Disturbi alimentari: una nuova possibile via con i farmaci anti-obesità?

12 dicembre 2025
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Disturbi alimentari: una nuova possibile via con i farmaci anti-obesità?



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Un caso clinico pubblicato su Nature Medicine riporta un temporaneo silenziamento dei segnali cerebrali legati alla fame compulsiva in una paziente in terapia con tirzepatide. Potrebbe essere un altro effetto del nuovo farmaco usato per la cura del diabete e la perdita di peso? Gli autori precisano però che si tratta di un'osservazione isolata, non sufficiente a definire un effetto terapeutico sui disturbi alimentari.


I segnali cerebrali della fame compulsiva

Un recente case study riporta un'osservazione insolita: una paziente che assumeva tirzepatide non mostrava segnali cerebrali tipici della fame compulsiva nei primi mesi di monitoraggio.
Il dato arriva da una sperimentazione di stimolazione cerebrale profonda per bulimia e binge-eating, grazie a un dispositivo impiantato con cui i ricercatori registrano l'attività del nucleus accumbens, l'area del cervello coinvolta nei meccanismi di ricompensa e nelle compulsioni alimentari.


Il confronto con altri pazienti

Lo studio include quattro persone con disturbi da alimentazione incontrollata.
● La paziente in terapia con tirzepatide riferiva meno pensieri ossessivi sul cibo e mostrava attività cerebrale molto bassa.
● Le altre tre, non in trattamento con tirzepatide, presentavano invece segnali elevati e frequenti episodi di binge-eating.
Questo ha portato i ricercatori a ipotizzare un possibile effetto del farmaco sui circuiti cerebrali legati agli impulsi alimentari.


Un effetto solo temporaneo

Dopo circa cinque mesi, però, i segnali della fame compulsiva sono riapparsi nella stessa paziente, insieme ai pensieri ossessivi sul cibo.
L'osservazione suggerisce che l'effetto - se collegato al farmaco - sia temporaneo e non sufficiente a modificare stabilmente il disturbo.


Cosa significa per chi usa tirzepatide?

Secondo Casey Halpern, coordinatore dello studio, tirzepatide non è stato sviluppato per agire sui circuiti cerebrali della ricompensa, ma per la gestione del diabete e della perdita di peso. Per un possibile impiego nei disturbi da alimentazione incontrollata gli agonisti del GLP-1 dovrebbero essere riprogettati e ottimizzati tenendo conto dei meccanismi della salute mentale.

Serviranno studi più ampi e controllati per capire se esiste davvero una relazione tra tirzepatide e i meccanismi che regolano le compulsioni alimentari.

Fonte: Nutrizione33




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