Battiti ectopici o extrasistolici

18 novembre 2020

Battiti ectopici o extrasistolici


I battiti ectopici possono essere atriali, giunzionali e ventricolari. Sono condizioni nella larga maggioranza dei casi benigne, per lo più favorite da stress e da sostanze come caffè, tabacco, tè, alcol. È molto difficile, se non impossibile, distinguerli all'esame obiettivo.

I pazienti con extrasistoli, quando sintomatici, riferiscono episodi di battito mancato, di cuore che si ferma o di sfarfallio nel petto. All'esame obiettivo il medico rileva un polso regolare con salti più o meno frequenti di un battito o con battiti anticipati di ampiezza minore. L'auscultazione del cuore conferma i rilievi al polso.

Nel paziente cardiopatico è la distensione degli atri (insufficienza mitralica, scompenso congestizio) a favorire i battiti ectopici atriali e giunzionali ed a precedere, a volte, tachicardie atriali e fibrillazione atriale. Nei soggetti sani è opportuno consigliare la rimozione dei fattori favorenti.

Poco frequente è l'utilizzo di ansiolitici o di beta-bloccanti (ad es., sotalolo o propanololo), al bisogno o per periodi limitati. Le extrasistoli ventricolari possono essere isolate o a cadenza bigemina (ad es., intossicazione digitalica, con possibili episodi di sincope), trigemina, ecc.

Nei soggetti giovani e sani hanno scarso significato, se sporadiche. Nei cardiopatici, specie dopo infarto, possono causare aritmie pericolose per la vita (morte improvvisa). In altri casi, come nello scompenso, possono peggiorare il quadro clinico. Oltre che a correggere eventuale sovradosaggio di digitale ed ipokalemia, nei cardiopatici è ancora discussa l'efficacia degli antiaritmici per prevenire la morte improvvisa da extrasistole.

Leggi anche: L'Esperto Risponde: Domande e risposte di Extrasistole

Fonte:

GUARDIA MEDICA
La Continuità Assistenziale in Medicina Generale

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