Invecchiamento della popolazione e prevenzione dell'infiammazione

10 giugno 2021
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Invecchiamento della popolazione e prevenzione dell'infiammazione


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Secondo i dati Eurostat, l'Italia è il Paese europeo che registra la più alta percentuale di over 65enni sul totale della popolazione, cioè il 22,8%, che corrisponde a oltre 14 milioni di anziani di cui 14.804 ultracentenari. Un trend in costante aumento che è il riflesso di una serie di fattori tra i quali: un sistema sanitario nazionale efficiente, una robusta impalcatura sociale che pone il soggetto anziano al centro della comunità, ed uno stile di vita sano e la dieta Mediterranea.

Il programma dell’OMS: una decade di healthy ageing


Questi fattori hanno ispirato il programma dell'OMS "Decade of Healthy Ageing 2021- 2030", un documento nato per orientare tutti i protagonisti della sanità - istituzionali e privati - verso un impegno concreto in termini di progetti e politiche a favore degli individui senior e delle comunità in cui essi vivono. La relativa App ICOPE, aiuta pazienti, caregiver e medici a valutare il decadimento fisico e cognitivo, oltre a consigliare un piano di intervento.

Anziani politrattati, a rischio interazione tra farmaci


Il futuro della nostra società è quindi sempre più legato alla buona salute degli over 65enni e alla ricerca di un "protocollo" di prevenzione, sane abitudini e adeguate terapie atte a mantenere alte le performance psico-fisiche, sociali, professionali e familiari delle nuove generazioni di anziani. Perché se è vero che da una parte una alta percentuale di over 65enni costituisce una risorsa, dall'altra il paziente anziano è ineludibilmente avviato al "declino fisiologico" sul piano neurologico, endocrino, immunitario ed è dunque un soggetto fragile. E in ragione di questa fragilità è spesso un paziente con multimorbilità, cronico e politrattato. Quest'ultimo aspetto, il poli-trattamento, è l'artefice della virtuosa longevità degli italiani, ma può anche essere causa della loro morbilità.

È, infatti, inevitabile quando si parla di anziani considerare che essi rappresentano la fascia di popolazione maggiormente esposta ai rischi di interazioni tra farmaci e relative reazioni avverse. Dati di AIFA del 2020 mostrano come il 55% dei senior riceve mediamente da 5 a 9 farmaci al giorno, e in particolare si stima che circa il 14% farebbe uso quotidiano addirittura di più di 10 farmaci.

La prevenzione primaria e il controllo dell’infiammazione

Da queste considerazioni nascono le nuove sfide della medicina e della ricerca in ambito geriatrico: sviluppare la ricerca su nuovi farmaci, migliorare i protocolli, formare specificatamente i medici, riconoscere nell'ambiente socioculturale del paziente una causa importante della malattia, riconnettere la medicina con i fattori sociali e culturali che influenzano il paziente; riportare la nutrizione e la prevenzione al centro dell'azione medica, sviluppare nuovi paradigmi farmacologici.

Proprio su quest'ultimo aspetto, nell'ultimo decennio nuove possibili soluzioni terapeutiche sono state indagate per offrire una risposta utile al trattamento della condizione che sottende come un fil rouge le diverse patologie dell'anziano: l'infiammazione, e in particolare quella forma subdola chiamata infiammazione cronica sistemica di basso grado, il killer silenzioso di molti anziani.

È noto in letteratura, che la vecchiaia è caratterizzata da uno stato pro-infiammatorio e molte malattie correlate all'età, hanno alla base meccanismi direttamente o indirettamente correlati all'infiammazione silenziosa. Questo fenomeno viene definito inflammaging, infiammazione associata all'invecchiamento: definisce lo stato infiammatorio cronico acuto o subclinico sistemico connesso a molte malattie età-correlate.

In questo contesto si inserisce l'utilizzo della Low Dose Medicine con la sua visione sistemica del malato che mette a disposizione una farmacologia biologica low dose, in grado di assicurare trattamenti anche di lungo periodo nella massima sicurezza clinica, anche in caso di patologie complesse e croniche come sono spesso quelle degli anziani.

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