I danni dell’alcol nei bambini - Il commento del dottor Alberto Ferrando

04 settembre 2020
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I danni dell’alcol nei bambini - Il commento del dottor Alberto Ferrando


Quando si parla di alcol e dei possibili danni derivanti dall'assunzione di questa sostanza, in particolare tra i giovani, la maggior parte delle persone cerca di minimizzare i possibili rischi.
Nella nostra società si ha tanta, forse troppa, tolleranza sull'uso di alcol e non si conosce o si sottovalutano le possibili conseguenze sullo stato di salute, a partire da danni fetali se assunto dalla mamma durante la gravidanza.

Alcol e ritardo mentale


L'alcol è la prima causa nota di ritardo mentale evitabile (sindrome feto alcolica o Fetal Alcohol Syndrome-FAS) che si manifesta nel feto esposto all'alcol consumato dalla madre durante la gravidanza. In altri casi, più lievi, si osservano disturbi dello sviluppo neurologico e disturbi del comportamento e cognitivi (denominati FASD). Oltre ai danni sulla salute fisica, con aumento delle patologie tumorali, una percentuale alta, secondo alcuni superiore al 50%, degli incidenti sono legati al consumo di alcol da solo o associato a droghe o a farmaci.

Alcol e informazione consapevole


Al fine di evitare o, almeno, ridurre questi danni alla salute è importante fornire una informazione completa, corretta e "indipendente" ai genitori, e, fin dalle scuole elementari, ai bambini, spiegando quali sono i corretti stili di vita da adottare e quali da evitare: non solo danni da alcol ma anche da fumo e l'importanza di svolgere attività fisica regolare e seguire una sana e corretta alimentazione. Come genitori, insegnanti, pediatri, e società non possiamo più fare finta di niente e anche se non possiamo proibirne l'uso, e l'abuso, è nostro dovere, almeno, informare e avvisare i nostri ragazzi che l'alcol, come il fumo, danneggia fortemente la salute.

Nel contempo dovremmo anche contrastare campagne educazionali/promozionali che tendono a promuoverne l'uso "moderato e responsabile". Non è accettabile promuovere l'uso di una sostanza che è stata inserita tra i cancerogeni.

No alcol: educare dall’infanzia

Sul territorio sono nate tante lodevoli iniziative da parte di volontari, di gruppi di auto mutuoaiuto ma manca un progetto, curricolare, fin dai primi anni di vita (e prima della nascita) di sostegno alla genitorialità e di aiuto a genitori e ai bambini. Serve una collaborazione con tutte le figure professionali che ruotano nell'universo infanzia con iniziative indipendenti e senza possibili conflitti di interesse.

Importante il ruolo, oltre che dei genitori, della comunità, a partire dall'asilo nido alla scuola materna, fino alla scuola dell'obbligo. Siamo tutti coinvolti, pediatri ed educatori, insegnanti, pedagogisti, psicologi, infermieri, ostetriche e altre figure professionali ma dobbiamo puntare ad una iniziativa curricolare, permanente, che non dipenda solamente dalla buona volontà e disponibilità di pochi. Bisogna che la società, e chi gestisce la salute, investa in prevenzione a partire dai "primi 1000 giorni di vita" (dal concepimento al compimento del secondo anno di vita - Fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità) per contrastare anche la "povertà educativa" con iniziative dirette a genitori, bambini e adolescenti.

Alcol e fuga dalla realtà

Il consumo di alcol, come l'uso di droghe, a volte rappresenta un rifugio, una fuga da una situazione sociale disagiata o da uno stato di malessere che non si contrasta solo proibendo ma cercando di intercettare, capire, ed aiutare. Purtroppo spesso alcune scelte politiche seguono più le strategie delle "percezioni", dei desideri della maggioranza e di necessità del mercato anziché obiettivi educativi.

Abbiamo bisogno di una società che diventi "educante". Siamo in ritardo ma "non è mai troppo tardi", come diceva il maestro Manzi, per cercare di arginare l'epidemia di disturbi psicologici, psichiatrici e di disagio giovanile.

L'aumento, in età pediatrica (periodo che va dalla nascita al compimento del 18 anno di vita), di "malessere" mentale e psicologico e malattie psichiatriche, oltre al consumo di "sostanze", tra cui l'alcol ci deve far riflettere e spingere ad agire sollecitamente programmando investimenti in salute e in prevenzione privi di interessi commerciali.

Importante è il ruolo delle Istituzioni, tenuto anche conto che la medicina scolastica è stata smantellata, i consultori, almeno per la parte pediatrica, sono in via di estinzione e la pediatria di famiglia è in attesa di risposte a proposte, ad ora, inascoltate su questi temi.

Alberto Ferrando




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