Trombosi, si previene con più controlli

03 febbraio 2011

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Trombosi, si previene con più controlli



Ictus, infarto, embolia e trombosi insieme, sono la prima causa di morte in Italia responsabili del 44% dei decessi, 200 mila morti ogni anno e 200 mila sopravvissuti con gravi conseguenze invalidanti e le donne sono più vulnerabili. Questo il quadro tracciato da Lidia Rota Vender, presidente di Alt (Associazione per la lotta alla trombosi) alla conferenza stampa tenutasi ieri a Milano alla presenze dei massimi esperti del settore. Con la prevenzione primaria un caso su 3 può essere evitato e su questo serve l'impegno di tutti. «I fattori di rischio sono noti» ha detto Valentin Fuster, presidente del Comitato scientifico di Alt e direttore del Mount Sinai heart medical center di New York, in un intervento video «e bisogna adottare ogni strategia possibile per correggerli. Educare i bambini, aiutare gli adulti con gruppi di auto-aiuto e, quando non basta, obbligarli ai controlli con leggi ad hoc». Pressione arteriosa, peso, glicemia, colesterolemia, sedentarietà e fumo: sono questi i parametri da controllare, sempre perché «rappresentano» ha detto Giampaolo Landi di Chiavenna l'assessore alla Salute del comune di Milano «fattori di responsabilità individuale e sociale che non possono essere trascurati, se vogliamo garantirci di invecchiare in buona salute».


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