Alprazolam Aurobindo

01 luglio 2026

Alprazolam Aurobindo


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Cos'è Alprazolam Aurobindo (alprazolam)


Alprazolam Aurobindo è un farmaco a base di alprazolam, appartenente al gruppo terapeutico Ansiolitici benzodiazepinici. E' commercializzato in Italia da Aurobindo Pharma (Italia) S.r.l.

Confezioni e formulazioni di Alprazolam Aurobindo disponibili in commercio


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A cosa serve Alprazolam Aurobindo e perchè si usa


Trattamento sintomatico a breve termine dell'ansia.

L'alprazolam è indicato soltanto quando il disturbo è grave, disabilitante e sottopone il soggetto a grave disagio.

Indicazioni: come usare Alprazolam Aurobindo, posologia, dosi e modo d'uso


Posologia

Il trattamento deve essere il più breve possibile. Si raccomanda una rivalutazione del paziente al termine di un periodo di trattamento non più lungo di 4 settimane e la necessità di un trattamento continuato deve essere valutata attentamente, particolarmente se il paziente è senza sintomi. La durata totale del trattamento non deve essere superiore a 8-12 settimane, compreso un periodo di sospensione graduale.

In determinati casi, può essere necessaria l'estensione oltre il periodo massimo di trattamento; in tal caso, ciò non deve avvenire senza rivalutazione della condizione del paziente da parte di uno specialista. Come con tutte le benzodiazepine, i medici devono essere informati che in alcuni pazienti l'uso a lungo termine può portare a dipendenza.

Il dosaggio ottimale di Alprazolam Aurobindo deve essere basato a seconda della gravità dei sintomi e della risposta individuale del paziente. Deve essere utilizzata la dose più bassa in grado di controllare i sintomi. Il dosaggio deve essere rivalutato ad intervalli non superiori alle 4 settimane. La dose abituale è riportata più sotto; in quei pochi pazienti che necessitano di dosi più elevate, il dosaggio deve essere aumentato gradualmente per evitare effetti avversi. Quando è richiesto un dosaggio più alto, deve essere aumentata la dose serale prima di quelle diurne. In generale i pazienti che non sono mai stati trattati con psicofarmaci richiederanno dosi minori rispetto a quei pazienti precedentemente trattati o a pazienti con un passato di alcolismo cronico.

Il trattamento deve essere diminuito gradualmente. Durante la sospensione del trattamento con alprazolam, il dosaggio deve essere ridotto lentamente secondo la buona pratica medica. Si suggerisce di ridurre il dosaggio giornaliero di alprazolam di non più di 0,5 mg ogni 3 giorni. Alcuni pazienti possono richiedere una riduzione ancora più graduale.

Anziani:

Nei pazienti anziani la clearance del medicinale è ridotta e come con le altre benzodiazepine vi è un'aumentata sensibilità al medicinale.

Popolazione pediatrica:

La sicurezza e l'efficacia di alprazolam non sono state stabilite nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni; pertanto, l'uso di alprazolam non è raccomandato.

Modo di somministrazione

Ansia: da 0,25 a 0,50 mg 3 volte al giorno aumentando fino ad un totale di 3 mg al giorno, se necessario.

Pazienti anziani o in presenza di malattie debilitanti: 0,25 mg 2-3 volte al giorno da aumentare gradualmente se necessario e se tollerato dal paziente.

Se si verificano effetti collaterali, la dose deve essere ridotta. Si consiglia di rivedere regolarmente il trattamento e di interrompere l'uso il prima possibile. In caso di necessità di un trattamento a lungo termine, deve essere preso in considerazione un trattamento intermittente per minimizzare il rischio di dipendenza.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Alprazolam Aurobindo


Ipersensibilità alle benzodiazepine, all'alprazolam o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Miastenia grave.

Grave insufficienza respiratoria.

Sindrome da apnea notturna.

Grave insufficienza epatica.

Alprazolam Aurobindo può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza

Se Alprazolam Aurobindo viene prescritto ad una donna in età fertile, la paziente deve essere avvertita dell'opportunità di contattare il medico per interrompere l'assunzione del prodotto nel caso intenda iniziare una gravidanza o sospetti di essere incinta.

Numerosi dati basati su studi di coorte indicano che l'esposizione alle benzodiazepine nel corso del primo trimestre non è associato ad un rischio di malformazioni importanti. Tuttavia, alcuni dei primi studi caso-controllo epidemiologici hanno rilevato un aumento del rischio di schisi orale.

I dati indicavano che il rischio di avere un bambino con schisi orale dopo esposizione materna alle benzodiazepine era inferiore a 2/1000 rispetto alla percentuale attesa per questi difetti di circa 1/1000 nella popolazione generale.

Il trattamento con benzodiazepine a dose elevata durante il secondo o il terzo trimestre di gravidanza ha rivelato una riduzione dei movimenti attivi fetali e una variabilità del ritmo cardiaco fetale.

Se per motivi medici, il prodotto è somministrato durante l'ultimo periodo della gravidanza, anche dosi basse, si possono osservare effetti della sindrome del neonato flaccido, quali ipotonia assiale, problemi di suzione che portano a scarso aumento di peso. Questi segni sono reversibili ma possono durare da 1 a 3 settimane, secondo l'emivita del prodotto. A dosi elevate nel neonato possono comparire depressione respiratoria o apnea e ipotermia.

Inoltre, pochi giorni dopo la nascita sono stati osservati sintomi di astinenza neonatale con ipereccitabilità, agitazione e tremore, senza comparsa di sindrome del neonato flaccido. La comparsa di sintomi da astinenza dopo la nascita dipende dall'emivita della sostanza.

Tenendo conto di questi dati, l'uso di alprazolam durante la gravidanza può essere valutato, rispettando rigorosamente le indicazioni terapeutiche e la posologia.

Se durante l'ultimo periodo della gravidanza è necessario il trattamento con alprazolam, devono essere evitate dosi elevate e nei neonati devono essere monitorati i sintomi da astinenza e/o la sindrome del neonato flaccido.

Allattamento

Alprazolam viene escreto nel latte materno in piccole quantità. Tuttavia, non è raccomandato durante l'allattamento al seno.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico



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