Problemi alla tiroide e gravidanza: i 5 miti da sfatare

11 aprile 2019

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Problemi alla tiroide e gravidanza: i 5 miti da sfatare



Chi soffre di problemi alla tiroide può diventare madre? È una domanda che viene spesso posta dalle donne in età fertile al proprio medico. La malattia tiroidea è la seconda più comune malattia endocrina che colpisce le donne in età riproduttiva. Se da una parte è vero che una tiroidite non trattata durante la gravidanza è associata ad un aumentato rischio di aborto spontaneo, distacco della placenta, disturbi ipertensivi e limitazione della crescita, tuttavia, le malattie tiroidee ben curate non ostacolano una normale fertilità e un normale decorso della gravidanza.

Meglio programmare la gravidanza


Nelle donne che stanno programmando una gravidanza è opportuno effettuare un dosaggio di TSH e anticorpi anti-tireoperossidasi e anti-tireoglobulina. Le attuali linee guida raccomandano uno screening mirato delle donne ad alto rischio, per esempio quelle con una storia di patologie tiroidee, o con una storia familiare di malattie autoimmuni della tiroide. È poi consigliato programmare la gravidanza in modo che al momento del concepimento e durante tutto il periodo della gravidanza la funzione tiroidea sia ben controllata tramite un appropriato trattamento.
Inoltre, nelle donne con ipotiroidismo, la levotiroxina viene somministrata per raggiungere un livello di ormone stimolante la tiroide nel siero inferiore a 2,5 mUU/L. Invece, il trattamento ottimale per l'ipertiroidismo è tramite farmaci antitiroidei, con l'obiettivo di mantenere un livello di tiroxina libera nel siero superiore a un terzo del range normale.
Durante la gravidanza le malattie autoimmuni possono mostrare un miglioramento e, nell'ipertiroidismo autoimmune (morbo di Basedow) talora la terapia con anti-tiroidei può essere sospesa, ma dopo la gravidanza l'autoimmunità può ripresentarsi in modo netto.
Da sapere che esistono anche forme autoimmuni che insorgono dopo la gravidanza in soggetti che in precedenza non manifestavano alcuna patologia tiroidea (tiroidite post-partum).

Altri miti legati alla gravidanza con tiroidite:

  • Le pazienti trattate per carcinoma tiroideo non possono avere figli. Non è vero, le pazienti giovani trattate per carcinoma tiroideo possono avere figli e condurre una vita normale.
  • In caso di malattia tiroidea non si può avere una gravidanza. Non è vero, le malattie tiroidee ben curate non ostacolano una normale fertilità e un normale decorso della gravidanza. È opportuno però che la paziente programmi la gravidanza in modo che al momento del concepimento e durante tutto il periodo della gravidanza la funzione tiroidea sia ben controllata.
  • Durante la terapia per la tiroide non si può allattare. Non è vero, l'allattamento può essere intrapreso o continuato anche se la paziente è in cura con ormoni tiroidei o con anti-tiroidei.
  • Le cure per la tiroide sono controindicate in gravidanza. Non è vero. Anzi, la terapia con ormoni tiroidei solitamente dovrà essere un po' aumentata. La terapia con farmaci che bloccano la funzione tiroidea (utilizzati nell'ipertiroidismo) necessita di maggior attenzione; talvolta può essere sospesa, perché nel morbo di Basedow l'ipertiroidismo migliora in gravidanza. La terapia con iodio radioattivo è invece assolutamente controindicata.
  • Durante la gravidanza non è opportuno l'utilizzo del sale iodato. Non è vero. La tiroide fetale inizia a produrre ormoni poco prima della metà della gravidanza, quindi ha bisogno di iodio. Dunque a maggior ragione in gravidanza è opportuno utilizzare sale iodato.

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