Obesità infantile, perché la prevenzione deve iniziare presto
In Italia quasi un bambino su cinque tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e circa il 10% è obeso. I dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) delineano un quadro che conferma l'obesità infantile come una delle principali sfide di salute pubblica dell'età evolutiva, con una maggiore diffusione nelle famiglie con condizioni socio-economiche più fragili e nel Mezzogiorno. In occasione della Giornata mondiale contro l'obesità, la Federazione italiana medici pediatri (FIMP) sottolinea il ruolo centrale della prevenzione precoce e del pediatra di famiglia nel monitorare la crescita e guidare le famiglie verso stili di vita più sani.
L'obesità nei bambini non è solo una questione di peso corporeo, ma una condizione che può influenzare lo stato di salute nel corso della vita. Il riconoscimento dell'obesità come malattia cronica ha contribuito a cambiare l'approccio clinico, spostando l'attenzione sulla prevenzione e sull'intervento precoce, già in età pediatrica. I bambini con eccesso di peso hanno infatti un rischio maggiore di sviluppare nel tempo patologie metaboliche e cardiovascolari.
Secondo i pediatri della FIMP, il pediatra di famiglia rappresenta il primo punto di riferimento per individuare precocemente eventuali segnali di rischio. Attraverso i controlli periodici segue con continuità la crescita: il pediatra può monitorare peso, altezza e indice di massa corporea, identificando eventuali deviazioni dai parametri attesi per l'età.
Anche il dialogo con i genitori è un elemento fondamentale: accompagnare le famiglie nella costruzione di abitudini alimentari equilibrate e nella promozione dell'attività fisica può contribuire a prevenire l'eccesso di peso già nei primi anni di vita, tutelando la salute futura.
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