Carie dentale: pochi dolci e un’attenta igiene orale

11 gennaio 2019
Aggiornamenti e focus, Speciale Bocca sana

Carie dentale: pochi dolci e un’attenta igiene orale



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Credo che l'associazione dolci carie sia ormai arci-nota; sin dall'infanzia si continua a ripetere a genitori ed educatori di non far ingerire in modo continuativo sostanze ad alto contenuto zuccherino per evitare l'insorgenza di carie.

Certamente le raccomandazioni hanno funzionato se è vero che la diminuzione della carie dentale cui stiamo assistendo in tutti i paesi occidentali sta mantenendosi tale. Tuttavia, ancora oggi ci imbattiamo in carie dentali dell'infanzia, elemento caratterizzante di una predisposizione genetica che, associata a una cattiva gestione dell'igiene orale, porta alla formazione di lesioni a carico dei denti di latte e, successivamente, ad analoghe formazioni sui denti permanenti. Ma è proprio così? Per certi versi è così, per altri questo fenomeno può essere limitato da alcune buone norme che di seguito elenchiamo.

Buone norme per combattere la carie dentale


I dolci non debbono essere prescritti dalla dieta, bisogna solo assumerli in determinate ore della giornata nelle quali sia possibile, successivamente, eseguire delle corrette manovre di igiene orale.

Utilizzare cibi che abbiano un basso contenuto di zuccheri ad alta potenzialità cariogenica è oggi possibile, queste sostanze sono alla base di molti alimenti di nuova generazione prodotti da aziende attente a questi dettami nutrizionali utili non solo a contrastare lo sviluppo della carie ma anche a determinare abitudini alimentari più consone per lo sviluppo corretto dei ragazzi.

Predisposizione alla carie: misure diagnostiche


Esistono misure diagnostiche che possono indicare la predisposizione del soggetto ad ammalare di carie:
  • valutazione del flusso salivare;
  • conta dei batteri potenzialmente aggressivi;
  • misurazione delle variazioni dell'acidità salivare.
Un corredo di informazioni indispensabili per cercare di isolare i soggetti a più elevato rischio, per suggerire loro i rimedi più efficaci e per limitare l'insorgenza di ulteriori processi cariosi che renderebbero sempre più fragili i loro denti.

A cura di:
Professor Massimo Gagliani
Professore Associato di Malattie Odontostomatologiche presso l'Università degli Studi di Milano



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