Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

Ultimo aggiornamento: 16 maggio 2018
Farmaci - Quinapril EG

Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite




INDICE SCHEDA



INFORMAZIONI GENERALI


AZIENDA

EG S.p.A.

MARCHIO

Quinapril EG

CONFEZIONE

20 mg 14 compresse rivestite

PRINCIPIO ATTIVO
quinapril cloridrato

FORMA FARMACEUTICA
compressa rivestita

GRUPPO TERAPEUTICO
ACE inibitori

CLASSE
A

RICETTA
medicinale soggetto a prescrizione medica

SCADENZA
24 mesi

PREZZO
2,21 €


INDICAZIONI TERAPEUTICHE



A cosa serve Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

Trattamento dell'ipertensione essenziale.

Trattamento dell'insufficienza cardiaca congestizia.


CONTROINDICAZIONI



Quando non dev'essere usato Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

  • Ipersensibilità al principio attivo, a qualsiasi altro ACE-inibitore o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo (qui non riportato) 6.1.
  • Storia di angioedema correlato a un precedente trattamento con ACE-inibitori.
  • Angioedema ereditario o idiopatico.
  • Secondo e terzo trimestre di gravidanza .
  • Quinapril non deve essere usato nei pazienti con ostruzione dinamica del flusso ventricolare sinistro.
  • L'uso concomitante di Quinapril EG con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (velocità di filtrazione glomerulare GFR < 60 ml/min/1.73 m2) .



AVVERTENZE E PRECAUZIONI D'USO



Cosa serve sapere prima di prendere Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

Stenosi aortica e della valvola mitralica/cardiomiopatia ipertrofica

Come per altri ACE-inibitori, il quinapril deve essere somministrato con cautela a pazienti con stenosi della valvola mitralica o nella cardiomiopatia ipertrofica. Quinapril deve essere usato con cautela nei pazienti selezionati affetti da stenosi aortica.

Reazioni di sensibilità

Reazioni di ipersensibilità possono verificarsi in pazienti con o senza una storia di allergia o asma bronchiale, ad esempio, porpora, fotosensibilità, orticaria, angioite necrotizzante, difficoltà respiratoria inclusa polmonite ed edema polmonare, reazioni anafilattiche.

Ipotensione sintomatica

L'ipotensione sintomatica è riscontrata raramente in pazienti ipertesi senza complicazioni. In pazienti ipertesi trattati con quinapril, è più probabile che l'ipotensione si verifichi se il paziente ha perso liquidi ad esempio attraverso una terapia con diuretici, restrizione di sale con la dieta, dialisi, diarrea o vomito, o ha una grave ipertensione renina-dipendente .

In caso di ipotensione sintomatica, il paziente deve essere posto in posizione supina e, se necessario, sottoposto ad infusione endovena di soluzione fisiologica. Una risposta ipotensiva transitoria non costituisce controindicazione a ulteriori dosi; tuttavia possono essere prese in considerazione dosi più basse di quinapril o qualsiasi altra terapia concomitante con diuretici.

Nei pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza insufficienza renale associata, è stata osservata ipotensione sintomatica. È molto probabile che questo accada in quei pazienti con gradi più severi di insufficienza cardiaca, come riflesso dell'uso di dosi elevate di diuretici dell'ansa, iponatremia o compromissione della funzionalità renale. Nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, che sono a rischio di ipotensione eccessiva, la terapia con quinapril deve essere iniziata alla dose raccomandata sotto stretto controllo medico; questi pazienti devono essere seguiti attentamente per le prime due settimane di trattamento e ogni volta che il dosaggio di quinapril viene aumentato.

Simili considerazioni si applicano ai pazienti con ischemia cardiaca o malattia cerebrovascolare per i quali un'eccessiva caduta della pressione sanguigna può dare luogo ad un infarto del miocardio o ad un accidente cerebrovascolare.

Compromissione della funzionalità renale

In pazienti con insufficienza renale, il monitoraggio della funzionalità renale durante la terapia deve essere effettuato in modo appropriato, anche se nella maggior parte dei casi la funzionalità renale non cambia né migliora.

