che abbia un alto titolo anticorpale, cioè ricco di immunoglobuline sviluppate durante la malattia dal soggetto convalescente.

Si parla dunque di una immunizzazione passiva, profondamente diversa da un vaccino che invece determina una immunizzazione attiva,

Negli anni scorsi la sieroprofilassi tramite somministrazione del plasma dei guariti è stata utilizzata anche nel trattamento di casi di Ebola e di pazienti colpiti da insufficienza respiratoria legata all'infezione da SARS-CoV e da MERS-CoV, diffusosi dall'area Medio-Orientale.


Vedi anche "Come avviene la plasmaferesi"


Il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, interviene nel dibattito sostenendo che " si è dimostrato che in molti casi il plasma è efficace per glianticorpipresenti nei soggetti guariti, ma con il plasma prelevato si somministrano anche sostanze non necessarie per il trattamento di determinate patologie. Quindi, rappresenta una terapia sperimentale ed emergenziale già nota per altre malattie. Serve ora capire quali sono gli anticorpi efficaci, isolarli, purificarli e poi somministrare solo quelli in dose controllata e farmacologica. Come avviene per le immunoglobuline antitetaniche, ad esempio. È comunque importante sottolineare che questo approccio ha dimostrato che il plasma contiene degli elementi che funzionano contro il virus e lo neutralizzano." L'AVIS sta seguendo con estrema attenzione l'evoluzione di queste sperimentazionie " appena conosceremo il test che meglio è in grado di rilevare e dosare questi specifici anticorpi e non appena le aziende di plasmaderivazione saranno in grado di produrre le immunoglobuline specifiche, coinvolgeremo la generosità dei donatori per la plasmaferesi".



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