Vermi dei bambini: dalla prevenzione alla cura

12 maggio 2020

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Vermi dei bambini: dalla prevenzione alla cura


Sono conosciuti come vermi dei bambini. Il termine scientifico è ossiuri, una tipologia di parassiti intestinali in grado di produrre infezioni (ossiuriasi). La trasmissione avviene per via oro-fecale, con l'ingestione delle uova del parassita. Il contagio può avvenire anche toccando superfici dove altre mani hanno depositato il parassita. È infatti molto resistente e può sopravvivere per diverse settimane su vestiti, oggetti, giochi, arredi contaminati dalle uova. Per questo è diffusa tra i bambini, soprattutto i più piccoli che frequentano asili e scuole materne: si portano facilmente le mani alla bocca dopo aver toccato superfici, parti del corpo, giochi, altri oggetti. Il contagio può avvenire anche per inalazione perché le uova sono molto leggere.

Come si sviluppa il parassita? Le uova (infettive dopo poche ore) si aprono nell'intestino tenue, le larve si spostano fino all'intestino crasso (appendice  e colon) e diventano mature - vermi - entro sei settimane. I primi sintomi si presentano dopo 30-60 giorni dall'ingestione delle uova. Il disturbo principale è il prurito  localizzato, anale e perianale (soprattutto notturno). Si possono registrare anche altri problemi legati a sonno, diarrea, affaticamento generale, malnutrizione. Ma non mancano i casi asintomatici. Gli ossiuri sono vermi visibili a occhio nudo e questo permette di controllarne la presenza e l'andamento dell'infezione. Hanno una colorazione bianco-avorio, forma cilindrica e una lunghezza che varia da 5 millimetri a 1 centimetro (a seconda che sia maschio, il primo caso, o femmina che ha vita più lunga e può contenere fino a 16 mila uova).


Vermi dei bambini: come si curano


Non si tratta di parassiti pericolosi (solo in casi rari). Sono molto contagiosi e sicuramente fastidiosi perché è facile infettarsi più volte. Grattarsi la parte irritata facilita infatti il contatto delle mani con il parassita e la possibilità - soprattutto nei bambini - di portarlo alla bocca con l'ingestione delle uova. I trattamenti di cura più usati sono i farmaci vermifughi antiparassitari per bocca che agiscono sulle larve e non sulle uova (per questo è necessario ripetere la terapia a distanza di 3 settimane) e creme per alleviare il prurito che vanno applicate più volte nella giornata. È necessario pulire bene l'ambiente e seguire una attenta igiene personale. Considerata l'elevata contagiosità, è importante curare tutto il nucleo familiare quando un componente presenta il disturbo e osservare regole igieniche per debellare la presenza del parassita.


Come prevenire i vermi dei bambini


L'igiene personale è la prima arma efficace per tenere lontana l'infezione da ossiuri. In primis, lavarsi le mani  spesso, con acqua calda e sapone, e comunque sempre prima dei pasti, quando si toccano alimenti o si cucina o dopo essere andati in bagno. E poi alcuni importanti accorgimenti comportamentali:

  • lavare indumenti e asciugamani almeno a 60°

  • curare l'igiene intima (soprattutto al risveglio)

  • cambiare con frequenza le lenzuola, biancheria intima, coperte, asciugamani (si depositano anche tra le fibre di tessuto e resistono fino a 3 settimane)

  • mantenere pulite e corte le unghie (le uova vi si possono depositare)

  • non portare le mani alla bocca

  • pulire regolarmente gli ambienti domestici

  • limitare l'assunzione di zuccheri.

Gli ossiuri prediligono gli ambienti umidi. In condizioni di caldo o freddo hanno invece una sopravvivenza molto minore. Sono sensibili alla luce del sole: è consigliato mantenere le stanze ben illuminate.


Carla De Meo


Bibliografia

Lynne Shore Garcia, Practical Guide to Diagnostic Parasitology, ASM Press, 1999

Yezid Gutierrez, Diagnostic Pathology of Parasitic Infections with Clinical Correlations, Oxford University Press, 2000

Craig N. Burkhart e Craig G. Burkhart, Assessment of frequency, transmission, and genitourinary complications of enterobiasis (pinworms), inInternational Journal of Dermatology, vol.44, n.10, 2005, pp.837-840



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