Semaforo verde per il gorgonzola

15 aprile 2018

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Semaforo verde per il gorgonzola



Chi lo ritiene solo una miniera di grassi saturi dovrà ricredersi. Questo tipico formaggio del nord Italia, che alcuni faticano addirittura ad annusare per il suo forte aroma, e che in tanti invece amano considerandolo però un vero peccato di gola, pericoloso per la salute delle arterie, è stato assolto dalla scienza. La notizia ha suscitato inizialmente non poco scalpore. Poi, come spesso succede, le acque si sono calmate e l'assoluzione è rimasta. Confortata dagli esiti di altre, ulteriori ricerche. Ovviamente basta non esagerare.

Il formaggio che "protegge"

Un recente studio dell'Università di Soochov (Cina), pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition e condotto su 200 mila persone esaminate per dieci anni, ha dimostrato che il consumo regolare di formaggi - al contrario di quanto comunemente si pensa - ridurrebbe il rischio di infarto e ictus. Una vera rivoluzione nutrizionale: c'è da fidarsi? Nutrizionisti e dietologi assicurano di sì. Anche perché non si tratta di uno studio isolato: sono moltissime infatti le ricerche scientifiche che a oggi "scagionano" i grassi saturi, e dunque anche i formaggi, dall'accusa di essere i principali killer per cuore e arterie.

Nelle giuste dosi non nuoce al cuore

La più recente è dell'Università americana dell'Ontario ed è stata pubblicata sull'autorevole rivista Lancet: secondo i ricercatori, astenersi dal consumo di grassi non migliorerebbe la salute delle arterie. Anzi, una maggiore assunzione di grassi saturi è stata associata a una riduzione di rischio cardiovascolare addirittura pari al 21 per cento. E ciò vale soprattutto per il gorgonzola. Ovviamente, basta non esagerare e, specie se si sta seguendo una dieta ipocalorica, limitarsi a 30 grammi, un paio di volte la settimana.

Lunga vita con la spermidina

I pregi del gorgonzola non sono da imputarsi solo alla recente "riabilitazione" nutrizionale dei grassi saturi, ma soprattutto alla presenza di una sostanza che si chiama spermidina. Contenuta tra l'altro anche in mais, molluschi, crostacei, pollo e piselli, la spermidina è stata parecchio studiata fino a conclusioni che la promuovono come un efficace strumento di riduzione della pressione arteriosa e della prevenzione cardiovascolare. Gli alimenti che la contengono sono a loro volta oggetto sempre più frequente di molte ricerche scientifiche volte a individuare i cibi elisir naturali di lunga vita.

Più sapore anche nei piatti di chi è a dieta

Secondo le ultime ipotesi scientifiche riguardanti il sovrappeso, poi, in quantità come quelle indicate sopra, i formaggi possono essere inclusi perfino nelle diete ipocaloriche senza fare troppi danni, regalando oltretutto ai piatti light una marcia di gusto in più.

Gloria Brolatti



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