Che ansia, che angoscia

31 marzo 2020
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Che ansia, che angoscia


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Quando si tratta di disturbi della psiche bisogna rispolverare un vecchio detto latino: "est modus in rebus", cioè "c'è modo e modo". Questo vale per la depressione e a maggior ragione per l'ansia. L'emergenza Covid-19 è anche una questione psichiatrica. Disturbi come ansia e depressione minacciano l'intera popolazione con particolare coinvolgimento delle categorie più esposte. Se l'ansia assume forme che impediscono le attività quotidiane, spesso ha senso parlare di disturbo d'ansia. 
I molti diversi disturbi in cui gli psichiatri distinguono le manifestazioni dell'ansia patologica sono un male molto diffuso. Come sempre ci si deve appoggiare a dati statunitensi, secondo i quali nell'arco della vita sono quasi cinque su cento le persone che prima o poi andranno incontro a fenomeni di ansia patologica. 
Inoltre, l'ansia si accompagna spesso ad altri disturbi, in particolare la depressione. In effetti, per alcune delle forme del disturbo d'ansia la presenza anche della depressione ha una frequenza elevatissima: il 60-67% dei casi.

L'ambiente ma anche la chimica


Non è facile dire che cosa causa questi disturbi. In linea generale si distinguono due ordini di cause. Ci sono gli eventi ambientali, veri e propri stressor, che hanno un ruolo fondamentale un po' in tutti i disturbi psichiatrici: esiste anche una depressione reattiva, a voler vedere. D'altra parte è anche vero che se gli stressor sono uguali per tutti, non tutti reagiscono sviluppando disturbi d'ansia. Qui sono stati proposti due modelli di spiegazione. Da una parte ci sono i tratti caratteriali: studi retrospettivi hanno dimostrato che i bambini molto repressi, che sviluppano inibizioni nei confronti di alcuni comportamenti per altri versi normali (l'ira, la paura) sono più propensi a sviluppare i disturbi d'ansia, o anche la depressione. Un secondo schema di spiegazione punta invece alle basi biologiche. Infatti le risposte di paura ed eccitazione hanno ben precisi meccanismi fisici, in cui sono coinvolte sia particolari aree del cervello sia i neurotrasmettitore serotonina e noradrenalina. Nelle personalità inibite, in effetti, si sono riscontrate alterazioni del sistema noradrenergico, in particolare, ma anche del sistema serotoninergico. Per inciso, gli stessi neurotrasmettitori coinvolti nel meccanismo della depressione.

Nomi diversi, differenze sfumate


Attualmente in letteratura si distinguono tre grandi forme di disturbod'ansia, che si possono illustrare separatamente in modo abbastanzasemplice.
Gli attacchi di panico sono la manifestazione più forte deldisturbo d'ansia. Chi ne è colpito prova un vero e proprio panico chegli rende quasi impossibile fronteggiare situazioni anche assolutamentebanali, Ovviamente, vista l'intensità del coinvolgimento, ci sono anchesintomi fisici: palpitazioni, accelerazione del battito cardiaco,sudorazione. Un altro tratto distintivo è che spesso il principaletimore che si presenta è quello di impazzire, che altro non è se non iltimore di perdere il controllo non soltanto sull'ambiente ma anche su sestessi.
Vi è poi il disturbo d'ansia generalizzato, nel quale insostanza si assiste a una "drammatizzazione" di un po' tutte le attivitàche normalmente si svolgono, che vengono indistintamente caricate diun'attesa negativa, un po' come sentire che tutto sia pericoloso odestinato a prendere una brutta piega. In questo caso a fare ladifferenza è il fatto che questa situazione si ripresenta nella maggiorparte dei giorni. Di solito questo disturbo è accompagnatodall'insonnia, che a sua volta provoca facilità di affaticamento, edall'irritabilità.
Vi è poi il post-traumatic stress disorder(disturbo da stress post traumatico). Già la definizione è esplicativa:si tratta del disturbo che colpisce chi è stato vittima o testimonediretto di avvenimenti che hanno messo a repentaglio la vita sua o dipersone vicine, o comunque avvenimenti che lui ha interpretato comepotenzialmente pericolosi: dalle violenze alle calamità naturali. Lemanifestazioni si centrano soprattutto sull'impossibilità di "uscire"dall'avvenimento traumatico, che viene continuamente rivissuto. Questo"blocco" si presenta anche sottoforma di incubi e, inoltre, crisi eforte stress si producono quando alla persona si presentano oggetti,situazioni e discorsi che richiamano la precedente esperienzatraumatica.
Nei disturbi d'ansia rientrano anche le fobie, acominciare dalla più comune: l'agorafobia. Si tratta di una formad'ansia quando non vera e propria paura che coglie negli spazi aperti,soprattutto se affollati, dai quali si ritiene difficile, se nonimpossibile, allontanarsi senza provare imbarazzo. Accanto a questa sicolloca la fobia sociale, a volte indicata come ansia sociale, che puòessere legata a molte situazioni diverse o a una sola situazione.L'ingrediente immancabile, però, è la presenza degli altri.
Ledistinzioni, poi, possono essere anche più sottili, ma probabilmentepoco utili per chi si trovi a soffrire di ansia patologica. Comeaccennato, si tratta, comunque, di situazioni comuni in cui il confinetra normalità e patologia è segnato dall'entità del disturbo e dalla suacapacità di interferire nella vita della persona.

Fonte:
  • Major depression, panic disorder and generalized anxiety disorder in adults in primary care. Institute for Clinical Systems Improvement. 1996 Jan (revised 2002 May)
  • Mogotsi M, Kaminer D, Stein DJ. Quality of life in the anxiety disorders. Harv Rev Psychiatry 2000; 8: 273-82
  • Lecrubier Y. The burden of depression and anxiety in general medicine. J Clin Psychiatry 2001; 62 Suppl. 8: 4-9

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