Insonnia: classificazione e cure

31 marzo 2021

Insonnia: classificazione e cure



L'insonnia non è una malattia ma un "sintomo" di un'alterazione patologica del nostro organismo


L'insonnia non è una malattia ma sempre un "sintomo" di un'alterazione patologica del nostro organismo o di difficoltà di adattamento dello stesso. I più sofferenti sono gli anziani che avvertono la necessità di dover dormire più ore, in realtà non conta la durata, che può andare dalle 6 alle 9 ore, ma la qualità del sonno. Il sonno deve essere ristoratore. Una buona qualità del sonno incide su un aumento della performance psicofisica, al contrario problemi d'insonnia cronica possono causare sindromi depressive o addirittura patologie psicosomatiche.

Insonnie primarie


Possono essere legate a un evento causale, lutto, stress, jet leg, lavoro notturno, abuso di sostanze eccitanti. La prognosi in questo caso è quasi sempre benigna e la terapia volta all'eliminazione dell'evento scatenante. Utile l'assunzione di ipnotici per un breve periodo.

Insonnie secondarie

Legate a patologie come sindromi psiconevrotiche, depressioni (caratterizzate da un risveglio anticipato di 1-3 ore rispetto al risveglio abituale), disturbi psicotici, tumori cerebrali, morbo di Parkinson e ipertiroidismo. La prognosi in questo caso è legata alla ricerca della patologia che ha innescato l'insonnia. La terapia può prevedere l'assunzione di ipnotici o Bdz ad emivita lunga, ma specialmente nel paziente depresso o psicotico deve essere sempre accompagnata dal farmaco che miri a curare la patologia di origine.

Domande essenziali

  • Da quanto tempo non dorme?
  • Soffre in questo periodo di ansia e/o depressione?
  • Sta assumendo farmaci?

Fonte: Farmacista33

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