Ictus emorragico

17 ottobre 2005

Ictus emorragico




13 ottobre 2005

Ictus emorragico

Lo scorso 26 giugno mio padre, 72 anni, iperteso, è stato trasportato d'urgenza al Pronto Soccorso perchè colpito da ictus.
E'arrivato all'ospedale privo di conoscenza e con un'emiparesi destra.
Successivamente ricoverato nel reparto di Neurologia, nonostante la gravità iniziale, si è completamente ripreso nel giro di qualche ora ed ha recuperato sia la mobilità che la parola.
A seguito degli esami gli è stata diagnosticata un'ischemia parietale destra con infarcimento emorragico.
Il referto della TAC precisamente recita: ISCHEMIA PARIETALE DESTRA CON IMPORTANTE COMPONENTE EMORRAGICA NEL TERRITORIO DELL'ARTERIA CEREBRALE MEDIA DX.
In sede di dimissione, il neurologo gli ha detto che oltre, ovviamente, a tenere la pressione sottocontrollo deve anche prendere un'aspirina al giorno contro le Trombosi per almeno un anno, meglio se per tutta la vita.
La cosa mi ha stupito non poco perchè l'ictus non è stato di origine ischemica ma emorragica e temo che un anticoagulante possa in realtà predisporlo ad un secondo episodio anziché proteggerlo.
Sto ovviamente cercando di convincere mio padre a fare un'ulteriore visita presso uno specialista ma nel frattempo Vi sarei molto grata se mi diceste la Vostra opinione in merito.
RingraziandoVi anticipatamente, porgo distinti saluti
C. Faedi

Risposta del 17 ottobre 2005

Risposta a cura di:
Dott. GIOVANNI MIGLIACCIO


Gentile signora,
Suo padre ha avuto un Ictus ischemico complicato dall'infarcimento emorragico nelle sede della lesione.
Dopo il riassorbimento del sangue rimane comunque la zona di necrosi, segno dell'insulto ischemico.
La terapia con un antiaggregante (aspirina) è d'obbligo perchè finalizzata a prevenire la formazione di trombi e quindi nuovi episodi. E' ovvio che periodicamente (in media una volta al mese) bisognerà controllare i valori della coagulazione perchè, a prescindere se nel primo episodio ci sia stato o no l'infarcimento emorragico, il rischio di un vero ictus emorragico va tenuto presente.
Questa è la regola in ogni terapia antiaggregante o trombolitica che sia.
Eventualmente anzichè l'aspirina potrà assumere altre molecole forse lievemente più "sicure" per il rischio emorragico, ma sulla scelta del farmaco si consulti con il Suo medico.
Spero di esser stato esauriente.
Cordialmente

Dott. Giovanni Migliaccio
Medico Ospedaliero
Specialista in Neurochirurgia
MILANO (MI)

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