A che età il primo smartphone? La risposta dei pediatri

26 novembre 2025
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A che età il primo smartphone? La risposta dei pediatri



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Prima o poi ogni genitore si trova a dover affrontare la domanda: "Perché non mi compri un cellulare?". O meglio, oggi sarebbe più corretto dire uno smartphone. Ma fino a che età è opportuno opporsi alle richieste dei più piccoli per preservare la loro salute? In nostro aiuto, la Società Italiana di Pediatria (Sip) ha pubblicato nuove raccomandazioni sull'uso dei dispositivi digitali in età evolutiva, introducendo indicazioni più restrittive rispetto alle precedenti linee guida e vietando lo smartphone personale sotto i 13 anni.


Perché la SIP dice no allo smartphone sotto i 13 anni

Le linee, presentate agli Stati Generali della Pediatria 2025, nascono dalla revisione di 80 studi internazionali e puntano a ridurre gli effetti negativi dell'esposizione digitale su linguaggio, sonno, peso, attenzione e benessere emotivo. Tra i messaggi chiave: limitare gli schermi nei primi anni di vita, posticipare l'accesso ai social e rafforzare il ruolo educativo di adulti e scuola.

Secondo la Sip, l'utilizzo precoce e non supervisionato dei dispositivi digitali può interferire con lo sviluppo fisico, cognitivo e relazionale dei minori. Il nuovo documento evidenzia che trenta minuti al giorno di schermi sotto i due anni possono raddoppiare il rischio di ritardo del linguaggio, mentre ogni ora aggiuntiva riduce il sonno dei bambini tra i tre e i cinque anni. L'uso quotidiano superiore ai cinquanta minuti tra i tre e i sei anni appare associato a un aumento del rischio di ipertensione pediatrica e sovrappeso. Da qui la scelta di posticipare l'accesso allo smartphone personale e rafforzare la supervisione adulta.


Le nuove soglie di utilizzo degli schermi per fasce d'età

Le raccomandazioni SIP confermano limiti già noti e introducono ulteriori restrizioni.
● Sotto i 2 anni: nessun dispositivo.
● 2-5 anni: meno di un'ora al giorno.
● Dai 5 anni in su: meno di due ore al giorno.
La Sip indica inoltre di evitare l'uso dei dispositivi durante i pasti e prima del sonno, posticipare l'ingresso nei social media e utilizzare strumenti di controllo parentale. Le attività off-line, come gioco, lettura, sport e esperienze all'aperto, devono essere prioritarie. L'accesso a internet è previsto solo dopo i 13 anni e deve essere supervisionato.


Quali rischi comporta un uso eccessivo del digitale

La letteratura esaminata dalla Sip evidenzia diversi rischi associati all'uso intensivo dei dispositivi: ritardi del linguaggio e difficoltà attentive nei più piccoli, disturbi del sonno negli adolescenti, aumento dei sintomi ansiosi e depressivi, e una prevalenza del gaming disorder stimata tra 1,7% e 10,7%. Si registra inoltre un uso problematico dello smartphone fino al 20% dei giovani e un aumento del cyberbullismo del 26% tra i 10 e i 13 anni. Altri aspetti critici riguardano la precoce esposizione a contenuti violenti o sessuali e alla pornografia online.


Il ruolo dei genitori e della scuola secondo i pediatri

Per la Sip, mettere regole non basta: serve un percorso educativo condiviso tra famiglie, scuola e professionisti sanitari.

"Una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva", sottolinea il Presidente Sip Rino Agostiniani.

La pediatra Elena Bozzola, Coordinatrice della Commissione Dipendenze digitali, ricorda che un uso eccessivo degli schermi sottrae tempo al gioco e alla socialità, influenzando autostima e benessere emotivo. L'obiettivo, affermano i pediatri, è aiutare bambini e adolescenti a sviluppare un rapporto sano con la tecnologia, proteggendo crescita e relazioni.

Fonte: Pediatria33




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