Ascesso dentale: cause, sintomi, diagnosi e terapia

28 novembre 2018
Aggiornamenti e focus, Speciale Bocca sana

Ascesso dentale: cause, sintomi, diagnosi e terapia



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Già nei quadri medievali era rappresentato l'ascesso, forse la forma più evidente di patologia dentale; i volti trasfigurati e l'immagine della sofferenza. In effetti, soprattutto in quei tempi, senza antibiotici a disposizione, un ascesso non drenato o curato poteva portare a morte. Qualcosa di ancestrale è rimasto in noi perché l'idea di avere un ascesso di origine dentale spaventa sempre, a buon diritto.

Le cause dell’ascesso


Le cause degli ascessi sono semplici e complesse al tempo stesso; il gonfiore - talvolta apprezzabile come un fastidio all'interno della cavità orale, altre come una franca tumefazione che deforma la faccia - è l'espressione di una reazione, da parte dell'organismo, a una carica batterica che, incuneatasi all'interno di un dente, ha dapprima vinto le resistenze dell'osso in cui sono infissi i denti e poi si è fatta strada nei tessuti più superficiali.

L’ascesso gengivale


L'ascesso può essere, soprattutto quando è localizzato all'interno della cavità orale, anche di origine non odontogena, ovvero può essere causato da una infiammazione dei tessuti intorno al dente, ovvero le gengive. Parliamo di ascesso gengivale, espressione tipica di quella malattia subdola che una volta veniva definita come piorrea e che invece oggi si chiama in modo più appropriato malattia parodontale. Anche in questo frangente il quadro infettivo si sviluppa all'intorno del dente per poi evolvere progressivamente e minare in modo significativo tutta la parte ossea.

Ascesso: sintomi, diagnosi e terapia

Il soggetto colpito dall'ascesso dentale o dall'ascesso gengivale, avverte qualcosa di strano sul dente responsabile, riesce a localizzarlo con precisione e, non di rado, soprattutto quando l'infezione parte dal canale radicolare, sente il dente allungato, dolente ogni volta che chiude la bocca. La diagnosi è molto semplice e altrettanto semplice è la terapia, se non altro perché oggi si tende ad abusare degli antibiotici in ogni circostanza. È tuttavia evidente che la terapia farmacologica funzioni molto bene, deve essere appropriata e non deve essere assunta senza aver consultato prima un medico; non di rado, un'assunzione poco corretta può determinare quadri clinici preoccupanti.

Professor Massimo Gagliani
Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche
presso l'Università degli Studi di Milano



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