L'emivita di quinaprilato è prolungata poichè la clearance della creatinina diminuisce. Ai pazienti con una clearance della creatinina <60 ml/min non è necessario un dosaggio iniziale più basso di quinapril . Il dosaggio per questi pazienti deve essere aumentato gradualmente in base alla risposta terapeutica, e la funzionalità renale deve essere attentamente monitorata, anche se gli studi iniziali non indicano che quinapril produce un ulteriore peggioramento della funzionalità renale.

Come conseguenza dell'inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, i cambiamenti nella funzionalità renale si possono prevedere in soggetti sensibili. In pazienti con insufficienza cardiaca grave la cui funzionalità renale può dipendere dall'attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone, il trattamento con quinapril può essere associato a oliguria e/o progressiva azotemia e raramente a insufficienza renale acuta e/o morte.

In studi clinici in pazienti ipertesi con stenosi unilaterale o bilaterale dell'arteria renale, sono stati osservati aumenti dell'urea e della creatinina sierica in alcuni pazienti sottoposti a terapia con ACE inibitori. Questi aumenti erano quasi sempre reversibili con la sospensione della terapia con ACE inibitori e/o una terapia diuretica. In tali pazienti, la funzionalità renale deve essere monitorata durante le prime settimane di terapia.

Se è presente anche ipertensione renovascolare, c'è un aumentato rischio di grave ipotensione ed insufficienza renale. In questi pazienti, il trattamento deve essere iniziato sotto stretto controllo medico con basse dosi e accurata titolazione della dose.

Alcuni pazienti con ipertensione o insufficienza cardiaca senza apparente preesistente malattia renale hanno sviluppato aumenti (> 1,25 volte il limite superiore della norma) dell'urea e della creatinina sierica, di solito lievi e transitori, in particolare quando quinapril è stato somministrato in concomitanza a un diuretico. Sono stati osservati aumenti dell'azoto ureico nel sangue e della creatinina sierica nel 2% e 2% rispettivamente dei pazienti ipertesi in monoterapia con quinapril e nel 4% e 3% rispettivamente dei pazienti ipertesi in terapia con quinapril/idroclorotiazide. Questo è più probabile che si verifichi in pazienti con preesistente compromissione renale. Può essere richiesta una riduzione del dosaggio e/o una sospensione del diuretico e/o del quinapril.

Non vi è sufficiente esperienza in pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina <10 ml/min). Il trattamento non è quindi raccomandato in questi pazienti.

Trapianto del rene

Non c'è esperienza clinica a riguardo della somministrazione di quinapril nei pazienti con un recente trapianto di rene. Il trattamento con quinapril non è, perciò, raccomandato.

Angioedema

Angioedema è stato segnalato in pazienti trattati con inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina. Se si verificano stridore laringeo o angioedema del viso, della lingua o della glottide, il trattamento deve essere interrotto immediatamente, il paziente trattato correttamente, nel rispetto delle cure mediche, e osservato attentamente finché il gonfiore non scompare. Nei casi in cui il gonfiore è limitato al viso e alle labbra, la condizione generalmente si risolve senza trattamento; gli antistaminici possono essere utili per alleviare i sintomi. L'angioedema associato con il coinvolgimento della laringe può essere fatale. Se vi è un interessamento della lingua, della glottide o della laringe che può causare ostruzione delle vie aeree, deve essere prontamente intrapresa una terapia appropriata, per esempio una soluzione di adrenalina per via sottocutanea 1:1000 (da 0,3 a 0,5 ml).

Pazienti con una storia di angioedema non correlato alla terapia con ACE-inibitori possono trovarsi a maggior rischio di angioedema mentre ricevono un ACE-inibitore .

Angioedema intestinale

Angioedema intestinale è stato segnalato in pazienti trattati con ACE-inibitori. Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito); in alcuni casi non vi era nessuna precedente storia di angioedema facciale ed i livelli di C-1 esterasi erano normali. L'angioedema è stato diagnosticato dagli esami compresi TAC addominale o ultrasuoni, o in chirurgia, e i sintomi si sono risolti dopo l'interruzione della terapia con ACE-inibitore. Angioedema intestinale deve essere incluso nella diagnosi differenziale dei pazienti trattati con ACE-inibitori che presentano dolore addominale.

