Fibrillazione atriale

29 agosto 2017

Fibrillazione atriale



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Definizione


La fibrillazione atriale è un'aritmia cardiaca che origina dagli atri del cuore. Nel normale ritmo cardiaco, l'impulso generato dal nodo seno atriale causa la contrazione del muscolo cardiaco e permette il pompaggio del sangue. Nella fibrillazione atriale, gli impulsi elettrici che danno luogo alla contrazione degli atri si attivano in maniera totalmente caotica e frammentaria dando origine a multipli fronti d'onda e a contrazioni disorganizzate e frammentarie. La fibrillazione atriale è più frequente in presenza di patologie cardiache strutturali. È un'aritmia relativamente frequente in persone anziane senza evidenti anomalie cardiache e può presentarsi anche in soggetti giovani o adulti in assenza di apparenti cause organiche, una condizione definita fibrillazione atriale solitaria.

Cause


La fibrillazione atriale è spesso innescata dalla presenza di uno o più foci ectopici, i punti all'interno del cuore dove ha origine l'impulso di un'extrasistole, che scaricano a elevata frequenza, situati di solito allo sbocco di una o più vene polmonari. Il numero di impulsi atriali che, in modo irregolare e caotico, raggiunge il nodo atrioventricolare è elevato, ma viene variamente bloccato nel nodo stesso, limitando la frequenza ventricolare.

Sintomi

Il paziente quasi sempre presenta sintomi all'insorgenza dell'aritmia. Anche se non sono infrequenti casi di fibrillazione atriale del tutto asintomatici che vengono scoperti casualmente durante una visita clinica o l'esecuzione di un Ecg. Il sintomo più frequente è rappresentato da palpitazioni, che il paziente riferisce presentarsi come battiti accelerati, ma allo stesso tempo irregolari, con pause variabili. In diversi casi può manifestarsi con sintomi di scompenso cardiaco, soprattutto quando è presente una patologia cardiaca di base. Infatti, la perdita di una sistole atriale efficace e la tachicardia favoriscono lo scompenso emodinamico.

Diagnosi

La diagnosi viene effettuata principalmente con un elettrocardiogramma. La fibrillazione atriale è caratterizzata dall'assenza di onde di attivazione regolari e morfologicamente simili.

Cure

La terapia può avere due obiettivi: controllare semplicemente la frequenza cardiaca o ripristinare il ritmo sinusale. Lo sblocco dell'aritmia può essere ottenuto con l'uso di farmaci o mediante cardioversione elettrica. I farmaci indicati per ottenere questo obiettivo sono soprattutto amiodarone, flecainide, propafenone, chinidina e disopiramide. La cardioversione (farmacologica o elettrica) non è indicata quando l'aritmia è di oltre 48 ore. In questi casi è bene solo controllare la frequenza ventricolare ed effettuare, per almeno 4-6 settimane, un trattamento anticoagulante prima di procedere al ripristino del ritmo sinusale, ricorrendo alla cardioversione elettrica. Nei pazienti che tollerano bene la fibrillazione atriale cronica può essere indicato non intervenire sulla fibrillazione atrialee controllando semplicemente la frequenza cardiaca con l'uso di beta bloccanti o calcio antagonisti. Nei pazienti con un rischio significativo di fenomeni trombo embolici è inoltre indicato il trattamento con anticoagulanti orali.


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