Cardioral

24 gennaio 2021

Cardioral


Condividi su FacebookCondividi su LinkedInCondividi su Twitter


Cos'è Cardioral (acido acetilsalicilico)


Cardioral è un farmaco a base di acido acetilsalicilico, appartenente al gruppo terapeutico Antiaggreganti piastrinici, Antipiretici, Analgesici FANS. E' commercializzato in Italia da IBSA Farmaceutici Italia S.r.l.

Confezioni e formulazioni di Cardioral disponibili in commercio


Selezionare una delle seguenti confezioni di Cardioral disponibili in commercio per accedere alla scheda completa, visualizzare il prezzo e scaricare il foglietto illustrativo (bugiardino):

A cosa serve Cardioral e perchè si usa


  • Prevenzione secondaria dell'infarto miocardico.
  • Prevenzione del rischio cardiovascolare in pazienti affetti da angina pectoris stabile.
  • Storia di angina pectoris instabile, non durante la fase acuta.
  • Prevenzione di ri-occlusione dei by-pass aortocoronarici (CABG).
  • Angioplastica coronarica, eccetto durante la fase acuta.
  • Prevenzione secondaria di attacchi ischemici transitori (TIA) e accidenti cerebrovascolari ischemici (CVA), previa esclusione di possibili emorragie intracerebrali.
CARDIORAL non è raccomandato in situazioni di emergenza. Il suo utilizzo è limitato alla prevenzione secondaria, con trattamento cronico.

CARDIORAL è indicato negli adulti e nei bambini al di sopra dei 12 anni.

Indicazioni: come usare Cardioral, posologia, dosi e modo d'uso


CARDIORAL non deve essere assunto senza un parere medico sull'appropriatezza del trattamento. Il trattamento deve essere a lungo termine e sotto controllo medico.

Posologia

Adulti

La dose abituale è di 75 mg al giorno.

Anziani

La dose abituale per gli adulti è raccomandata in assenza di grave insufficienza renale o epatica (vedere paragrafi 4.3 “Controindicazioni“ e 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego“).

Bambini

Non si consiglia l'uso di CARDIORAL nei bambini al di sotto di 12 anni (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego“).

Modo di somministrazione

Deglutire la capsula con acqua.

Controindicazioni: quando non dev'essere usato Cardioral


  • Ipersensibilità al principio attivo, ai composti dell'acido salicilico o ad uno qualsiasi degli eccipienti, o ad altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (reattività crociata).
  • Pazienti con mastocitosi preesistente, in cui l'uso dell'acido acetilsalicilico può indurre gravi reazioni di ipersensibilità (inclusi shock circolatorio con vampate di calore, ipotensione, tachicardia e vomito).
  • Storia di asma indotta dalla somministrazione di acetilsalicilati o sostanze con attività simile, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei.
  • Pazienti affetti da disturbi gastrici o che abbiano sofferto di dolori allo stomaco in seguito all'assunzione di aspirina.
  • Insufficienza cardiaca grave non controllata.
  • Ulcera peptica attiva e/o sanguinamento gastrointestinale
  • Rischio emorragico o altri tipi di sanguinamento come emorragie cerebrovascolari.
  • Insufficienza epatica grave.
  • Grave insufficienza renale.
  • Pazienti con diatesi emorragica o disturbi della coagulazione, come emofilia e ipotrombinemia.
  • Dosi >100 mg/giorno durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6 “Fertilità, gravidanza e allattamento“).

Cardioral può essere usato durante la gravidanza e l'allattamento?


Gravidanza
  • Basse dosi (≤ 100 mg al giorno)
Gli studi clinici indicano che l'acido acetilsalicilico a dosi inferiori a 100 mg/die sembra essere sicuro in limitati casi ostetrici che richiedono un monitoraggio specialistico.

Ci sono insufficienti dati clinici relativi all'uso di dosi superiori a 100 mg/die fino a 500 mg/die.
  • Dosi di 500 mg/die e oltre
L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.

Risultati ottenuti da studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine, nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari era aumentato da meno dell'1%, fino a circa l'1,5 %. È stato stimato che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalità embrio-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l'acido acetilsalicilico non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari.

Se l'acido acetilsalicilico è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre

il feto a:
  • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);
  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;
Alla fine della gravidanza, la madre e il neonato possono presentare:
  • prolungamento del tempo di sanguinamento a causa dell'inibizione dell'aggregazione
    piastrinica, che può manifestarsi anche dopo la somministrazione di dosi molto basse di acido acetilsalicilico
  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.
Conseguentemente, l'acido acetilsalicilico è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (dopo le 24 settimane di gestazione) (vedere paragrafo 4.3 “Controindicazioni“).

Allattamento

L'acido acetilsalicilico passa nel latte materno: non è pertanto raccomandata l'assunzione di acido acetilsalicilico durante l'allattamento (vedere paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni di impiego“).

Quali sono gli effetti indesiderati di Cardioral


Le reazioni avverse sono state classificate secondo la classificazione organo-sistemica.

Le frequenze non possono essere stimate in modo attendibile sulla base dei dati disponibili. Pertanto le frequenze sono elencate come "non note".

Patologie del sistema emolinfopoietico

Sindromi emorragiche (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ecc) con prolungamento del tempo di sanguinamento.

Il rischio di sanguinamento può persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione di acido acetilsalicilico. Esso può causare un aumentato rischio di emorragia in caso di intervento chirurgico. Possono anche verificarsi emorragia intracranica e gastrointestinale. L'emorragia intracranica può essere fatale, specie in caso di anziani.

Trombocitopenia.

Patologie gastrointestinali

Dolore addominale, emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sanguinamento è dose-dipendente. Ulcere gastriche e perforazioni.

Patologie del tratto gastrointestinale superiore: esofagiti, duodenite erosiva, gastrite erosiva, ulcere esofagee, ulcere intestinali perforanti, colite e perforazione intestinale.

Patologie del tratto gastrointestinale inferiore: ulcere del piccolo (digiuno ed ileo) e del grande intestino (colon e retto).

Queste reazioni possono o non possono essere associate ad emorragia e possono presentarsi con qualsiasi dose di acido acetilsalicilico e in pazienti con o senza sintomi predittivi o anamnesi di gravi eventi gastrointestinali.

Patologie epatobiliari

Aumento degli enzimi epatici, danno epatico, soprattutto epatocellulare.

Insufficienza epatica.

Disturbi del sistema immunitario

Reazioni di ipersensibilità, reazioni anafilattiche, asma, angioedema.

Patologie del sistema nervoso

Mal di testa, vertigini, sensazione di ridotta capacità uditiva, tinnito, che di solito sono indicativi di un sovradosaggio. Emorragia intracranica.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Non noti: iperuricemia, ipoglicemia.

Patologie vascolari

Rari: disturbi emorragici (epistassi, sanguinamento gengivale).

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

L'uso cronico può determinare edema polmonare non cardiogeno che può verificarsi anche nel contesto di una reazione di ipersensibilità all'acido acetilsalicilico.

Rari: asma, rinite, broncospasmo.

Patologie renali e urinarie

Compromissione della funzione renale.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella

Raro: menorragia.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Rari: orticaria, reazioni cutanee.

Patologie correlate:


Nota: Nel contenuto della scheda possono essere presenti dei riferimenti a paragrafi non riportati.

Fonte: CODIFA - L'informatore farmaceutico

Tags:

Farmaci:
Ultimi articoli
Seguici su:

Seguici su FacebookSeguici su Youtube
Farmacista33Doctor33Odontoiatria33Codifa