Differenze etniche

È stato segnalato che pazienti neri che sono in terapia con ACE-inibitori hanno una maggiore incidenza di angioedema rispetto ai pazienti non neri. Va inoltre segnalato che in studi clinici controllati, gli ACE inibitori hanno un effetto sulla pressione arteriosa minore nei pazienti neri rispetto ai non neri.

Neutropenia/Agranulocitosi

ACE-inibitori sono stati raramente associati a agranulocitosi e depressione del midollo osseo in pazienti con ipertensione non complicata ma più frequentemente nei pazienti con insufficienza renale, soprattutto se hanno anche una malattia vascolare del collagene.

È stata riportata raramente agranulocitosi durante il trattamento con quinapril. Deve essere valutato il monitoraggio della conta dei globuli bianchi nei pazienti con malattie vascolari del collagene e/o con malattia renale.

Il quinapril deve essere usato con estrema cautela nei pazienti con malattia vascolare del collagene, terapia di immunosoppressione, trattamento con allopurinolo o procainamide o una combinazione di questi fattori complicanti, particolarmente se in presenza di una preesistente funzionalità renale compromessa. Alcuni di questi pazienti svilupparono gravi infezioni che in alcuni casi non risposero a terapia antibiotica intensiva. Se il quinapril è usato in tali pazienti, si consiglia il monitoraggio periodico della conta leucocitaria e i pazienti devono essere istruiti a riferire qualsiasi segno d'infezione.

Desensibilizzazione

Pazienti che ricevevano ACE-inibitori durante trattamento di desensibilizzazione con veleno d'imenotteri hanno manifestato reazioni anafilattoidi pericolose per la vita. Negli stessi pazienti, queste reazioni sono state evitate, quando gli ACE-inibitori sono stati temporaneamente interrotti ma esse sono riapparse dopo involontaria ripresa della terapia.

Emodialisi e LDL aferesi

In pazienti emodializzati con membrane ad alto flusso di poliacrilonitrile ('AN69') è altamente probabile che si verifichino reazioni anafilattoidi se sono trattati con ACE-inibitori. Questa combinazione deve pertanto essere evitata, sia mediante l'uso di farmaci antiipertensivi alternativi sia mediante membrane alternative per emodialisi. Reazioni simili sono state osservate durante aferesi delle lipoproteine a bassa densità con destrano-solfato. Questo metodo non deve quindi essere usato in pazienti trattati con ACE-inibitori.

Compromissione della funzionalità epatica

Quinapril in combinazione con un diuretico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalità epatica compromessa o epatopatia progressiva, poichè alterazioni minori del fluido e dell'equilibrio elettrolitico possono causare coma epatico. Il metabolismo di quinapril a quinaprilato dipende normalmente dalle esterasi epatiche. Le concentrazioni di quinaprilato sono ridotte nei pazienti con cirrosi alcolica a causa della de-esterificazione ridotta di quinapril.

Raramente, gli ACE-inibitori sono stati associati a una sindrome che inizia con itterizia colestatica e progredisce a una necrosi epatica fulminante (in alcuni casi fatale). Pazienti che in trattamento con ACE-inibitori sviluppano ittero o enzimi epatici visibilmente elevati devono cessare l'assunzione di quinapril e devono ricevere un adatto follow-up medico.

Tosse

È stata osservata tosse con l'uso di ACE-inibitori. Caratteristicamente, la tosse è non-produttiva, persistente e scompare dopo interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata come parte della diagnosi differenziale della tosse.

Chirurgia/Anestesia

Nei pazienti che subiscono un‘operazione chirurgica maggiore o durante l'anestesia con agenti che producono ipotensione, il quinapril può bloccare la formazione di angiotensina II secondaria a rilascio compensatorio di renina. Se si verifica ipotensione e si considera che sia dovuta a questo meccanismo, si può correggere mediante espansione di volume .

