Milan Longevity Summit. Vivere sani e a lungo, la ricetta per il futuro
Sabato 22 marzo a Milano, all'interno del Milan Longevity Summit 2025, due esperti internazionali si sono confrontati sui temi della longevità e della salute. Eileen Crimmins, titolare della cattedra AARP in Gerontologia presso l'Università della California del Sud, e il professor Francesco Billari, Rettore dell'Università Bocconi, hanno discusso le conseguenza dell'aumento dell'aspettativa di vita, evidenziando il divario tra anni vissuti e anni in salute, e commentato le implicazioni economiche e sociali dell'invecchiamento sulla popolazione italiana.
Aspettativa di vita vs anni in salute
Se nell'ultimo secolo l'aspettativa di vita è raddoppiata, gli anni vissuti in buona salute non sempre hanno tenuto il passo. Nel suo intervento la professoressa Crimmins ha mostrato le principali sfide legate al bilanciamento tra longevità e salute, mettendo in luce il crescente divario tra la durata della vita e quella della salute e offrendo alcuni spunti per superarle, come affrontare le disuguaglianze e promuovere un futuro più sano.
Il controllo delle malattie infettive e i progressi medici hanno contribuito all'aumento dell'aspettativa di vita, che nei Paesi sviluppati ha raggiunto e superato gli 80 anni. Tuttavia, il rallentamento di questi progressi negli ultimi decenni è un motivo di riflessione: "Abbiamo aggiunto anni alla vita, ma non sempre vita agli anni", ha dichiarato Crimmins.
Le malattie cardiovascolari, una delle principali cause di mortalità, sono state ridimensionate attraverso trattamenti innovativi, ma sono emerse problematiche come l'obesità e le malattie croniche. Inoltre, in molti Paesi sviluppati, tra cui l'Italia, sono in aumento gli anni vissuti con disabilità o malattie croniche, un trend che fa riflettere sulla necessità di un approccio preventivo più efficace.
C'è poi il tema delle disuguaglianze: fattori socioeconomici, ambientali e culturali incidono profondamente sulla qualità della vita, rendendo alcuni gruppi più vulnerabili all'insorgenza precoce di malattie.
Per migliorare la durata della salute è fondamentale agire precocemente, intervenendo sui fattori di rischio già nelle prime fasi della vita. Nei suoi studi, Crimmins sottolinea l'importanza della prevenzione, ovvero quanto politiche mirate, innovazioni tecnologiche e campagne di sensibilizzazione possano ridurre il carico delle malattie croniche e promuovere una società più equa e longeva. Il futuro della salute pubblica passa attraverso l'equilibrio tra longevità e salute: occorre investire su prevenzione e riduzione delle disuguaglianze, una strada impegnativa ma ricca di potenziale per migliorare la qualità di vita di milioni di persone.
Le sfide demografiche dell'Italia
L'Italia si trova di fronte a una sfida demografica senza precedenti, a causa di un rapido invecchiamento della popolazione e di un calo della natalità che rischiano di compromettere la sostenibilità economica e sociale del Paese.
L'Italia, infatti, è il Paese europeo con la percentuale più alta di spesa pensionistica rispetto al PIL, un primato che sottolinea la pressione esercitata dalla popolazione anziana sulle finanze pubbliche. Tuttavia, il Paese non spicca per gli investimenti in sanità o istruzione: "Meno del 30% dei giovani italiani è laureato, un dato ben al di sotto di Paesi come Corea e Giappone", ha sottolineato il professor Billari, spiegando quanto l'istruzione superiore sia essenziale per preparare le nuove generazioni alle sfide future. Secondo il Rettore, è necessaria una riforma della scuola per aumentare la longevità e la qualità della vita.
Inoltre, bisogna risolvere il problema del rapido spopolamento delle aree interne e montuose dell'Italia, aggravato dalla chiusura delle scuole e dalla mancanza di nuove famiglie. "La distruzione di una comunità inizia con la chiusura di una scuola", ha osservato Billari, sottolineando come l'immigrazione rappresenti l'unica soluzione sostenibile per rivitalizzare queste zone. Politiche mirate all'integrazione di nuove famiglie e al rafforzamento dei servizi essenziali nelle aree fragili sono, quindi, fondamentali.
Nonostante le difficoltà, il Rettore della Bocconi ha espresso ottimismo sulle opportunità che l'Italia può cogliere. Con il primato delle Blue Zones, aree in cui la popolazione raggiunge un'eccezionale longevità, e una ricca tradizione di innovazione, il Paese può diventare un laboratorio per nuovi modelli di sviluppo demografico e sanitario. Senza scordare l'economia d'argento, il settore dedicato ai bisogni e ai servizi per la popolazione anziana, che offre enormi potenzialità per la crescita economica e l'innovazione sociale.
Al termine dell'incontro si è svolto il panel Brain Health: The Key to Extending Health Span and Life Span, sponsorizzato da Lundbeck Italia e moderato da Ludovico Baldessin, Ceo di Edra, che ha visto un confronto di esperti internazionali sulle strategie per la salute del cervello attuate in diversi Paesi.
Fonte: Sanità33
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