Covid-19: i provvedimenti del Governo

07 ottobre 2020
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Covid-19: i provvedimenti del Governo


Introduzione dell'obbligo delle mascherine all'aperto, proroga dello stato d'emergenza al 31 gennaio, nessuna nuova stretta ai locali: questi i punti cardine del nuovo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) sulle misure di contenimento per evitare la diffusione di Covid-19, presentato dal ministro della Salute Roberto Speranzain Parlamento. Il provvedimento dovrebbe avere una durata di 30 giorni. Le nuove misure arrivano dopo le indicazioni date al governo dal Comitato tecnico scientifico per fronteggiare la "seconda ondata" dei contagi da coronavirus.

Distanziamento e divieto di assembramenti


Nel Dpcm, oltre alle mascherine, restano anche altre regole fondamentali:
Nessuna nuova stretta alle attività commerciali ed economiche: non entra nel Dpcm, quindi, alcun «coprifuoco» che preveda orari ridotti per bar e ristoranti. Speranza inizia il suo discorso analizzando il quadro epidemiologico internazionale. «Nel mondo - ha ricordato - ci sono stati più di 35 milioni di contagiati e un milione di morti. L'Italia è tra i grandi Paesi europei, insieme alla Germania, che sta reagendo meglio a questa seconda ondata. Ma sarebbe sbagliato pensare di esserne fuori. Sarebbe una valutazione priva di fondamento».

Numeri in crescita


Nonostante la situazione italiana sia migliore rispetto a quella del resto del mondo, Speranza invita alla prudenza. «C'è una fase di peggioramento oggettivo: l'Italia sta meglio» rispetto ad altri Paesi europei «ma da 9 settimane i numeri sono in crescita» in tutta Italia. «A febbraio, marzo e aprile il virus - ricorda infatti il ministro - aveva colpito un pezzo d'Italia circoscritto, la Lombardia e alcune aree del Nord. Oggi non c'è più una dinamica di territorialità. I numeri segnalano una crescita diffusa e generalizzata che tocca tutti i territori. Nessuna Regione può sentirsi fuori dai rischi». Il capo del dicastero della Salute evidenzia anche il cambiamento dell'età media di contagi, «in passato era di 65-70 anni, in questo momento è di 41 anni, ed è chiaro che una persona più giovane è più capace di resistere» meglio all'attacco del virus ma, nel mese di agosto, l'età mediana era 31 anni, dunque anche sul piano dell'età c'è una tendenza verso un innalzamento. E dovremo in questi mesi difficili tenere la massima attenzione possibile alle persone più fragili, agli anziani e a chi ha altre patologie», ha detto Speranza.

Ma soprattutto «dovremo fare attenzione al contagio intrafamiliare, perché - riflette il ministro - se l'età si è così alzata, evidentemente è dentro le famiglie che dalle persone più giovani almeno parzialmente il virus è stato portato a generazioni che sono più avanti negli anni». «Ora dobbiamo alzare il livello di guardia, con la consapevolezza che l'Italia sta meglio rispetto ad altri paesi europei. Abbiamo bisogno di tempo, ci aspettano mesi non facili - prosegue il ministro - in attesa di un vaccino sicuro e di cure efficaci, che arriveranno». Mesi da superare, esorta, «utilizzando le armi che abbiamo».

I contagi a scuola

Il ministro Speranza si è soffermato anche sulla situazione nella scuola: «Penso che sia ancora presto per un giudizio definitivo sulla capacità del paese di mantenere un livello basso di contagio nelle scuole, ma i primi numeri segnalano un impatto basso e buona capacità di tenuta», ha affermato. «I casi ci sono e ci saranno nelle prossime settimane - sottolinea Speranza - ma i protocolli che abbiamo individuato in questo momento sono solidi e se rispettati con rigore possono consentirci di gestire la partita delle scuole». Per quel che riguarda la capacità italiana di testing, il ministro ha spiegato: «Abbiamo superato nei giorni scorsi la soglia dei 120mila test al giorno. Una soglia molto più alta rispetto a quella che avevamo raggiunto in precedenza». Così, Speranza racconta: «Quando sono stato in Aula l'ultima volta, avevamo indicato in 100mila la soglia record di quel momento ora siamo a 120mila e dobbiamo ancora lavorare per crescere e rendere la nostra capacità di testing la più forte, la più rapida e la più veloce possibile», sottolinea il ministro. «Oltre ai test molecolari classici, che rappresentano il gold standard, il riferimento più solido per la diagnosi - elenca - abbiamo utilizzato ormai dal 13 agosto, a partire dall'esperienza degli aeroporti, i test antigenici.

È stata un'esperienza che abbiamo verificato per più settimane e che ha dato risultati incoraggianti. Con una circolare del ministero della Salute abbiamo allargato l'ambito di utilizzo anche fuori, a partire proprio dai luoghi in cui è indispensabile una capacità di testing rapida e veloce». Quanto ai controlli su chi arriva da Paesi a rischio «noi adatteremo le misure del Governo a seconda dell'evoluzione epidemiologica dei singoli Paesi». L'auspicio, conclude, «è che si possa arrivare anche a un utilizzo significativo dei test salivari, che hanno un grande vantaggio, cioè sono meno invasivi rispetto al tampone classico, e possono metterci in condizione di un migliore utilizzo in modo particolare rispetto ai più piccoli».

Anna Capasso

Fonte: Doctor33




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