Iperkaliemia e diuretici risparmiatori di potassio

In pazienti trattati con quinapril da solo è stato osservato innalzamento dei livelli sierici di potassio. Quando somministrato in concomitanza, quinapril può ridurre la ipokaliemia indotta da diuretici tiazidici. A causa del rischio di ulteriori aumenti di potenziamento del potassio sierico si raccomanda di iniziare con cautela la terapia di combinazione con diuretici risparmiatori di potassio e di monitorare attentamente i livelli sierici di potassio del paziente .

Pazienti diabetici

In pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono accrescere la sensibilità all'insulina e sono stati associati a ipoglicemia nei pazienti trattati con agenti antidiabetici orali o insulina. Si deve attentamente monitorare il controllo glicemico in particolare nel primo mese di trattamento con un ACE-inibitore .

Gravidanza

Gli ACE inibitori non devono essere iniziati durante la gravidanza. A meno che la continuazione della terapia con l'ACE inibitore sia ritenuta necessaria, alle pazienti che pianificano una gravidanza il trattamento deve essere cambiato con un antiipertensivo alternativo che abbia un profilo di sicurezza dimostrato per l'utilizzo in gravidanza.

Quando viene accertata una gravidanza, il trattamento con gli ACE inibitori deve essere immediatamente sospeso e, se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa .

Litio

La combinazione di litio e quinapril generalmente non è raccomandata .

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Esiste l'evidenza che l'uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l'insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato .

Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.


INTERAZIONI



Quali farmaci o principi attivi possono interagire con l'effetto di Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

I dati degli studi clinici hanno dimostrato che il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS) attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren, è associato ad una maggiore frequenza di eventi avversi quali ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l'insufficienza renale acuta) rispetto all'uso di un singolo agente attivo sul sistema RAAS .

Tetracicline e altri medicinali che interagiscono con il magnesio

A causa della presenza di magnesio carbonato nella formulazione, quinapril in volontari sani ha determinato una riduzione del 28-37% dell'assorbimento della tetraciclina qualora somministrata contemporaneamente. Questa interazione può essere considerata se si prescrive contemporaneamente quinapril e tetraciclina.

Terapia diuretica concomitante

Pazienti in terapia con diuretici, specialmente quelli in terapia diuretica recentemente istituita, possono occasionalmente presentare un'eccessiva riduzione della pressione sanguigna dopo l'inizio della terapia con quinapril. Gli effetti ipotensivi dopo la prima dose di quinapril possono essere minimizzati interrompendo il diuretico pochi giorni prima l'inizio della terapia. Se l'interruzione del diuretico non è possibile, la dose iniziale di quinapril deve essere ridotta. Nei pazienti in cui viene continuata la terapia con diuretici, deve essere mantenuta supervisione medica fino a due ore dopo la dose iniziale di quinapril .

Furosemide

Studi condotti su pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica hanno dimostrato che il captopril (e molto probabilmente altri ACE-inibitori) riduce l'effetto diuretico e natriuretico della furosemide.

Agenti che aumentano il potassio sierico

Quinapril è un inibitore dell'enzima di conversione dell'angiotensina in grado di ridurre i livelli di aldosterone, il che può determinare un lieve aumento del potassio sierico. Trattamenti concomitanti con diuretici risparmiatori di potassio (es. spironolattone, triamterene o amiloride), integratori di potassio o sali di potassio devono essere usati con cautela e predisponendo un adeguato controllo del potassio sierico .

Chirurgia/anestesia

Benché non siano disponibili dati che indichino un'interazione tra quinapril ed agenti anestetici che inducono ipotensione, si deve avere cautela quando i pazienti sono sottoposti ad interventi di alta chirurgia o ad anestesia poichè è stato dimostrato che gli inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina sono in grado di bloccare la formazione di angiotensina II conseguente al rilascio compensatorio di renina. Ciò può portare ad ipotensione che può essere corretta con espansione della volemia .

Altri medicinali antipertensivi

Ci può essere un effetto additivo o di potenziamento quando quinapril è usato in combinazione con altri medicinali antipertensivi o nitroglicerina e altri nitrati, o altri vasodilatatori.

Litio

Sono stati riscontrati aumenti dei livelli sierici di litio e sintomi di tossicità da litio in pazienti che assumono in concomitanza litio e ACE-inibitori a causa dell'aumentata perdita di sodio di questi agenti. Il quinapril e il litio devono essere co-somministrati con cautela e si raccomanda un frequente controllo dei livelli sierici del litio. Se viene usato anche un diuretico, questo può aumentare il rischio di tossicità da litio .

Antidepressivi triciclici/Antipsicotici

L'uso concomitante di antidepressivi triciclici ed antipsicotici con ACE-inibitori può dare luogo a un‘ulteriore riduzione della pressione sanguigna.

Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)

In alcuni pazienti, la somministrazione di un agente anti-infiammatorio non steroideo può ridurre l'effetto anti-ipertensivo degli ACE-inibitori. È stato descritto inoltre, che i FANS e gli ACE-inibitori esercitano un effetto additivo sull'aumento del potassio sierico, mentre la funzionalità renale può diminuire. Questi effetti sono in teoria reversibili e compaiono specialmente in pazienti con funzionalità renale compromessa.

Acido acetilsalicilico

Alte dosi di acido acetilsalicilico (> 325 mg) possono alterare gli effetti emodinamici degli ACE-inibitori quando usati per trattare l'insufficienza cardiaca. Quando è indicata la somministrazione concomitante è possibile usare una bassa dose antitrombotica (50-100 mg/die) di acido acetilsalicilico, in base alla situazione clinica individuale del paziente.

Simpaticomimetici

I simpaticomimetici possono ridurre gli effetti antipertensivi degli ACE-inibitori.

Oro

Sono state segnalate raramente reazioni nitritoidi (sintomi includono arrossamento del volto, nausea, vomito e ipotensione) in pazienti in terapia con oro iniettabile (sodio aurotiomalato) e concomitante terapia con ACE inibitori.

Allopurinolo, agenti citostatici ed immunosoppressori, corticosteroidi sistemici o procainamide

La somministrazione concomitante con ACE-inibitori può comportare un maggior rischio di leucopenia .

Alcool, barbiturici o narcotici

Può comparire potenziamento dell'ipotensione ortostatica.

Altri agenti

La somministrazione concomitante di dosi multiple di 10 mg di atorvastatina con 80 mg di quinapril non ha comportato variazioni significative nei parametri farmacocinetici allo steady-state di atorvastatina.

Medicinali antidiabetici (agenti ipoglicemizzanti orali e insulina)

Nei pazienti diabetici gli ACE-inibitori possono aumentare la sensibilità all'insulina e sono stati associati con ipoglicemia in pazienti trattati con farmaci antidiabetici orali e insulina. Deve essere attentamente monitorato il livello della glicemia in particolare durante il primo mese di trattamento con un ACE-inibitore .

Trimetoprim

Una grave iperkaliemia si è riscontrata durante il trattamento concomitante di ACE-inibitori con trimetoprim.

Antiacidi

Gli antiacidi possono ridurre la biodisponibilità di quinapril.


SOVRADOSAGGIO



Cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

La LD50 orale di quinapril nei topi e nei ratti varia da 1440 a 4280 mg/kg.

Sintomi

I sintomi da sovradosaggio sono: grave ipotensione, shock, stupore, bradicardia, disturbi elettrolitici e insufficienza renale.

Trattamento

Non sono disponibili informazioni specifiche sul trattamento del sovradosaggio con quinapril. La manifestazione clinica più probabile sono sintomi attribuibili a grave ipotensione, che normalmente dovrebbe essere trattata con l'espansione di volume per via endovenosa.

Il trattamento è sintomatico e di supporto, secondo consolidate cure mediche.

L'emodialisi e la dialisi peritoneale hanno scarso effetto sulla eliminazione di quinapril e quinaprilato.


EFFETTI INDESIDERATI



Quali sono gli effetti collaterali di Quinapril EG 20 mg 14 compresse rivestite

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati durante il trattamento con quinapril e altri ACE-inibitori. In questo paragrafo (qui non riportato) le frequenze degli effetti indesiderati sono definite come segue:

molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni avverse più frequentemente verificate in studi clinici sono state: cefalea (7,2%), capogiri (5,5%), tosse (3,9%), affaticamento (3,5%), rinite (3,2%), nausea e/o vomito (2,8%) e mialgia (2,2%).

Patologie del sistema emolinfopoietico:

Non nota: Agranulocitosi, anemia emolitica, neutropenia, trombocitopenia

Disturbi del sistema immunitario:

Non nota: Reazione anafilattica

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Comune: Iperkaliemia

Disturbi psichiatrici:

Comune: Insonnia

Non comune: Nervosismo, depressione, confusione

Patologie del sistema nervoso:

Comune: Capogiro, cefalea, parestesia

Non comune: Attacco ischemico transitorio, sincope, sonnolenza

Raro: Neuropatia, disturbo al bilancio elettrolitico

Non nota: Accidente cerebrovascolare

Patologie dell'occhio:

Non comune: Ambliopia

Raro: Visione offuscata

Patologie dell'orecchio e del labirinto:

Non comune: Tinnito, vertigini

Patologie cardiache:

Non comune: Infarto del miocardio, angina pectoris, tachicardia, palpitazioni

Patologie vascolari:

Comune: Ipotensione

Non comune: Vasodilatazione

Non nota: Ipotensione ortostatica

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche:

Comune: Dispnea, tosse

Non comune: Gola secca

Raro: Peggioramento dell'asma, polmonite eosinofila

Non nota: Broncospasmo. In singoli casi, ostruzione del tratto respiratorio superiore da angioedema (che può essere fatale)

Patologie gastrointestinali:

Comune: Vomito, diarrea, dispepsia, dolore addominale, nausea

Non comune: Flatulenza, secchezza della bocca

Raro: Glossite, costipazione, disgeusia

Molto raro: Ileo, angioedema del piccolo intestino

Non nota: Pancreatite*

Patologie epatobiliari:

Raro: Disturbi della funzionalità epatica

Non nota: Epatite, ittero colestatico

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Non comune: Angioedema, rash, esantema, prurito, orticaria, iperidrosi

Raro: Eritema multiforme, pemfigo, esantema tipo-psoriasi

Non nota: Sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica tossica, dermatite esfoliativa, alopecia, reazioni di fotosensibilità.

Problemi della pelle possono essere associati a piressia, dolori muscolari e articolari (mialgie, artralgia, artrite), infiammazione vascolare (vasculite), infiammazioni dei tessuti sierosi e di alcuni cambiamenti nei valori di laboratorio (eosinofilia, leucocitosi e/o elevati titoli ANA, VES elevata)

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo:

Comune: Mialgia, mal di schiena

Raro: Artralgia

Patologie renali e urinarie:

Non comune: Disfunzione renale, proteinuria

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella:

Non comune: Disfunzione erettile

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione:

Comune: Affaticamento, astenia, dolore al petto

Non comune: Edema generalizzato, piressia, edema periferico

Esami diagnostici:

Comune: Aumento della creatinina sierica, aumento dell'azoto ureico nel sangue **

Non nota: Diminuzione dell'emoglobina, diminuzioni dell'ematocrito e WCXC, aumento degli enzimi epatici, aumento della bilirubina. Nei pazienti affetti da deficit congenito di G-6-PDH, sono stati segnalati singoli casi di anemia emolitica

Infezioni e infestazioni:

Comune: Faringite, rinite

Non comune: Bronchite, infezione del tratto respiratorio superiore, infezione del tratto urinario, sinusite

* È stata riportata pancreatite nei pazienti trattati con ACE-inibitori; in alcuni casi ciò si è rivelato fatale.

** Tali aumenti sono più probabili in pazienti sottoposti a terapia concomitante con diuretici rispetto a quelli in monoterapia con quinapril. Questi aumenti osservati spesso regrediscono al proseguimento della terapia.

Sono state segnalate vasculite e ginecomastia con altri ACE-inibitori e non si può escludere che questi effetti indesiderati sono gruppo specifici.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.


CONSERVAZIONE



Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.


PATOLOGIE ASSOCIATE







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